Botte alla "Ceccato", condannato il fratello del capo

b_450_500_16777215_00_images_tribunale.jpegConcorezzo. Nove mesi di reclusione (pena sospesa con la condizionale) per aver aggredito un operaio. Era stata una estate calda quella del 2009 alla "Ceccato" di via Brodolini, più volte al centro delle cronache per rapporti non certo morbidi tra dirigenza e sindacato. A luglio di quell'anno Maurizio Angelico, fratello del patron Giuseppe "Pippo" Angelico, si era scagliato in malo modo contro un collega, Alfredo Di Matteo. Quest'ultimo, 41 anni, aveva allertato il 112 e si era fatto medicare in ospedale. Maurizio Angelico aveva smentito l'accaduto e l'aveva a sua volta denunciato. Il giudice, Patrizia Gallucci, in primo grado ha creduto alla versione di Di Matteo, tornato al lavoro solo a dicembre 2011 dopo un periodo di malattia.

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