July 11, 2026
#Cultura

Zock e Pier conquistano la 100 km di Asolo

Asolo. Quella di Asolo non è solo una ultramaratona. È un’esperienza catartica che ti fa salire in cielo dopo 2770 metri di dislivello e 100 km di corsa. Tecnicamente è una follia ma, ancora una volta, il concorezzese Michele Zocco e l’inseparabile amico Pier Minuti ce l’hanno fatta.

Per entrare nella storia ci sono volute 17 ore e 22 minuti (non si trascurano gli ulteriori 16 secondi di gloria e fatica).

La corsa

La 100 km di Asolo  prende il nome dall’incantevole borgo trevigiano. Il percorso ad anello di 100 km si sviluppa su strada e offre un dislivello positivo di oltre 2.600 metri, portando gli atleti dai 180 metri di quota fino ai 1.775 metri di Cima Grappa prima di tornare al borgo.

L‘anello attraversa 14 comuni ed è noto per l’altalena iniziale tra le colline asolane e la dura salita finale (con pendenze elevate) verso il Massiccio del Grappa.

È considerata una delle gare più impegnative d’Europa per via dei forti sbalzi termici; si passa dal caldo della pianura al freddo e al vento in quota.

La soddisfazione

“Anche questa volta l’abbiamo portata a casa. Quarta volta per me e quinta per il mio socio Pier -ha commentato Zock, leader dei Concorunners –  Un percorso stupendo, mozzafiato sia per i panorami che per le pendenze proibitive che raggiungono il 27% e non ti mollano per km e km. Una gara che ti svuota, quando superi un’avversità, la prossima è subito lì ad aspettarti. Il meteo rispetto ad altre edizioni ci ha graziato e ci ha dato la possibilità di godere dello splendore della cima del Monte Grappa e del sacrario militare che mi trasmette sempre emozioni molto profonde.
Grazie a Pier per aver condiviso questa avventura come tante altre con me, le prospettive alla vigilia erano abbastanza disastrose, sapendo cosa mi aspettava ero preoccupato per i 9kg in più rispetto all’anno scorso e per la poca preparazione. Con questa gara non si scherza, richiede un impegno totale e sono grato al mio amico Pier che non smette mai di credere in me”.