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No alla mafia, Agende rosse a Concorezzo

agende_rosse_concorezzo_2.jpgConcorezzo. Via d'Amelio non è una indicazione toponomastica ma è una delle icone della lotta alla mafia. E' il posto (nella foto una vista dall'alto poco dopo l'attentato) dove a Palermo, il 19 luglio 1992, la mafia siciliana fece saltare in aria con un'auto bomba il magistrato italiano Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto fu l'agente Antonino Vullo, che al momento dell'esplosione stava parcheggiando una delle auto della scorta.

LE AGENDE ROSSEGiovedì 3 novembre circa 800 ragazzi si troveranno al cineteatro San Luigi di Concorezzo in via De Giorgi. Il motivo è il nuovo progetto di Agende Rosse Claudio Dominio che torna e lo fa proponendo “Vite spezzate”. L'agenda rossa è il simbolo della memoria di Paolo Borsellino. Vite spezzate è il nome del nuovo progetto dell’associazione che richiama la drammaticità delle conseguenze del disagio giovanile, della tolleranza verso l’illegalità e della scarsa percezione che i giovani hanno sulle ricadute del loro comportamento. L’iniziativa ha l’obiettivo di smuovere le coscienze dei ragazzi e dare loro strumenti e stimoli per riconoscere e difendersi dalle situazioni più pericolose. Anche questo incontro, come gli altri proposti da Agende Rosse, punta alla sensibilizzazione circa il tema della mafia.

Le scuole aderenti sono la Calvino, la Saltini e il Floriani di Vimercate e le scuole medie di Caponago, Cavenago, Villasanta e Concorezzo con i ragazzi delle classi terze.

Gli studenti dei cinque comuni brianzoli potranno ascoltare le testimonianze di don Luigi Ciotti, da sempre in prima linea nel contrasto del fenomeno mafioso. Con lui ci sarà anche la dottoressa Viviana Lamarra, psicologa forense con specializzazione sul disagio giovanile.

VITE SPEZZATE

Il percorso di Vite Spezzate si articola in alcune tappe. Inizialmente prevede momenti o lavori di introduzione al tema da svolgere in forma individuale, di classe o anche di istituto. In seguito i ragazzi risponderanno a questionari di indagine anonimi e incontri di approfondimento e di stimolo verso le tematiche che il progetto tratta. Gli studenti poi saranno impegnati in approfondimenti ed elaborazione degli stimoli ricevuti durante gli incontri. In ultima battuta  gli elaborati prodotti andranno a far parte di una raccolta.

“Agli studenti che parteciperanno verrà proposta una riflessione sull’inestimabile valore di giovani esistenze che, purtroppo, vediamo spesso e drammaticamente spezzate – fanno sapere da Agende Rosse -. Sarà l’occasione per parlare dei ragazzi vittime innocenti di mafia che hanno perso la vita perché si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato, o perché semplicemente erano figli, nipoti, fratelli di persone obiettivo di morte da parte di organizzazioni criminali e mafiose.

Nel corso degli eventi si sottolineerà l’importanza di stare dalla parte “giusta”, quella della tolleranza, del rispetto delle regole, della non prevaricazione, della non violenza, in contrasto con la storia di ragazzi che soffrono di un male di vivere che li porta a compiere azioni estreme.

 

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