E' Quaresima: ragazzi senza tv. E ne guadagna il cuore

donpinomarelli.jpgConcorezzo. Quaranta giorni senza tv. Con tante ore da dedicare alla lettura, alla musica, al gioco. Sta facendo il giro delle redazioni di giornali locali e nazionali la bella proposta - decisamente anticonformista - promossa dalla Parrocchia di Concorezzo, guidata da don Pino Marelli, nei confronti dei ragazzi delle scuole medie. Al posto del tradizionale fioretto quaresimale, come rinuncia si chiede ai giovani uno sforzo non da poco: niente tv fino a Pasqua. Chi ce la farà? La proposta non è un "digiuno" fine a se stesso, ma un invito a meglio utilizzare il tempo libero.

Un significato non solo religioso, ma anche medico. 

La tv accorcia la vita e fa male al cuore. La sentenza arriva da uno studio condotto dal dottor Anders Grontved della University of Southern Denmark e dal dottor Frank Hu della Harvard School of Public Health, secondo cui due ore al giorno trascorse davanti al televisore aumentano del 13 per cento il rischio di morire prima dei 65 anni d'età. La ricerca, pubblicata dal Journal of the American Medical Association ha esaminato otto studi precedenti sull'argomento pubblicati tra il 1970 e il 2011, per un totale di centinaia di migliaia di persone convolte. Il risultato è stato che due ore al giorno di tv aumentano del 20 per cento la probabilità di sviluppare diabete di tipo 2, e del 15 quella di avere malattie cardiovascolari. Tradotto significa: 104 morti in più l'anno ogni 100mila abitanti, di cui 38 per infarto. «La tv influisce sulla salute in due modi - hanno spiegato gli autori della ricerca - sottrae tempo che si potrebbe dedicare ad attività fisiche salutari e favorisce la cattiva alimentazione, perché chi sta davanti al televisore tende a mangiare più cibo spazzatura e a bere più alcol».

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