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Catcalling, il Garante invita a non generalizzare

elisabetta.aldrovandi (1).jpgMilano. “Il catcalling, ossia le molestie verbali rivolte alle donne lungo la strada o in luoghi pubblici, è un fenomeno sicuramente tanto dilagante quanto fastidioso per chi lo subisce. Ma alcune distinzioni sono d’obbligo: innanzitutto, è necessario distinguere se si parla di una ragazza minorenne o molto giovane o di una donna adulta, perché ovviamente l’elemento anagrafico può incidere sulla percezione delle parole rivolte. E inoltre, va compreso se le molestie consistono in un episodio sporadico, come può essere un fischio o un apprezzamento estemporaneo, o in una serie di condotte ripetute in sequenza ravvicinata che portano la donna a sentirsi in pericolo. Così come fa molta differenza se il catcalling consiste in un complimento, seppure non richiesto, piuttosto che in una frase a sfondo sessuale o sessista volgare e offensiva. Queste distinzioni sono fondamentali, per evitare di dare eccessiva importanza a condotte sporadiche e di lievissimo disvalore giuridico, e conferire invece il giusto peso a situazioni più gravi, che inducono la destinataria di queste molestie a sentirsi vittima di un reato. In ogni caso, che l’autore di catcalling si comporti in modo maleducato è certamente un dato di fatto inconfutabile. E in questo caso, l’educazione che i genitori devono impartire ai propri figli maschi, fin da bambini, è fondamentale”.

Lo dichiara la Garante per la tutela delle vittime di reato di Regione Lombardia Elisabetta Aldrovandi.

IL CASO RAMAZZOTTI

Il catcalling è salito alla ribalta dopo un recente post Instagram di Aurora Ramazzotti, figlia di Eros, che ha pubblicamente denunciato le molestie subite in strada. In Francia nel 2018 è stato varato un disegno di legge che considera il catcalling una vera e propria molestia punita con multe fino a 750 euro.

In Italia, invece, questo fenomeno non è ancora considerato un reato specifico. Il catcalling potrebbe, però, essere inquadrato nella fattispecie di cui all'art. 660 del Codice Penale, che disciplina la contravvenzione di molestia o disturbo alle persone. La norma punisce con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a €.516,00 chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, per petulanza o altro biasimevole motivo, reca a taluno disturbo o molestia.