Spaccio di droga, arrestato il fornitore dei concorezzesi

b_450_500_16777215_00_images_cocaina.jpegConcorezzo. Aveva in tasca 36.500 euro in contanti! Magari non l’incasso della serata, ma di certo il provento di una fruttuosa ed illegale attività. Ma finalmente, grazie all’intervento dei carabinieri della Compagnia di Vimercate e in particolare del Nucleo operativo diretti dal luogotenente Fulvio Carotenuto, è stata messa una croce sopra allo spaccio messo in piedi da anni tra Agrate e Concorezzo da un incallito malvivente di origine marocchina, residente a Madone, in provincia di Bergamo.

I FATTI. Ieri sera Nour Eddine,  nato a Rabat (Marocco), cllasse 1967, pregiudicato e ufficialmente disoccupato, si trovava nei pressi della rotonda del casello di Agrate a bordo di una Renault Clio. Non sapeva di essere sotto lo sguardo di alcuni militari in borghese.
Lo spacciatore stava attendendo un giovane cliente, residente a Gorgonzola. Attivato il contatto, due auto si sono affiancate: dalla prima è uscita una bustina di droga, dall’altra il controvalore in euro. A quel punto, senza dare nell’occhio, i carabinieri hanno lasciato che la trattativa andasse a buon fine, quindi si sono messi sulle tracce del nordafricano. Lo hanno seguito fino a Trezzo, lungo la provinciale Sp2, per capire se avesse altri “appuntamenti”. Quindi hanno deciso di fermarlo. All’alt, il marocchino ha tentato la fuga, ma è stato definitivamente bloccato e arrestato nei pressi di Filago.

 IL TESORETTO. Scattate le manette, i carabinieri hanno iniziato a perquisire l’auto. Non credevano ai propri occhi quando tra le loro mani sono finiti ben 15 involucri di cellophane contenenti complessivamente 75 grammi di cocaina, ma soprattutto l’incredibile somma in contanti di euro 36.340 (suddivisa in banconote da 50 e 100 euro). Invano i legali del malvivente hanno cercato di far credere che i soldi fossero il frutto di onesto lavoro e fossero destinati ai famigliari residenti tuttora in Marocco. Secondo la testimonianza di un cliente, lo spacciatore era attivo tra Concorezzo e Agrate e nella zona della Martesana da almeno cinque anni. 

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