Incidente a Biassono, paura per due ciclisti amatoriali

mandelli2.jpgConcorezzo. La passione per le due ruote li ha portati, da amatori, in cima al Ghisallo, al Mortirolo, allo Stelvio. Ieri, purtroppo, la loro corsa ha fatto tappa in ospedale a Monza, a seguito di un brutto incidente a Biassono. Per fortuna le conseguenze sono state lievi. Protagonisti loro malgrado il concorezzese Lorenzo Mandelli, 42 anni, e Paolo Rossi, 38 anni, di Muggiò. Entrambi lavorano nella multinzionale agratese STMicroelectronics e, finito il turno, come da rituale, erano usciti sulla due ruote per allenarsi. "Procedendo lungo la via principale di Biassono in direzione Macherio - racconta Lorenzo a Concorezzo.org - ci siamo scontrati con un’auto che, sopraggiungendo dalla direzione opposta, senza darci la precedenza, ha svoltato a sinistra per entrare in una strada secondaria, tagliandoci la strada. Non potendo in alcun modo evitare l’impatto, siamo letteralmente “volati” rispettivamente contro il cofano e il parabrezza dell’auto. Rialzatomi da terra, ho subito verificato le condizioni di Paolo che, a parte un dolore alla spalla, pareva non aver avuto ripercussioni gravi: parlava, camminava… Anche io ero apparentemente illeso, ma dopo pochi minuti dall’incidente, ho iniziato ad avvertire un forte formicolio alla mascella e al collo, tanto che una volontaria del 118, casualmente presente al momento del sinistro, ha ritenuto di dover chiamare l’ambulanza".

I soccorritori hanno deciso di trasportare entrambi i ciclisti al San Gerardo di Monza. Fortunatamente visite mediche e radiografie non hanno rilevato traumi importanti: qualche contusione, un paio di graffi e una contrattura alla muscolatura cervicale.

"Ringrazio di cuore tutte le persone che durante e dopo l’evento mi hanno assistito, curato, accompagnato e confortato con chiamate e messaggi, in particolare mio padre Roberto che è rimasto con me per tutto il tempo, i volontari del 118 e i Vigili di Biassono per il loro tempestivo intervento", prosegue Lorenzo.

Più amaro il commento su Facebook di Paolo. “Lo sapevo che sarebbe successo. Non se ne può più. Investito da una Panda con la solita scusa “non ti ho visto, non l’ho fatto apposta”. Sono qui dolorante ma ringraziando il cielo di poterlo raccontare. Non è giusto. Tanta rabbia, tanto dolore e il morale sotto ai tacchi. Probabilmente si infrangono così i sogni per la #SellarondaBikeDay. Ma non è questo ciò che conta. Ciò che conta è che la strada è diventata una maledetta giungla. In questa guerra chi ci rimette siamo sempre noi, la parte debole. E per la cronaca giravamo in due, andando piano sfilando una colonna di auto in fila e attraversando un incrocio in centro paese. La cosa che fa più male, aldilà delle botte a spalla e ginocchio, è leggere che nonostante un incidente da cui potevi uscirne veramente male, c’è chi non ha il buon gusto di tacere e invoca questa maledetta storia dei ciclisti che non rispettano il codice della strada". 

 

Il gruppo dei ciclisti STM. La passione per la bicicletta è condivisa da tanti lavoratori della STMicroelectronics ad Agrate Brianza (il nome ufficiale della squadra è in fase di definizione): da settembre, il gruppo di amatori ha affrontato percorsi e salite che negli anni hanno caratterizzato la storia del ciclismo e sono state testimoni di strepitose imprese sportive dei miti di questo sport: dalla Roncola, al Ghisallo, al Passo di Valcava, al passo dello Stevio, al Passo del Mortirolo.

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