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5 motivi per avviare un ecommerce (al posto di un negozio tradizionale)

Anche a causa della pandemia, che ha costretto milioni di italiani in casa, l’ecommerce ha registrato negli ultimi mesi un vero e proprio boom. I cittadini hanno premiato i negozi di fiducia o le piattaforme più affidabili. Oltre alla possibilità di risparmiare tempo e denaro, gli utenti chiedono ora sempre più qualità nei prodotti.
Da qui l’importanza di fidelizzare gli utenti, soddisfacendo le loro richieste e ricevendo in questo modo feedback e recensioni positive. Dall’altra parte è irrinunciabile ricorrere a una politica di prezzi concorrenziali, alla luce delle tante piattaforme che offrono comparazione sul costo di prodotti identici o similari.

I vantaggi di un acquisto online, seguendo venditori certificati e affidabili, sono dunque cinque: risparmio di denaro, risparmio di tempo, trasparenza sui prezzi, qualità dei prodotti, soddisfatti o rimborsati (dopo aver comunicato di voler restituire la merce, l'acquirente digitale ha altre due settimane a disposizione per spedirla. Il commerciante online dovrà rimborsare le somme di denaro entro 14 giorni dal giorno in cui ha ricevuto notizia della restituzione della merce dal cliente).

Chi volesse approfittare dell’onda, avviando una attività di ecommerce in alternativa all’apertura di un negozio tradizionale, deve seguire alcuni passaggi semplici.

Fondamentale è l’apertura di una partita Iva e anche in questo caso è possibile optare per affidabilità e risparmio. Fiscozen, ad esempio, segue la parte burocratica di apertura di partita iva al costo di 200 euro + iva, tutto compreso. Un servizio assolutamente affidabile, rivolto a professionisti e imprese individuabili, capace di mettere a disposizione consulenti fiscali in grado di sollevare i futuri commercianti dal peso della burocrazia. Il tutto “all inclusive” e a prezzi concorrenziali.

Uno dei settori trainanti per il boom dell’ecommerce è stato sicuramente quello enologico. La vendita di vino (in Italia e soprattutto fuori dai confini nazionali, dove le nostre etichette sono apprezzatissime) e distillati online ha subìto una vera e propria impennata nel corso del 2021, confermando un trend che prosegue ormai da alcuni anni. Secondo il report pubblicato recentemente da Nomisma Wine Monitor, nel primo semestre del 2021 il valore degli acquisti di vino su internet è cresciuto addirittura del 351% rispetto allo stesso periodo del 2020, un risultato considerevole tenendo conto dell’aumento significativo registrato lo scorso anno.

Inoltre secondo una ricerca dell’Iwsr - International Wine & Spirit Research, sui consumatori di 16 Paesi focus (Australia, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Francia, Germania, Italia, Giappone, Messico, Olanda, Nigeria, Sudafrica, Spagna, Uk e Usa), il mercato delle bevande alcoliche online è destinato a crescere del 66% tra il 2020 e il 2025, arrivando a valere 42 miliardi di dollari, pari al 6% del commercio enoico globale (era il 2% nel 2018). Inoltre, se nel 2019 la crescita fu del 12%, il 2020 ha segnato la svolta, chiudendo al +43% all’apice della crisi pandemica, specie grazie a Cina e Usa. Oggi, un quarto dei consumatori di alcolici - e quindi di vino - nel mondo fa acquisti online, e di questi ben 2/3 ha comprato una bottiglia su un e-commerce già prima della pandemia.

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