L'amianto di Staffelli lo dovrà smaltire il Comune di Monza

amianto.jpgConcorezzo. E' di proprietà del Comune di Monza il terreno di via per Rancate al centro del reportage di Valerio Staffelli e di Striscia la Notizia. In queste ore, anche a seguito del pressing del tg satirico, l'ufficio Ecologia (che aveva ricevuto le prime segnalazioni di un residente diverse settimane fa) ha cercat di chiudere la pratica che aveva già portato al sopralluogo della Polizia locale. "Abbiamo segnato la discarica abusiva al Comune di Monza - conferma il sindaco Riccardo Borgonovo - che è proprietaria del terreno dove sono presenti le lastre di eternit, abbandonate insieme ad altro materiale edile. La situazione era tenuta sotto controllo dagli uffici anche se non era stata ancora formalizzata una risposta ufficiale dal momento che la segnalazione del residente riguardava complessivamente diverse criticità, tra cui l'illuminazione della zona e il fenomeno della prostituzione che, naturalmente, non può essere contrastato con i soli mezzi del Comune".

Non è chiaro se Staffelli debba ritornare domani, mercoledì, in Municipio: la redazione di Striscia avrebbe preso, ma poi non cofermato, un appuntamento per il pomeriggio. Ora si attende la risposta del Comune di Monza.

ALTRI DETTAGLI

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Foto Angelo Buscaini

IL PARERE DELL'ESPERTO

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Cos'è l'amianto, come si smaltisce, con quali costi, quali sono le sanzioni e tanto altro. La redazione di concorezzo.org ha interpellato Pia Nava, libera professionista che aveva già collaborato con alcuni comitati cittadini impegnati nello smaltimento dell'amianto e che oggi collabora come consulente per alcune ditte specializzate in rimozione e smaltimento di eternit. 

Per informazioni 348.7530254 mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Chi avesse ancora lastre di amianto sui tetti, a copertura di capanni o utilizzato per altri scopi può chiedere un sopralluogo per verificare le condizioni del manufatto, le misure il tipo di intervento da affettuare e valutare eventuali  coperture in sostituzione ove necessario. Fino a 25 mq di  tettoie, tetti di cuccia, lastre lasciate a terra, ripostigli per atrezzi nei giardini la spesa per rimozione smaltimento si aggira attorno alle 1200 euro, compresa la pratica da presentare alla Asl di competenza.

Effettuato lo smaltimento da parte della azienda autorizzata, verrà rilasciata una ricevuta da parte della piattaforma autorizzata a ricevere rifiuti pericolosi che il cliente deve conservare per documentare dove sia finito il suo manufatto pericoloso. Va mostrata a chiunque  sia preposto ai controlli sulla tracciabilità del manufatto. Consulenza e preventivi sono gratuiti.

Cos'è l'amianto?

L'amianto, chiamato anche asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Tra questi silicati, i più diffusi sono: la Crocidolite, l'Amosite, l'Antofillite, l'Actinolite, la Tremolite, il Crisotilo. Le fibre di amianto sono molto addensate ed estremamente sottili. La struttura fibrosa conferisce all'amianto sia una notevole resistenza meccanica sia un'alta flessibilità. L'amianto resiste al fuoco e al calore, all'azione di agenti chimici e biologici, all'abrasione e all'usura (termica e meccanica). E' facilmente filabile e può essere tessuto. E' dotato inoltre di proprietà fonoassorbenti oltreché termoisolanti. Si lega facilmente con materiali da costruzione e con alcuni polimeri. Perciò l'amianto è un minerale praticamente indistruttibile,    non infiammabile, molto resistente all'attacco degli acidi, flessibile, resistente alla trazione, dotato di buone capacità assorbenti, facilmente friabile.

Che differenza c'è tra amianto in matrice compatta e amianto in matrice friabile?

Nei prodotti, manufatti e applicazioni, in cui l'amianto è presente, le fibre possono essere lìbere o debolmente legate: si parla in questi casi di amianto in matrice friabile, oppure possono essere fortemente legate in una matrice stabile e solida (come il cemento-amianto o il vinil-amianto): » parla in questo caso di amianto in matrice compatta. L'amianto in matrice friabile può essere ridotto in polvere con la semplice azione manuale. L'amianto è compatto invece quando può essere sbriciolato o ridotto in polvere solamente con l'impiego di attrezzi meccanici manuali o funzionanti anche ad alta velocità (dischi abrasivi, frese, ecc.).

Perché l'amianto è nocivo per la salute dell'uomo?

L'amianto è nocivo per la salute dell'uomo per la capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili. E l'esposizione a tali fibre è responsabile di patologie gravi ed irreversibili prevalentemente dell'apparato respiratorio. I più pericolosi sono i materiali friabili i quali si possono ridurre in polvere con la semplice azione manuale e, a causa della scarsa coesione interna, possono liberare fibre spontaneamente (soprattutto se sottoposti a vibrazioni, correnti d'aria, infiltrazioni d'acqua) o se danneggiati nel corso di interventi di manutenzione. L'amianto compatto invece per sua natura non tende a liberare fibre (il pericolo sussiste solo se segato, abraso o deteriorato).

Quali sono le patologie legate all'amianto?

L'esposizione alle fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato e delle membrane sierose, principalmente la pleura. L'asbestosi è una grave malattia respiratoria che per prima è stata correlata all'inalazione di fibre d'amianto, caratterizzata da fibrosi polmonare a progressivo aggravamento che conduce ad insufficienza respiratoria con complicanze cardiocircolatorie. Il carcinoma polmonare, che è il tumore maligno più frequente, si verifica anche per esposizioni a basse dosi. Il fumo favorisce di molto la probabilità di contrarre la malattia. Il mesotelioma della pleura è un tumore altamente maligno della membrana di rivestimento del polmone che è fortemente associato alla esposizione a fibre di amianto anche per basse dosi.

Dove è stato utilizzato?

Le caratteristiche proprie del materiale e il costo contenuto ne hanno favorito un ampio utilizzo industriale. Pertanto per anni è stato considerato un materiale estremamente versatile a basso costo. Esso è stato utilizzato in modo massiccio nel passato per le sue ottime proprietà tecnologiche e per la sua economicità. Tra gli innumerevoli prodotti contenenti amianto si ricordano, solo per citarne alcuni: corde, nastri e guaine per la coibentazione di tubazioni, di cavi elettrici vicini a sorgenti di calore intenso come forni, caldaie, ecc.; tessuti per il confezionamento di tute protettive antifuoco, coperte spegnifiamma, ecc.; carta e cartoni utilizzati come barriere antifiamma, ecc.; pannelli di fibre grezze compresse impiegati per la coibentazione di tubazioni; filtri costruiti con carta di amianto, o semplicemente con polvere compressa, utilizzati nell'industria chimica ed alimentare. Inoltre, dall'impasto con altri materiali si ottenevano l'amianto a spruzzo, utilizzato: come isolante termico nei cicli industriali con basse o alte temperature; come isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per impianti elettrici. E' stato impiegato, inoltre, nel settore dei trasporti per la coibentazione di carrozze ferroviarie, di navi, di autobus, ecc.

Come è possibile accertare se un materiale contiene amianto?

L'accertamento può essere eseguito in base all'aspetto del materiale, all'eventuale marchiatura, alle conoscenze tecniche di chi esegue l'accertamento oppure può essere eseguito da un laboratorio opportunamente ed adeguatamente attrezzato.

E' ancora possibile utilizzare l'amianto?

Dal 1994 sono vietate l'estrazione, l'importazione, l'esportazione,  la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto.

Come vengono classificati i materiali contenenti amianto presenti in edifici?

 Ai fini pratici, i materiali contenenti amianto presenti negli edifici possono essere divisi in tre grandi categorie:

-  materiali che rivestono superfici applicati a spruzzo o a cazzuola;

-  rivestimenti isolanti di tubi e caldaie;

-  una    miscellanea    di     altri     materiali comprendente,   in   particolare,   pannelli ad   alta   densità   (cemento   amianto), pannelli   a   bassa   densità   (cartoni)   e
prodotti tessili.   I  materiali  in cemento amianto, soprattutto sotto forma di lastre di copertura, sono quelli maggiorfriente diffusi.

A chi ci si può rivolgere per accertare la presenza di amianto?

Ci si può rivolgere ad un tecnico competente che sia anche un Coordinatore Amianto, abilitato a norma di legge

Tale corso, di livello gestionale, è rivolto a chi dirige le attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell'amianto.

L'Azienda Sanitaria Locale effettua sopralluoghi per accertare l'amianto in edifici?

L'ASL effettua i sopralluoghi soltanto nell'ambito delle attività di accertamento e controllo di propria competenza.

A chi rivolgersi per chiarimenti e informazioni per la verifica della necessità di intervento?

Le Aziende Sanitarie Locali forniscono informazioni generali sulla problematica amianto. Al fine di approfondire aspetti specifici o particolari occorre eventualmente rivolgersi ad un tecnico compatente che accerti ed indichi gli eventuali interventi da adottare.

Quali sono le tecniche d'intervento per i materiali contenenti amianto?

Le tecniche d'intervento per i materiali contenenti amianto sono tre e precisamente: rimozione, incapsulamento e confinamento. La rimozione elimina ogni potenziale fonte di esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche cautele per le attività che si svolgono nell'edificio. In genere richiede l'applicazione di un nuovo materiale, in sostituzione dell'amianto rimosso. L'incapsulamento è un trattamento dell'amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che (a seconda del tipo di prodotto usato) tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l'aderenza al supporto, a costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Con tale intervento il materiale contenente amianto permane nell'edificio e pertanto è necessario mantenere un programma di controllo e manutenzione. Il confinamento consiste nell'installazione di una barriera a tenuta che separi l'amianto dalle aree occupate dell'edificio. Se non viene associato ad .un trattamento incapsulante, il rilascio' di fibre continua all'interno del confinamento. Occorre sempre un programma di controllo e manutenzione, in quanto l'amianto rimane nell'edificio. La scelta tra queste tipologie d'intervento è legata al tipo ed alle condizioni del materiale, alla sua ubicazione, alla volontà della proprietà di eliminare alla radice il rischio o mantenerlo in modo controllato (attività di controllo e manutenzione).

Dove è possibile effettuare lo smaltimento dell'amianto?

Lo smaltimento deve avvenire in una discarica autorizzata specificatamente per la tipologia del rifiuto prodotto.

A chi ci si può rivolgere per l'esecuzione dei lavori di rimozione, smaltimento e bonifica dell'amianto?

Occorre interpellare imprese abilitate iscritte all'Albo Gestori Ambientali nella categoria 10 (sottocategorie 10a e 10b). Il personale di tali imprese deve essere abilitato ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 257/92 e articolo 10 del D.P.R. 8/08/1994, ovvero in possesso di titoli di abilitazione rilasciati da parte delle Regioni o Province autonome attestanti la partecipazione a corsi specifici e superamento della verifica finale. Tali corsi sono a livello:

-   operativo, rivolto ai lavoratori addetti alle attività   di   rimozione,    smaltimento   e bonifica;

-   gestionale, rivolto a chi dirige sul posto le attività di  rimozione,  smaltimento e bonifica

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Commenti   
0 #1 Remo carlo Egardi 2015-05-20 06:08
Scaricare la responsabilità amministrativa ad un Comune confinante mi sembra da un punto di vista formale corretto,giudic o invece censurabile l'aver lasciato ad una tv satirica la comunicazione e la soluzione di un problema sanitario che,non più tardi di qualche giorno fa era stato ribadito su questo giornale. Quell'amianto,a nche per dare un buon esempio ai cittadini,andav a rimosso immediatamente addebitando poi le spese all'amministraz ione competente. Come possiamo sperare che i cittadini con tetti in eternit davanti a simili comportamenti, da parte di uffici comunali competenti, rimuovano i loro manufatti? Che tipo di educazione e sicurezza sanitaria forniamo ai nostri bambini che in via Ozanam sono costretti ancora a entrare in un cubo di amianto, se pur ricoperto, ma in matrice friabile e perciò pericolosissima ? Forse ci meritiamo proprio che sia Staffelli a darci una mossa e a mostrare a tutta Italia che le responsabilità e gli aspetti economici di un problema vengono prima della soluzione dello stesso.

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