Ciao Peppino, colonna dell'oratorio San Luigi

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Concorezzo. "Il nostro Peppo", accompagnato da un cuore. Così la nipote Roberta Viganò ha voluto salutare il nonno Peppino, venuto a mancare sabato. Nostro, già. Peppino non era solo un nonno, ma una di quelle figure operose e silenziose che almeno quattro generazioni di giovani hanno sicuramente visto all'opera all'oratorio San Luigi. Qualcuno li chiamava "i vecchietti", e visto lo scarto generazionale ci poteva anche stare. Ma senza Peppino e tanti altri amici e volontari l'oratorio si sarebbe fermato. Sempre pronti, loro, alle piccole manutenzioni, a coordinare la mitica raccolta di carta, straccia, rottami, ad allestire il falò di sant'Antonio, a fare tutto quello che i giovani, impegnati a giocare e nelle attività formative, non avevano tempo di vedere. Non si vedeva il lavoro, ma loro si vedevano: sempre. Tutti i giorni. Adesso Peppino è Lassù, e siamo certi troverà il modo di dare una mano anche lì.

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