Asfalti Brianza, ecco la relazione dell'Arpa

asfalti.jpgConcorezzo. Il primo esposto ufficiale per verificare i disagi presumibilmente causati dalla ditta Asfalti Brianza risale al settembre 2016. Ne è seguito un secondo del Comune di Concorezzo a gennaio 2017, cui si è aggiunto quello della Provincia di Monza a maggio. Tante, troppe le proteste dei residenti di tutta la zona (fino a Monza e Brugherio) per non effettuare un nuovo soprallugo nell'impianto lavorativo collocato lungo la Provinciale Milano-Imbersago. Il tanto atteso monitoraggio del 20 giugno scorso, però, al momento, non ha portato le risposte attese dai cittadini. 

Di fatto l'Agenzia regionale per l'Ambiente (che era già intervenuta nel 2014 per problematiche analoghe) ha verificato documenti ma anche le proteste protocollate in Comune e quelle pervenute dal quartiere Libertà-Gadda di Monza in cui si parlava di "mal di testa, bruciore agli occhi e irritazioni". Arpa nella sua relazione evidenzia che durante il sopralluogo non sono state accertate "emissioni odorigene". E poi, alla luce del fatto che dovrà essere rivista una autorizzazione, si invita il Comune a "richiedere alla ditta la realizzazione di indagini ambientali quali-quantitative volte a determinare l'efficacia delle azioni intraprese nonché a sviluppare una valutazione della dispersione e della ricaduta al suolo delle sostanze monitorate". La "palla" passa nei fatti in mano al Comune che dovrà richiedere alla ditta un registro più dettagliato delle lavorazioni, la pulizia di una cisterna, la sostituzione di alcuni componenti che causerebbero la fuoriuscita di materiali, la chiusura dei secchi con il bitume raccolto da eventuali perdite, l'eventuale trasporto dei materiali con camoion protetti per evitare la dispersione in aria di emissioni.

Arpa premette nella sua relazione che "la valutazione del disturbo olfattivo e la sua regolamentazione rappresentano aspetti caratterizzati da elevata complessità, dal momento che l'inquinamento olfattivo è strettamente associato alla percezione umana". L'agenzia, allo stesso tempo, ha chiesto ai responsabili dell'azienda di tenere un registro più dettagliato delle differenti lavorazioni, in modo da poter comparare segnalazioni dei cittadini con il tipo di attività in corso. A parte alcune note sui processi lavorativi, la relazione trasmessa da Arpa al Comune è sostanzialmente una fotografia di quanto avviene all'interno anche se, come aveva rilevato l'Amministrazione, durante il sopralluogo l'attività era ridotta a circa il 30% del potenziale. 

Ora toccherà al Comune predisporre insieme ad Arpa e Ats un tavolo di confronto con Asfalti Brianza per elaborare una strategia risolutiva dei disagi.

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Commenti   

+2 #4 Remo Egardi 2017-08-09 11:28
L'Arpa ha, secondo quanto esposto nell'articolo, effettuato solamente una valutazione di procedure e documenti. Ora è irrinunciabile una
precisa richiesta, da parte del Comune, per determinare la natura e il rispetto dei limiti previsti dalla legge a proposito delle sostanze che fuoriescono dai camini della Asfalti Brianza. Per un corretto monitoraggio della qualità dell’aria sarà necessario, a tale proposito,
effettuare analisi dei fumi che fuoriescono dai camini (emissioni) e gli eventuali inquinanti a circa 2 metri dal suolo (immissioni),
dove si trova l’aria effettivamente respirabile dalla gente. Le postazioni di monitoraggio delle “emissioni “e delle “immissioni” dovranno essere posizionate rispettivamente : 1.nella zona corrispondente all’area di massima ricaduta degli inquinanti emessi, situata in prossimità del perimetro aziendale della ditta interessata, 2. in prossimità della zona in cui sono presenti segnalazioni di disturbo da parte della popolazione, 3. in zona non direttamente influenzata dalla emissione, ma caratterizzata dalla presenza di altre sorgenti tipiche di emissione urbana ed equidistante dal sistema tangenziale –autostrada, 4. alla sorgente delle emissioni (camino principale e ad ogni fonte di emissione). Tutto questo tenendo in costante considerazione le condizioni meteo, direzione dei venti compresa, e con la massima operatività aziendale. Ridurre il problema alla sola percezione soggettiva degli odori risolverebbe
solo molto parzialmente il problema lasciando aperto il tema della sicurezza ambientale.
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0 #3 max b 2017-08-04 06:56
In sostanza l'ARPA ha passato in rassegna un po' di cartesenza effettuare un monitoraggio protratto nel tempo? Magari ha effettuato un sopralluogo a impianto spento (senza emissione di fumi e odori)? Chiarite questo punto, per favore!
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+2 #2 Remo Carlo Egardi 2017-08-02 10:33
Spero che ARPA oltre al " disturbo olfattivo" (valutazione soggettiva) abbia anche effettuato una valutazione di emissioni ed immissioni delle sostanze che potrebbero causare le puzze del Malcantone. I Concorezzesi devono sapere se i fumi che fuoriescono dalla Brianza Asfalti sono balsamici o possibili cancerogeni. Prego la redazione di chiarire se esistono analisi specifiche effettuate nei punti di fuoriuscita fumi (ovviamente durante le lavorazioni) e in punti dove più si avvertono le puzze . Diversamente i cittadini interessati potranno richiedere, secondo le norme previste dalla legge, di procedere con le analisi agli organi competenti.
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-1 #1 Pippo 2017-07-31 21:36
Ah tutto chiaro! Alla prossima puzza allora
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