San Rainaldo, eventi per i 700 anni dalla morte

_SDR1031-1.jpgConcorezzo. Correva l'anno 1321, un anno entrato nella storia: a Ravenna moriva Dante, padre della lingua italiana, sommo poeta, autore della incommensurabile Divina Commedia. Nello stesso anno chiudeva gli occhi anche Rainaldo da Concorezzo, vescovo della città bizantina, giurista di altissimo spessore (studiò a Bologna, opportunità rarissima ai tempi), uomo di fiducia della Curia per missioni di prestigio e di estrema delicatezza a Roma, Parigi, Laon e Chambery, poi nominato da papa Bonifacio VIII vescovo di Vicenza, nonostante l'opposizione della Curia locale. Quanti hanno masticato un po' di storia medioevale non possono non ricordare quando nel 1298 papa Bonifacio VIII venne nominato arbitro nella contesa tra Filippo il Bello, re di Francia, ed Edoardo I, re di Inghilterra: ebbene Bonifacio VIII nominò Rainaldo “inviato speciale” per promuovere un accordo di pace tra i due regnanti. All’inizio del 1299 Rainaldo parte da Roma per Montrein (Francia settentrionale) e dopo mesi di negoziato promulga l’arbitrato. E Rainaldo fu protagonista di un'altra celebre guerra tra inglesi e scozzesi immortalata nel capolavoro di Mel Gibson, Braveheart. Infine viene nominato vicario in Romagna e poi vescovo di Ravenna. Sono gli anni in cui venne incaricato di gestire il processo ai cavalieri Templari: e Rainaldo da Concorezzo, in maniera insolita e straordinariamente moderna, si oppose all'utilizzo della tortura per estorcere confessioni spesso necessarie per sottrarsi alla violenza. Già nel 1326 l’arcivescovo Aimerico da Chaluz, spinto dalla sincera e profonda venerazione del popolo ravennate per la figura di Rainaldo, avvia il processo di beatificazione, che si chiude nel 1340. "Nel 1908, grazie all’interessamento dell’allora parroco don Giuseppe Maggi, l’arcivescovo di Ravenna, il brianzolo Pasquale Morganti, donava alla chiesa di Concorezzo una reliquia di san Rainaldo - ricorda Davide Ferrario dell'Archivio storico - Nel 1911, sempre su impulso del vescovo Morganti, veniva pubblicata la “Vita popolare di S. Rainaldo de’ Concorrezzo” scritta dal professore don Giuseppe Molteni. Nel 1921 Concorezzo celebrava solennemente il sesto centenario della morte di San Rainaldo. Imponenti furono i festeggiamenti e per l’occasione vennero allestite quattro porte trionfali in vari punti di accesso al borgo". Come è stato spiegato in occasione del convegno organizzato sabato pomeriggio nella sala di rappresentanza del Comune, ai tempi i titoli di beato e santo, di fatto, si equivalevano e, anche se non formalmente, da secoli Rainaldo è riconosciuto anche dalla Chiesa come Santo. Nella chiesa parrocchiale è presente un altare con le sue reliquie. Il suo nome, ricordato anche a Ravenna e Vicenza, è immortalato nella toponomastica locale e nei cartelli turistici all'ingresso del paese.

All'evento di sabato sera erano presenti il presidente dell'Archivio di Concorezzo, Stefano Meregalli, il vicepresidente Davide Ferrario, il sindaco Mauro Capitanio, il deputato Massimiliano Capitanio (firmatario della mozione alla Camera per ricordare anche San Rainaldo nel corso delle iniziative nazionali per i 700 anni dalla morte di Dante) e il parroco don Angelo Puricelli.

IL LOGO DEL CENTENARIO

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Il Comitato per il VII Centenario di San Rainaldo ha presentato a maggio di quest'anno il logo che accompagnerà e darà univoca identità alle iniziative che traguardando il 2021. Attraverso un concorso pubblico, le proposte sono state valutate da una giuria qualificata, che secondo criteri rigorosi e prestabiliti ha compiuto la scelta poi premiata sabato 11/5 presso la sala del consiglio Comunale. Vincitore è risultato Pietro Grasso, giovane grafico concorezzese con solida preparazione artistica.

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