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Ex Ibm, i dipendenti aspettano giustizia

gigi_redaelli.jpgVimercate. Tra pochi giorni si aprirà un nuovo capitolo giudiziario nell'annosa vertenza dei lavoratori ex Ibm. Il 24 novembre è prevista una nuova udienza nel Tribunale di Monza. Centinaia di onesti lavoratori, dipendenti regolarmente assunti, padri e madri di famiglia, ancora con il fiato sospeso in attesa di veder riconosciuti i propri sacrosanti diritti. Non c'è pace per gli ex-lavoratori della ditta vimercatese Bames (già Ibm e poi Celestica) che giovedì 24 novembre 2022 saranno ancora in presidio presso la sede della Provincia (via Grigna a Monza) per tentare di ottenere giustizia. Ma le speranze non sono poi così solide, vista la delusione incassata anche lo scorso luglio quando gli ex-dipendenti si erano presentati per far sentire il loro peso "morale e sociale" ma avevano ricevuto una doccia fredda: l'udienza era durata pochi minuti, nonostante fosse stata prevista per l’intera giornata, ed era stato ascoltato un solo teste sui cinque previsti.

"Alle persone comuni, che hanno subito torti anche gravi, queste situazioni e la lungaggine di un processo appaiono incomprensibili" ha chiosato laconico il sindacalista Gigi Redaelli (nella foto), da sempre in prima linea per difendere i diritti dei lavoratori. D'altronde l'ex-amministratore delegato di Bames, Luca Bertazzini, già alla guida di Celestica, era stato interrogato ed aveva respinto tutte le accuse a suo carico sostenendo di aver fatto di tutto per salvare le aziende. I sindacalisti, però, scuotono la testa e non sono d'accordo. Anzi, imputano negligenze alla dirigenza e alla proprietà dell'epoca. Secondo la versione della Fim-Cisl, i dipendenti che volevano avere un’integrazione alla cassa integrazione dovevano chiedere un anticipo del proprio Tfr oppure chiedere un prestito. Insomma, una storia ingarbugliata e tutta da chiarire su cui ci si aspetta che i giudici rendano giustizia a chi ne ha diritto.

La vicenda Bames ex-Celestica prende il via dalla data del fallimento dell'azienda nell’ottobre 2013 e ha visto i primi sviluppi giudiziari quando nel febbraio 2014 erano state eseguite dalla Guardia di Finanza, su ordine della Procura di Monza, una serie di perquisizioni ed erano stati notificati gli avvisi di garanzia per bancarotta fraudolenta. La prima indagine sulla vicenda era stata portata a compimento dal Pm di allora Walter Mapelli (oggi deceduto) nel gennaio 2016; siamo a novembre 2022 (ben sette anni dopo) e si andrà anche oltre.

Tempi lunghissimi pure sul versante della Corte di Appello di Milano (relativa al ricorso di Massimo e Selene Bartolini) dove si è ancora in attesa della definizione e notifica della data dell’udienza. Va ricordato, a proposito di tempi lunghi, che la sentenza di condanna di primo grado risale a due anni fa. Nell’udienza del 24 novembre 2022, si procederà all’audizione dei testi (che per varie ragioni non si erano presentati) delle difese degli imputati. "Gli ex-dipendenti, stanchi ma non rassegnati - conclude Redaelli - chiedono che chi ha causato il disastro in Bames e chi ha avuto responsabilità, se queste saranno riconosciute dal Collegio giudicante, paghi per quello che ha fatto. Vogliamo giustizia".