4 Novembre, omaggio ai Caduti

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Concorezzo. Il Silenzio, affidato alla emozionante suggestione della tromba, rompe l'atmosfera irreale di una celebrazione quanto mai intima. Il lockdown ha lasciato il segno anche sulla manifestazione per il 4 Novembre, tenutasi domenica mattina davanti al monumento ai Caduti di via Repubblica.

Quel monumento,  spesso oltraggiato da ragazzi che bestemmiano e abbandonano rifiuti e bottiglie, ricorda tanti giovanissimi che morirono per donarci la libertà di cui beneficiamo oggi.

Poi il corteo ha fatto omaggio alle vittime del nazifascismo. Presenti il vicepresidente della provincia,  Riccardo Borgonovo, il vicesindaco Micaela Zaninelli e i rappresentanti carabinieri,  Polizia locale, Alpini e Protezione civile.

Il sindaco Mauro Capitanio, in isolamento, ha affidato il suo pensiero a un messaggio scritto.

Il messaggio del Sindaco Mauro Capitanio:

Lo scorso anno abbiamo celebrato in modo diverso, "normale", con il classico corteo del IV Novembre e tutte le cerimonie per la festa di Concorezzo, compresa la bellissima gara di torte paesane in Villa Teruzzi.

Oggi una sobria deposizione di corone ai nostri caduti con il Vicesindaco Micaela Zaninelli e il Presidente del Consiglio Comunale Riccardo Borgonovo.

E’ una giornata intima, di ricordo. Una giornata per tanti aspetti dolorosa, non nascondiamolo.

Oggi ricordiamo la fine della Prima Guerra Mondiale. Conflitto in cui ragazzi, giovani uomini che guidati da un ideale comune, hanno lottato fino a sacrificare la propria vita.

Oggi, nel 2020, nel ricordo di quel 4 novembre, tutti noi siamo chiamati ancora all’unità davanti a un nuovo nemico da combattere. Un nemico, il Covid19, piccolo ma ancora più potente. Un nemico che ha saputo farsi strada in tutti i campi. Ha saputo diffondere morte e povertà. Incertezza e solitudine.

Ecco allora che davanti a un nemico di questa portata siamo chiamati ora più di ieri a raccogliere le forze e ad affrontare a testa alta e insieme la realtà che ci troviamo davanti. Uniti, come comunità e come persone. Lo abbiamo dimostrato nel corso della prima ondata di contagi della primavera scorsa. Insieme, virtualmente per mano, il nostro territorio ha saputo fare rete e superare seppur con grandi sacrifici il momento forse più difficile dal Dopoguerra. 

Ora ci viene chiesto di tonare sul campo e di rimetterci in gioco. Abbiamo però una consapevolezza in più. Quella di essere in grado di farcela. Di stringere i denti, di andare avanti nonostante il dolore per la perdita di tanti concittadini (madri, padri, nonni, mogli e mariti) vinti da questa battaglia, dalla stanchezza per tutti questi mesi così difficili e di affrontare questo nemico che, forte e prepotente, è tornato a scuotere le nostre vite e le certezze che piano piano stavamo riconquistando. 

Ecco allora che la nostra Concorezzo ha subito iniziato a stringersi e a sentirsi comunità, a sentirsi famiglia, concretizzando il concetto di “unità” e declinandolo nel vivere comune. Un’unità di pensiero, di sacrificio, di azioni per superare, anche questa volta, l’ondata di pandemia e tutto quello che la pandemia porta con sé. Insieme ce l’abbiamo fatta e insieme, uniti, ce la faremo anche questa volta.

E’ questa l’occasione giusta per ringraziare le Forze dell’Ordine che nella giornata anche a loro dedicata portano tra di noi l’esempio vero di come l’unità sia un’arma potente, in grado di rafforzare il singolo individuo. Alle forze dell’ordine che prestano servizio in particolare nella nostra Concorezzo va il nostro vero ringraziamento per tutto quello che stanno facendo soprattutto nel corso di questa pandemia mettendosi in prima linea al servizio della nostra comunità.

 Uniti, come in quel lontano 4 novembre, ce la faremo, ancora.

Buona Festa del Paese a tutti!

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