Mio nonno è morto in guerra, Cristicchi fa parlare le vittime. Tutte

cristicchi.jpgConcorezzo. Oltre 71 milioni di morti. Tra militari e vittime civili. Un calcolo forse al ribasso quello che racconta la tragedia della Seconda guerra mondiale, la sua barbarie, il suo odio infinito, la sua follia. Le sue radici difficili ancora oggi da estirpare. Questa sera, mercoledì, al Cineteatro San Luigi, con "Mio nonno è morto in guerra" il cantante-attore-regista Simone Cristicchi darà voce a tutti: storie partigiane, storie dell'inimmagibile orrore nazi-fascista, storie di bombardamenti sui civili, storie di folli pensieri colonialistici, storie di lager, storie di foibe. Storie per lo più vere, già narrate nell'omonimo libro, che nutrono un racconto di estrema delicatezza e obiettività. Una scelta, soprattutto quella di narrare anche le vittime infoibate dai partigiani comunisti di Tito e il drammatico esodo giuliano-dalmata-istriano, che hanno riservato a Cristicchi non poche contestazioni e vergognose censure. In quest'opera il messaggio è chiaro: il seme dell'odio va estirpato con coraggio, senza se e senza ma. Non ci sono morti di serie a e di serie b. E le parole di Cristicchi non lasciano spazio a interpretazioni.

Mio nonno muore ogni volta che un crimine resta impunito,
ogni volta che un massacro di innocenti viene rimosso,
ogni volta che qualcuno senza vergogna sputa sulla nostra Costituzione,
Ogni volta che un bambino viene mutilato da una mina che non sia di matita.
Ogni volta che il silenzio discende sulle masse che non sanno.
Mio nonno muore ancora di più in questi tempi di finta pace.

Ulteriori informazioni: http://www.cineteatrosanluigi.it/mio-nonno-e-morto-in-guerra/ 

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