Milanino: avvertimenti mafiosi e allusioni a tangenti, allertata la Procura

cavallo_padrino--190x130.jpgConcorezzo. «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Parola di Umberto Eco. E così succede che, nel legittimo e comprensibilmente aspro dibattito sulla rivoluzione viabilistica al Milanino, qualcuno si senta autorizzato a scrivere la prima cosa che gli passa per la testa. Tra l'altro rischiando di danneggiare anche i contributi di chi cerca di suggerire alternative allo status quo viabilistico. Dall'insulto velato da sfottò alla degenerazione il passo è breve e così alcuni dei commenti sarebbero ora al vaglio della Procura della Repubblica, per valutare gli estremi della diffamazione se non della minaccia. Tra chi è uscito decisamente fuori dalle righe c'è qualcuno che ha ipotizzato di portare una testa mozzata di cavallo fuori dall'abitazione del sindaco (tipico avvertimento mafioso) o chi ha parlato con cognizione di causa di tangenti. Parole pesanti che sarebbe opportuno valutare prima di mettere nero su bianco su un social network come facebook, capace di raggiungere in pochi minuti migliaia di persone, e rendere così le affermazioni ancora più pesanti e rilevanti dal punto di vista penale.

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