Concorezzo, il lavoro si trova e si crea così
Concorezzo. Aziende che non trovano personale. Giovani disoccupati o altamente specializzati ma per settori dove manca la richiesta. Mentre in Lombaria la disoccupazione cala sotto il 3% (ed è record) reiste un pesante e preoccupante disallineamento tra mercato del lavoro e formazione scolastica e professionale.
Per consolidare una già concreta alleanza per il territorio, lunedì il sindaco Mauro Capitanio e l’assessore regionale alle Attività produttive Guido Guidesi hanno siglato una sorta di patto per il lavoro con Assolombarda, Apa Confartigianato, Confcommercio, Afol e tanti altri soggetti.
Un incontro per condividere esperienze, esigenze e informazioni, perché spesso è proprio la mancanza di conoscenza (A Concorezzo, dai banchi di scuola alle aziende del territorio grazie al Comune, AFOL e Assolombarda) a privare molti giovani di concreti sbocchi di lavoro e, paradossalmente, imprese e negozi del personale necessario. Oltre a questo, alla Regione il compito non semplice di sburocratizzare, finanziare progetti e creare infrastrutture.
A dimostrare l’interesse per il tema è stato il pubblico che ha riempito la sala di rappresentanza di Palazzo De Capitani.
Pur tra le difficili contingenze economiche, i dati non sono negativi per Concorezzo. 169 attività commerciali attive e 20 nuovi negozi aperti negli ultimi due anni (come evidenziato con orgoglio il presidente dei commercianti locali Matteo Terzoli) e un Distretto del Commercio, come ricordato da Maurizio Torresani,che è vivo e non solo sulla carta.
Molti gli interventi tra cui quello dell’Assessore alla Cultura e alle Attività Produttive Gabriele Borgonovo, di Afol (35.000 ore di alternanza csuola-lavoro e un’altissima percentuale di iscritti che trovano lavoro senza problemi) di Alessandro Barbone, Presidente di Confcommercio Vimercate, Giovanni Mantegazza, presidente di Apa Confartigianato Imprese, e Matteo Parravicini, Presidente di Assolombarda.
La Lombardia guarda al futuro
L’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi ha parlato con l’orgoglio di una Regione che, anche a fatica, continua a essere modello e traino per il Paese. Tra le novità assolute, le ZIS.
Le Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS) sono un modello sperimentale promosso da Regione Lombardia per rafforzare la competitività dei territori lombardi. Puntano a favorire la condivisione di strutture, lo scambio e il trasferimento di conoscenze, la creazione di reti e la collaborazione tra imprese, start-up, ricerca e formazione.
Le ZIS promuovono la collaborazione tra imprese, università, centri di ricerca, enti pubblici e società civile. Il percorso per la creazione delle ZIS si articola in due fasi:
Fase 1 – Manifestazione di interesse e preselezione progettuale: i soggetti pubblici e privati di un determinato territorio possono creare un partenariato e presentare congiuntamente un progetto preliminare, detto Masterplan.
Fase 2 – Negoziazione e Piano Strategico definitivo: con il supporto di Regione Lombardia saranno individuate le azioni concrete da realizzare.













