Ogni anno Concorezzo regala a Roma 84 milioni di euro

co1.jpgConcorezzo. Cosa si potrebbe fare (in un anno!) con 84 milioni di euro. Fossero anche meno della metà, gli amministratori locali si fregherebbero le mani. Invece quei soldi, frutto delle tasse dei cittadini concorezzesi, ogni 365 giorni escono dal paese con biglietto solo andata: Roma. Da lì restano nella città eterna oppure vengono distributi alle altre regioni. 84 milioni di euro è la quota con cui Concorezzo contribusce alla cifra record di 54 miliardi di euro del cosidetto residuo fiscale, ovvero il saldo tra le tasse pagate e i trasferimenti che lo Stato centrale restituisce al territorio. Poter trattenere più risorse nel proprio territorio è il nodo che sarà al centro del referendum consultivo per l'autonomia, indetto da Lombardia e Veneto per il prossimo 22 ottobre. Si vota dalle 7 alle 23, nel consueto seggio di appartenenza, esibendo semplicemente la carta di identità. Oggi alcuni militanti della Lega Nord, tra cui il segretario della Circoscrizione Molgora, Vittorio Mandelli, erano al mercato a sostegno del Comitato per il Sì.

REFERENDUM 22 OTTOBRE

Domenica 22 ottobre i cittadini della Lombardia potranno recarsi ai seggi per votare al referendum sull’autonomia della Regione rispondendo si o no al seguente quesito:

Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”.

La consultazione riguarda un corpo elettorale di circa 8 milioni di persone (per un territorio di oltre 10 milioni di abitanti, più grande di molti Stati europei). Nello stesso giorno un analogo referendum si terrà in Regione Veneto.

La possibilità per le Regioni di ottenere maggiori spazi d’azione rispetto alle competenze ordinarie demandate dallo Stato è sancita dall’art. 116, III comma, della Costituzione, che riconosce alle Regioni a statuto ordinario la possibilità di accedere a condizioni differenziate di autonomia attraverso una procedura articolata e complessa.

L’attuale procedura era stata avviata il 17 febbraio 2015 con una delibera del Consiglio regionale che, con 58 voti a favore e 20 contrari, ha dato il via libera all'indizione del referendum consultivo sull'autonomia.

Il 1°giugno 2017 con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (BURL) un decreto del Presidente della Giunta ha fissato la consultazione il 22 ottobre 2017 con seggi aperti dalle ore 7.00 alle ore 23.00. Si voterà con un sistema elettronico.

Il 13 giugno 2017 il Consiglio regionale con 41 voti a favore e 22 contrari ha consolidato l'iter procedurale della consultazione approvando una mozione con la quale si impegna tra l'altro il Presidente di Regione Lombardia a negoziare, all’indomani di un esito positivo del referendum, contestualmente a nuove competenze e alle relative risorse, anche l’autonomia fiscale così come riconosciuta alle Regioni a Statuto speciale.

Possono partecipare al referendum consultivo tutti gli iscritti alle liste elettorali della Lombardia. In questo referendum non è previsto un quorum, cioè un numero minimo di votanti affinché il referendum sia valido.

Regione Lombardia è stata fra le prime Regioni a chiedere al Governo spazi di autonomia “a Costituzione invariata”, ai sensi dell’art. 116, 3° comma.

La prima iniziativa, che risale a 10 anni fa ed era orientata a verificare capacità e potenzialità di ampliamento degli ambiti di azione regionale e di applicazione di forme di federalismo fiscale. Il 3 aprile 2007 il Consiglio regionale approvava la Risoluzione n. 5 che impegnava il Presidente della Giunta regionale ad avviare il confronto con il Governo in questa direzione.

L’iniziativa lombarda per una maggiore autonomia, dopo una lunga interruzione dovuta alle criticità incontrate nel confronto con il livello nazionale, si riattiva all’avvio della X legislatura, nel 2013, con l'approvazione nel 2015 di quattro delibere del Consiglio Regionale tra cui quella espressamente finalizzata alla promozione del referendum

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