Giovanni Meroni corona il sogno olimpico
Ogni sogno nasce come un’eresia, Oscar Wilde
Classe 2006, Giovanni Meroni, studente della facoltà di Mediazione linguistica presso la Statale di Milano, è il ballerino concorezzese che ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
Giovanni si è avvicinato al mondo dell’hip hop guardando i video di Michael Jackson, all’età di sei anni ha iniziato a ballare e da quel momento non ha mai smesso. Studia presso la Koreos Accademy di Monza, ma ha deciso di partecipare in autonomia alle audizioni per l’esibizione, che ha svolto a settembre. Dopo un mese di attesa è arrivata la grande notizia, successivamente sono iniziate le prove per la preparazione della coreografia. Giovanni ha fatto parte del cast della pace: ci ha raccontato del bellissimo clima che si è instaurato non solo con i colleghi ballerini, ma anche con la coreografa Macia Delprete e il cantante Ghali, descrivendole come due persone gentili, umili e sempre presenti. Dal 1° febbraio, dopo un periodo in un capannone fuori San Siro, sono iniziate le prove nello stadio.
“È stato davvero emozionante entrare a San Siro e vederlo completamente vuoto, mi sono sentito come una formica, ho provato delle sensazioni indimenticabili. Anche la sera della cerimonia, poco prima di entrare in scena ho provato un’emozione indescrivibile”.
Così Giovanni racconta i suoi stati d’animo e la sua esperienza, dalle sue parole traspare una grande felicità e anche un grande senso di responsabilità; infatti, per lui è stato un grande onore far parte del cast della pace e di aver ballato per la pace, sulle parole della poesia di Gianni Rodari, Promemoria.
Sicuramente questo è stato un grande traguardo che lo accompagnerà verso la realizzazione di un sogno.


Carnevale a Concorezzo: caccia al tesoro e costumi Disney
Il promemoria di Rodari
Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare
di notte: chiudere
gli occhi, dormire, avere sogni
da sognare, orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte né per mare né per terra:
per esempio,
LA GUERRA.









