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Muore il figlio, il fisco multa il papà

Vimercate. A metà mese di agosto, quando sono tutti in ferie e molta corrispondenza torna indietro per compiuta giacenza, l'Agenzia delle Entrate notifica ad un cittadino vimercatese una cartella esattoriale chiedendo il pagamento entro 60 giorni della somma di circa 27mila euro in quanto solidalmente responsabile, quale proprietario dell'autovettura, del mancato pagamento di due sanzioni amministrativa per guida senza patente commesse dal figlio nel 2017 e deceduto nel 2021. Nel 2017, infatti, il figlio del sig. SR, aveva, di nascosto del padre, circolato con l'autovettura di quest'ultimo, pur non avendo egli mai conseguito la patente di guida. Fermato dai Carabinieri, venne sanzionato con una multa di € 10.000,00 per essere stato sorpreso per ben due volte nello stesso giorno per guida senza patente. Tornato a casa, il figlio omise di raccontare al padre quanto successo ed ora, a distanza di 5 anni, scaduta la sospensione delle notifiche delle cartelle esattoriali al sig. SR viene ingiunto di pagare quella somma oltre le more e gli interessi. Rivoltosi all'Avv. Francesco Ruffo, il sig. SR ha presentato ricorso ex art. art. 7 L. 689/81, che prevede l'intrasmissibilità agli eredi delle sanzioni per violazione al C.d.S.: "La contraddittorietà di tale fattispecie, al di là del fatto che rinnova il dolore provato per la perdita di un proprio caro, sta nel fatto che la norma citata preclude all'Agenzia dello Stato di chiedere la riscossione del tributo agli eredi. Tuttavia la cartella esattoriale viene notificata agli eredi, pur consapevole l'Erario che la riscossione non sarà possibile. Ciò costringe il contribuente a rivolgersi ad un legale, con un esborso che sarebbe evitabile con una modifica della normativa, che oltre a far risparmiare soldi ai cittadini, allevierebbe un inutile carico contenzioso conseguente ai ricorsi presentati. Nel caso in ispecie, non può non lasciare, poi, perplessi la discutibile pratica di inviare cartelle esattoriale od ingiunzioni di pagamento durante il periodo feriale al fine di rendere più difficoltose e iniziative dei cittadini. Anche qui urge un intervento legislativo che renda più trasparente il rapporto con l'Ente di riscossione nonché una pronuncia della Corte Costituzionale, come ha già fatto per l ipotesi degli atti osceni in luogo pubblico, per accertare se la sanzione sia proporzionata o meno alla condotta."

 

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