October 11, 2026
#Cultura

Concorezzo incorona il suo Gatto

Concorezzo. Nessuno dica nemo propheta in patria. Almeno in città. La città che gli ha “perdonato” di essere salito sul palco di Sanremo dicendo di essere di Monza e il suo recente buen ritiro in provincia di Lecco.

Battute a parte, dopo aver coccolato il suo cantante con una serie di concerti e una panchina ad hoc nel parco in cui trovava ispirazione per i propri testi, oggi Concorezzo sigilla il rapporto con zgatto Panceri con la massima benemerenza civica.

Dalle prime canzoni nate tra gli alberi di Villa Zoja ai palcoscenici nazionali, passando per Sanremo e per collaborazioni entrate nella storia della musica italiana, Gatto è sicuramenteuno dei personaggipiùcelebridel paese. La cerimonia è in programma domenica 11 ottobre a Villa Zoja, nell’ambito delle celebrazioni della Festa del Paese.

Luigi Giovanni Maria Panceri, in arte Gatto Panceri, è cresciuto a Concorezzo e ha costruito una carriera che unisce interpretazione, scrittura e composizione. Diplomato al Conservatorio di Milano in chitarra, armonia e composizione, ha debuttato a Sanremo nel 1986 con il nome di Gigi Panceri. La consacrazione è arrivata anche grazie a canzoni come L’amore va oltre, Abita in te e Mia. Come autore ha collaborato con Mina, Giorgia, Mietta e Gianni Morandi, firmando anche Vivo per lei, successo internazionale interpretato da Andrea Bocelli e Giorgia.

Il riconoscimento premia non soltanto i risultati professionali, ma anche il legame mantenuto con la città. Villa Zoja, in particolare, è un luogo legato alla sua storia artistica: proprio nel parco, tra i sentieri e le panchine, Panceri ha trovato l’ispirazione per alcune delle sue canzoni. Nel 2024 Concorezzo gli ha dedicato una panchina, ulteriore segno di un rapporto che non si è interrotto con il successo.

«Gatto Panceri ha trasformato la passione e il talento per la musica in una lunga carriera professionale», ha dichiarato il sindaco Mauro Capitanio, spiegando il significato delle tre benemerenze di quest’anno. «Sono storie diverse, ma che parlano soprattutto ai più giovani: credere nelle proprie capacità, avere il coraggio di seguire le proprie passioni e sapere che, con impegno, costanza e dedizione, queste possono diventare un lavoro, un progetto o un modo concreto per contribuire alla comunità».

La Gügia dóra riconosce così un artista che ha portato il nome di Concorezzo ben oltre i confini locali, senza perdere il legame con il luogo in cui ha mosso i primi passi. Un percorso professionale costruito nel tempo, attraverso studio, talento e continuità

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