Gran Premio 2026, Monza è futurista
La cornice del Teatro alla Scala di Milano ha ospitato ieri una presentazione d’eccezione, segnando l’inizio di una nuova visione per il Gran Premio d’Italia di Formula 1, in calendario dal 4 al 6 settembre. Non solo velocità e motori, ma un connubio indissolubile tra sport, arte e cultura che punta a proiettare l’immagine della Lombardia e dell’Italia su scala mondiale.
Un’opera futurista per il Tempio della Velocità
Il momento clou dell’evento è stato lo svelamento del poster ufficiale per l’edizione 2026. L’opera, commissionata all’artista Marco Lodola, trae ispirazione dal Futurismo storico, reinterpretando il dinamismo dell’auto attraverso un uso vibrante del colore e della prospettiva. Lodola ha descritto il progetto come una sfida affascinante: tradurre l’energia pura dei motori in un linguaggio artistico capace di celebrare la nostra storia moderna.
L’edizione 2026 non si ferma alle arti visive, ma vedrà anche il coinvolgimento del grande tenore Francesco Meli. A lui spetterà il compito solenne di intonare l’Inno di Mameli pochi minuti prima del via, previsto per domenica 6 settembre all’Autodromo Nazionale di Monza. Un omaggio che suggella il legame tra il teatro milanese, simbolo mondiale della cultura, e l’iconico circuito monzese.
Oltre la Gara: un volano per il territorio
L’assessore alla Cultura Francesca Caruso ha sottolineato come l’obiettivo sia quello di trasformare la visibilità del Gran Premio in un’opportunità di crescita concreta per l’intero territorio. Richiamando l’esperienza di successo delle Olimpiadi della Cultura di Milano Cortina 2026, l’assessore ha ribadito la volontà di consolidare questo metodo: fare in modo che ogni grande evento internazionale lasci una eredità duratura in termini di relazioni, progetti e promozione culturale ben oltre i giorni della competizione.









