Maestre a rischio, l'intervento del ministro

scuola23.jpgConcorezzo. E' un pasticciaccio brutto (per usare le parole di Carlo Emilio Gadda) quello che rischia di togliere la cattedra a migliaia di maestre di scuola elementare (primaria di secondo grado) in possesso del solo diploma di scuola magistrale. Un incubo che è ricaduto anche su alcune insegnanti dei plessi concorezzesi e che sta mettendo in apprensione non solo loro, ma anche alunni e genitori. Oggi alla Camera dei Deputati, il ministro dell'istruzione Marco Bussetti è intervenuto per spiegare lo scenario a cui si sta cercando di dare un quadro normativo definitivo dopo i pasticci accumulati nel corso degli anni passati. Ecco il discorso del ministro a Montecitorio.

"Il tema dei diplomati magistrali rappresenta una delle problematiche più complesse e urgenti tra quelle di cui mi sono dovuto occupare fin dal giorno del mio insediamento. Come hanno ricordato gli onorevoli interroganti, il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 11, resa in adunanza plenaria il 20 dicembre 2017, ha definitivamente chiarito che il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento, cosiddette GAE. Alla luce di tale principio giurisprudenziale, i diplomati magistrali dovranno essere cancellati dalle graduatorie a esaurimento man mano che interverranno le sentenze di merito, che, presumibilmente, si uniformeranno alle decisioni dell'adunanza plenaria del Consiglio di Stato. Particolarmente delicata è, poi, la situazione dei circa 7.500 diplomati magistrali già assunti in ruolo a seguito dello scorrimento delle graduatorie a esaurimento nelle quali erano stati inseriti con riserva, che vedranno risolto il loro contratto a tempo indeterminato non appena interverranno le relative sentenze. Trattasi di una situazione che, in considerazione del fatto che le pronunce giurisdizionali interverranno presumibilmente tra la fine di questo mese ed il mese di agosto, rischia concretamente di mettere a repentaglio l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2018/2019. Ecco perché ho chiesto agli uffici ministeriali di individuare con urgenza una soluzione che, ferma restando la necessità di dare corretta esecuzione ai provvedimenti giurisdizionali, fosse in grado di assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico nell'interesse, sempre prevalente, delle alunne e degli alunni. Posso oggi annunciare con soddisfazione di avere ottenuto l'inserimento nel cosiddetto decreto-legge “Dignità”, approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 2 luglio scorso, di una disposizione che, attraverso l'estensione di una previsione legislativa già vigente nell'ordinamento (l'articolo 14, comma 1, del decreto-legge n. 669 del 1996), concede all'Amministrazione un termine di 120 giorni per dare esecuzione alle sentenze alle quali ho fatto cenno poc'anzi. Tale intervento normativo consentirà, pertanto, all'Amministrazione di usufruire dei tempi necessari per porre in essere tutti gli adempimenti amministrativi conseguenti all'esecuzione delle sentenze, senza che ciò possa mettere in pericolo l'ordinato avvio del prossimo anno scolastico. Concludo esprimendo l'auspicio che il Parlamento voglia approvare, in sede di conversione del decreto-legge, delle disposizioni volte ad individuare modalità di esecuzione delle sentenze relative ai diplomati magistrali, idonee a salvaguardare la continuità didattica per tutto l'anno scolastico prossimo, nonché a dare compiuta definizione al quadro normativo, eventualmente disciplinando specifiche procedure di reclutamento nel rispetto della vigente legislazione di settore, senza trascurare coloro che sono in possesso dei titoli attualmente richiesti per l'accesso all'insegnamento nella scuola primaria".

 

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