Rapina con ostaggio, il racconto esclusivo raccolto da concorezzo.org

b_450_500_16777215_00_images_ladro_in_fuga.jpegConcorezzo. Doveva andare in posta per un banale versamento da 16,5 euro. La decisione di recarsi alla Banca di Inzago - "per fare prima" - poteva costargli molto, molto cara.

Concorezzo.org ha raccolto in esclusiva il racconto di C.O., trentenne residente in città, molto conosciuto in paese. Era lui l'unico cliente presente nell'istituto di credito di via Remo Brambilla al momento della terribile irruzione di un commando armato venerdì dell'altra settimana.

"Quando sono entrato in banca - ha raccontato il giovane ad alcuni conoscenti - sono stato avvicinato da due persone, armate di pistola e lama, dai modi gentili ma decisi". Pare che i due (un terzo era fuori a fare da palo) fossero italiani, con una leggera inflessione del Sud. "Ci hanno detto di stare calmi - ha ricostruito il concorezzese - Dovevano solo aspettare i  25 minuti della cassa temporizzata: uno giocava con delle fascette da elettricista e l'altro chiedeva all'impiegata se in quella filiale esistesse  un'altra cassa; si premuravano in continuazione di non chiamare i carabinieri".
Uno dei cassieri avrebbe negato in prima battuta l'esistenza di una cassa, poi sotto pressione avrebbe indicato il piano sottostante. Quindi solo dopo aver prelevato dalla cassa temporizzata alcune decine di migliaia di euro, i banditi avrebbero chiuso direttore, cassiere e cliente nello sgabuzzino sul retro, legando loro le mani con le fascette da elettricista
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Dopo alcuni minuti il direttore si è accorto di avere in tasca il cellulare personale, mentre quello aziendale era stato consegnato ai rapinatori. Da lì l'allarme e la liberazione con l'intervento di carabinieri, Vigili del fuoco e 118. La rapina era stata messa a segno alle 12,15 di venerdì 10 febbraio (vedi articolo nella sezione CRONACA) del sito.

 

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