September 22, 2026
#Dalla Brianza

Davvero l’amaretto di Saronno è nato a Monza?

Monza.  Si chiama Amaretto di Saronno, ma la sua storia potrebbe avere un capitolo nascosto proprio a Monza. È uno di quei casi in cui il nome di un prodotto sembra raccontare una verità semplice e definitiva, mentre dietro l’etichetta si intrecciano tradizioni, leggende, documenti e ricostruzioni non sempre coincidenti.
La versione più conosciuta fa risalire l’origine dell’amaretto al Cinquecento. Nel 1525 il pittore Bernardino Luini, allievo di Leonardo da Vinci, sarebbe stato incaricato di affrescare la Madonna dei Miracoli di Saronno. Per il dipinto avrebbe scelto come modella una giovane del luogo, che, secondo la tradizione, gli avrebbe offerto un liquore dolce e aromatico preparato con mandorle e altri ingredienti. Da questa leggenda sarebbe nata la storia dell’Amaretto di Saronno.
Ma tra la leggenda e il prodotto che conosciamo oggi passano quasi quattro secoli. Ed è proprio qui che la ricostruzione diventa più sfuggente.
La nascita industriale dell’amaretto è generalmente collegata alla famiglia Reina e a Saronno, dove all’inizio del Novecento il liquore cominciò a essere prodotto e commercializzato. Tuttavia, testimonianze, attività produttive e vicende commerciali dell’area brianzola hanno alimentato nel tempo un’altra ipotesi: che una parte importante della storia dell’amaretto possa essere passata da Monza, forse prima ancora che il nome “Saronno” diventasse il marchio destinato a conquistare il mondo.
È difficile, però, trasformare questa ipotesi in una certezza. Le fonti non consentono di ricostruire con assoluta precisione ogni passaggio della ricetta e della produzione. E proprio questa zona d’ombra rende la vicenda interessante: l’origine di un prodotto può essere diversa dall’origine del suo marchio, così come una ricetta può viaggiare da una bottega all’altra prima di diventare un prodotto industriale.
Dunque, l’Amaretto di Saronno è nato a Saronno o a Monza? La risposta più prudente è: non lo sappiamo fino in fondo. Saronno è certamente il luogo al quale la storia documentata e il marchio hanno legato il prodotto. Ma l’ipotesi di un passaggio precedente, o di un ruolo di Monza nella sua evoluzione, lascia una domanda ancora aperta.
E forse è proprio questo il fascino della storia: dietro una bottiglia apparentemente semplicissima potrebbe esserci una vicenda lombarda molto più complessa di quanto racconti il nome sull’etichetta.

Il racconto

Ascoltate questa interessante testimonianza

Leggi anche

Quella volta di Angelina Mango in oratorio a Concorezzo