Arrivati i primi 28 profughi, pomeriggio altre sei persone

profughi2.jpgConcorezzo. Sono arrivati questa mattina i primi 28 ospiti dell'ex Hotel San Carlo, trasformato dal Consorzio Comunità Brianza in un residence per profughi in attesa di riconoscimento del diritto di asilo. Altre 6 persone, questa mattina impegnate in un corso di italiano, arriveranno nel pomeriggio. Tutti uomini, tutti giovani, i 34 cittadini stranieri erano precedentemente presenti nella struttura di via Spallanzani a Monza. Una comunicazione informale era arrivata solo ieri sera da parte della cooperativa.

Si apre così la nuova parentesi della stuttura di via San Rainaldo, all'angolo con via Monte San Michele, iniziata a ottobre con la vendita del complesso per circa 250mila euro. 

"Non voglio sorprese e sono a disposizione 24 ore su 24 - commenta il sindaco Riccardo Borgonovo - Ho già incontrato gli ospiti e abbiamo avuto modo di parlare, anche con l'aiuto di interpreti, in italiano, francese e inglese. A breve attiveremo le collaborazione con le associazioni cittadine, mentre la stessa cooperativa che li gestisce garantirà 24 ore al giorno uno staff con 4 referenti e un coordinatore. Ho già incontrato anche diversi cittadini delle abitazioni limitrofe. Più ci relazioniamo, meglio è: questa struttura non deve essere un problema, loro non devono sentirsi prigionieri, ma nemmeno i residenti devono essere condizionati o cambiare abitudini. Ho preteso integrazione, rispetto delle regole e nessuna forma di accattonaggio".

Entro luglio la Prefettura di Monza invierà nei Comuni della Brianza altre 250 persone. Il parametro nazionale prevede al momento 2,5 profughi ogni mille abitanti. "Se non avessimo gestito questa situazione - spiega il sindaco - l'alternativa sarebbe stata quella di sparpargliarli nelle case sfitte senza coordinamento e controllo. La Polizia locale garantirà un maggiori presidio del quartiere".

Domani in Municipio vertice tra Amministrazione, Polizia locale, Arma dei carabinieri, cooperativa.

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Commenti (2)

  • Ezio

    Ezio Barnabà Egregio primo cittadino, lei sostiene che questa povera gente non sarà un problema per la cittadinanza. Comprendo binissimo il suo dovere di tranquilizarci e la ringrazio. Il fatto di essere preoccupato quanto tutta la comunità, mi pare leggitimo. A questa povera gente vorrei tanto darle il mio benvenuto ed il mio augurio di una buona integrazione, come a suo tempo io ho soportato. Ora che anche la nostra Concorezzo si trova a fare i conti con questa piaga, Vogliamo vedervi al lavoro. Gli ospiti sono a poca distanza da casa mia e questo se da un lato mi comporta preoccupazione, dall'altro lato è un bel pusto di osservazone. Come cittadino e con pieno diritto. Le chiedo: sia esposto l'elenco di questa gente: nome e cognome, paese se di provenienza farnito dalla Prefettura di Monza. In attesa di questa mia richiesta, con doveroso rispetto i miei auguri di buon lavoro.

  • Marco Ronchi

    In risposta a: Ezio

    Gentile Ezio,
    il suo post nasce dalla somma di egoismo e igoranza.
    Si definisce preoccupato ed è convinto che "tutta la cittadinanza" provi la stessa sensazione. Definisce l'accoglienza una "piaga" (questo è il passaggio più agghiacciante). Infine chiede che venga esposto (dove?) un elenco degli ospiti (e perché?).

    Il suo post mi mette tristezza, amarezza e un po' di rabbia nei confronti di chi quotidianamente aprofitta della gente ignorante per inculcare odio e paura verso questa povera gente.

    Sarebbe bello che la gente facesse battaglie contro la povertà, non contro i poveri.

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