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Asfalti Brianza, inizia il processo

Concorezzo. Dopo le proteste dei cittadini, dopo l'intervento delle Iene, dopo le denunce dell'amministrazione comunale e dei gruppi di opposizione, ora il caso Asfalti Brianza si sposta in Tribunale.

I Comuni di Concorezzo, Agrate e Monza, si costituiranno parte civile nel processo per gestione illecita dei rifiuti che comincerà il 25 gennaio 2023.

L'attività dellazienda collocata al Malcantone al confine con Brugherio e Monza era stata bloccata dal 5 luglio 2020 dopo le numerosissime segnalazioni dei residenti contro miasmi e possibili ricadute sulla salute.

"Non poteva che andare così dopo tutti i guai che abbiamo passato – dice il sindaco Mauro Capitanio –. Ho sempre avuto un atteggiamento pragmatico su questa vicenda, ma deve essere chiaro che non si possono violare le regole. Non dimenticherò mai le serate trascorse a casa di cittadini che mi invitavano a mangiare un piatto di pasta per farmi capire cosa significava convivere con la puzza e il bruciore agli occhi e alla gola".

Non sono mancati neppure i sopralluoghi notturni, "alle 3, per verificare che la produzione non fosse ripresa dopo lo stop della Provincia". Migliaia di segnalazioni, i centralini del Comune presi d’assalto dalle famiglie che chiedevano una soluzione e il tavolo della prefettura.

"Non possiamo che dirci soddisfatti per questa presa di posizione corale, a nostro avviso doverosa. Pare lontano il tempo in cui certa politica sottovalutava visibilmente il problema, promuovendo inconcludenti tavoli concertativi con l'azienda, temporeggiando e finanche accusandoci di essere estremisti e tendenziosi.  Siamo fieri di aver concorso insieme a tanti amministratori seri alla difesa dei diritti dei cittadini, sempre all'insegna della legalità. Vogliamo rivolgere un ringraziamento speciale al Comitato di quartiere S. Albino, per essere stato per noi un importante esempio di impegno civile.  Oggi il procedimento in corso vede un ampio spettro di capi di imputazione, che riguardano lo stoccaggio e la gestione del fresato, quella dei rifiuti, la gestione e lo scarico delle acque, alcuni interventi impiantistici e il problema emissioni. Tutti aspetti che dovrebbero far riflettere quella parte della politica mostratasi per lungo tempo del tutto incapace di inquadrare correttamente i termini della questione e di agire di conseguenza", commenta La Rondine.

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