Crisi, la Lombardia conosce la nuova povertà

Gli under 35 sono i meno ottimisti sul futuro del Paese: 4 giovani su 5 temono un peggioramento della situazione economica nel 2012

 900MILA FAMIGLIE LOMBARDE SONO I “NUOVI POVERI”: CON LA CRISI 1 SU 5 FA FATICA AD ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE 

Nel terzo anno della crisi la capacità di risparmio è compromessa: 6 mesi fa riusciva a risparmiare il 21% dei lombardi, oggi solo il 7%. La maggioranza delle famiglie “taglierà” sul tempo libero (51%), quindi ridurrà il budget per lo shopping (36%).

 

Monza, 25 gennaio 2012. In Lombardia ci sono 900mila famiglie che con la crisi per la prima volta fanno fatica ad arrivare a fine mese. Si tratta del 21% dei nuclei famigliari, il 10% dichiara di essere in questa condizione da ormai due anni e l’11% di aver riscontrato difficoltà per la prima volta nel 2011, a cui si aggiunge il 3% delle famiglie lombarde che ha sempre avuto problemi ad affrontare le spese mensili.

Per questo i lombardi tirano la cinghia: la maggioranza delle famiglie “taglierà”  in primo luogo qualche spesa del tempo libero (51%), quindi ridurrà il budget dedicato a abbigliamento e calzature (36%), per poi risparmiare sui beni durevoli (13%). Se si abbassa in primo luogo il budget destinato a cene fuori e vacanze (rispettivamente scelto dal 68% e dal 47%), unico vezzo ancora a cui pochi rinunciano sono lo sport e il benessere (6%). Per far quadrare bilancio il 13% modifica anche le abitudini in tema di spesa alimentare. Il 66% delle famiglie insegue le offerte dei volantini riempiendo il carrello in diversi punti vendita a caccia del risparmio, il 13% cambia il punto vendita tradizionale e predilige i discount e 1 famiglia su 3 modifica i prodotti che acquista tra chi opta per i prodotti del marchio commerciale (19%) e chi va sulle promozioni (16%). E il futuro preoccupa, soprattutto gli under 35: 4 giovani su 5 temono un peggioramento della situazione economica del Paese nel 2012. E sono anche quelli che fanno più fatica ad arrivare a fine mese: il 14% per la prima volta nel 2011 ha avuto difficoltà a chiudere i conti. Del resto sono anche quelli che fanno più rinunce, in particolare sul tempo libero (6 su 10).   

Il bilancio delle famiglie lombarde La maggioranza delle famiglie lombarde (75%) chiude il 2011 con il proprio bilancio in pareggio ma solo il 7% è riuscito a risparmiare (si riduce notevolmente, era il 21% sei mesi fa), e il 18% per far quadrare i conti ha attinto dai propri risparmi o è ricorso al debito. Il 2011 si è chiuso leggermente meglio rispetto al 2010 (quando coloro che avevano chiuso il bilancio in pareggio o risparmiato erano il 77% contro l’attuale 82%) ma la percezione della propria condizione economica diventa più negativa: il 54% pensa che la situazione della propria famiglia sia peggiorata nel corso del 2011 contro il 41% registrato nel 2010. Solo il 37% dei giovani intravede possibilità di risparmio nel 2012. Gli under 35 si confermano infatti i più pessimisti rispetto alla situazione economica della propria famiglia: il 55% crede che la propria condizione per il 2012 peggiorerà rispetto al 2011.

La paura per il posto di lavoro La disoccupazione per il nuovo anno preoccupa ancora gli italiani, ma sembra riguardare più“gli altri”, piuttosto che la propria famiglia. È  infatti più contenuto il numero di nuclei familiari in Lombardia che temono un licenziamento in “casa” per il 2012 rispetto allo scorso anno.  L’81% dei lombardi, infatti, non crede che qualcuno della propria famiglia possa perdere il lavoro il prossimo anno, un dato che dimostra un po’ più di tranquillità rispetto al 2010 sul 2011, quando lo stesso si attestava al 77%. Ma nonostante in famiglia ci sia più serenità, il tema del mercato del lavoro in Italia preoccupa ancora i lombardi, l’85% delle famiglie crede infatti che il numero dei disoccupati aumenterà nei prossimi mesi (erano il 79% lo scorso anno), e solo il 13% pensa che la situazione del mercato del lavoro per il nuovo anno non subirà peggioramenti.

È quanto emerge dall’indagine “Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia, Italia”, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza e in collaborazione con DigiCamere.

I risultati dell’indagine per provincia. I “nuovi poveri”, cioè coloro che per la prima volta o negli ultimi due anni hanno riscontrato difficoltà a coprire le spese mensili, sono soprattutto a Monza e Brianza (23%), un dato più alto rispetto alla media lombarda (21%). E per far quadrare il bilancio a Monza e Brianza, la strategia scelta dalla maggioranza delle famiglie (80%) è di “tagliare” sulle spese, in particolare quelle dedicate al tempo libero (56%) e ai beni per la persona, come abbigliamento e calzature (38%), una situazione che si rispecchia anche nel resto delle province lombarde. Milano e Bergamo sono  le più ottimiste sul futuro: 6 famiglie su 10 confidano nella stabilità economica e persino in un miglioramento. A Brescia sono i più affezionati al marchio. Nelle altre province lombarde l’economia familiare ha retto meglio la crisi (il 53% dichiara la propria condizione economica sostanzialmente invariata). È quanto emerge dall’indagine “Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia, Italia”, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza e in collaborazione con DigiCamere.

 

Quali sono le spese per il tempo libero che ridurrà maggiormente? (multipla,  massimo 2 risposte)

Lombardia

MB

Vacanze/ viaggi/ turismo

47%

47%

Cene fuori

68%

66%

bar, aperitivi e uscite serali

6%

10%

Palestra/Piscina/Sport

6%

7%

Cinema/Teatro/Concerti/Musei

12%

11%

Cura del corpo

13%

11%

Fonte: Indagine “Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia, Italia”, realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza e in collaborazione con DigiCamere

 

Ha difficoltà a coprire le spese correnti mensili?

Lombardia

MB

Sì, come sempre

3%

3%

Sì, per la prima volta

11%

8%

Sì, ormai da due anni

10%

15%

No, non ho difficoltà

76%

74%

Fonte: Indagine “Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia, Italia”, realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza e in collaborazione con DigiCamere

 

Considerata la situazione economica della sua famiglia, quali spese intende ridurre per far quadrare il bilancio famigliare? (multipla, anche tutte)

Lombardia

MB

Nessuna

26%

20%

Tempo libero

51%

56%

Alimentari

13%

11%

Abbigliamento e calzature

36%

38%

Elettrodomestici ed elettronica di consumo

13%

17%

Beni durevoli

19%

25%

Faranno tagli

74%

80%

Fonte: Indagine “Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia, Italia”, realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza e in collaborazione con DigiCamere

 

Per la spesa quotidiana usa diversi punti vendita?

Lombardia

MB

No, tutto in un solo

28%

33%

Sì, a caccia del risparmio

66%

59%

Sì, alla ricerca di qualità

6%

7%

Fonte: Indagine “Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia, Italia”, realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza e in collaborazione con DigiCamere

 

Prevede di cambiare il punto vendita in cui si reca abitualmente per fare la spesa

Lombardia

MB

No

81%

78%

Si, discount

13%

12%

Si, ipermercati

2%

5%

Si, venditori ambulanti/ mercati rionali

2%

4%

Si, supermercati

2%

1%

Fonte: Indagine “Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia, Italia”, realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza e in collaborazione con DigiCamere

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