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Gügia dòra 2021, premiati Federica Pozzi, Claudia Pagani e l'Alpino Eugenio Brambilla

Concorezzo. Una Gügia dòra giovane all'insegna del futuro, quella di questo 2021, che però ha saputo premiare anche la grande memoria e il grande lavoro di coloro che hanno fatto tanto nel nostro passato.

Domenica 14 novembre in occasione della manifestazione della Festa del Paese al Cineteatro San Luigi è si è svolta la consegna della Gügia dòra, del premio Casc e del riconoscimento ai negozi storici. Quest’anno è stato dedicato un momento anche ai volontari che hanno prestato servizio alla mostra appena conclusa in Villa Zoia “I mosaici antichi di Ravenna”.

La Gügia dòra, la civica benemerenza giunta alla sua 22^ edizione, rappresenta un riconoscimento pubblico a persone, enti o associazioni locali che si sono distinti per attività e opere svolte nei diversi ambiti della vita civile e sociale (nel campo del lavoro o delle attività produttive, della cultura o dell’arte, dello sport o della solidarietà, della salvaguardia o della valorizzazione del territorio).

Gügia dòra 2021, i premiati :
Eugenio Brambilla – alla memoria – Capogruppo della sezione locale degli Alpini per oltre 20 anni. Fino all’ultimo colonna portante del gruppo locale che ha contribuito a fondare nel 1991 e che in questo 2021 compie i primi 30 anni di attività. Sotto la sua guida il gruppo Alpini di Concorezzo è intervenuto in situazioni critiche non solo in città e in Brianza. Storico, ad esempio, l’intervento durante l’alluvione in Piemonte nel 1993 e la consegna di derrate alimentari nel corso della guerra dei Balcani. Fondamentale è stato poi il supporto proprio a Concorezzo in occasione della tromba d’aria del 2001. Gli Alpini stanno oggi proseguendo il loro lavoro nel segno di quanto tracciato dallo storico capogruppo. Un segno di riconoscimento a lui, per quanto fatto concretamente nella sua vita nella sezione concorezzese, e ai suoi alpini per come si sono resi partecipi nel periodo di massima emergenza sanitaria nel prestare assistenza ai cittadini più bisognosi.

Claudia Pagani – infermiera pediatrica, ha lavorato per alcuni anni presso il Great Ormond Street Hospital di Londra, centro di eccellenza internazionale nel campo della pediatria. Dal 2018 lavora con Emergency portando assistenza nelle zone più complesse del pianeta. Ha prestato servizio a Port Sudan, presso l’ospedale pediatrico costruito nel 2011 da Emergency, in Afghanistan, presso il centro Anabah Maternity Centre, dove con un incessante lavoro di educazione sanitaria e di assistenza ogni anno vengono seguiti migliaia di pazienti tra donne e bambini. Ora svolge il suo lavoro presso il nuovo ospedale, progettato da Renzo Piano in Uganda.
Con l’obiettivo che la nostra giovane concittadina possa essere non solo un esempio ma anche uno stimolo per i suoi coetanei che si approcciano al mondo del lavoro, soprattutto nel campo dell’assistenza sanitaria. Affinchè prendano coscienza delle necessità anche delle zone più complesse del mondo, dove non deve mancare un’assistenza di alto livello dal punto di vista professionale e di competenze.

Federica Pozzi, chimica e scienziata dell’arte. Da anni lavora nel campo dello studio tecnico-scientifico e della conservazione di manufatti storici e opere d’arte di inestimabile valore. Ha lavorato negli Stati Uniti per 11 anni, al Metropolitan Museum of Art e al Guggenheim di New York, e all’Art Institute of Chicago. L’ultimo incarico newyorkese, dal 2016 al 2021, è stato al Met in qualità di responsabile del programma Network Initiative for Conservation Science (NICS). Rientrata in Italia a luglio 2021, ricopre ora il ruolo di Responsabile dei Laboratori Scientifici del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, terzo polo strategico del Paese per l’alta formazione e la ricerca nel settore della conservazione del patrimonio culturale.
Perchè possa essere per i giovani concorezzesi un esempio e uno stimolo a credere nelle proprie competenze e passioni e a perseguire i propri obiettivi nella vita sia in Italia che all’estero.

Ringraziamento ai volontari che hanno prestato servizio alla mostra in Villa Zoia “Mosaici antichi di Ravenna” per l’impegno profuso nel divulgare la bellezza dell’arte. Un impegno quotidiano e importante che ha contribuito al grande successo della mostra che ha raggiunto i 3mila ingressi.

“Le benemerenze che ogni anno consegniamo durante la nostra Festa del paese, vanno a sottolineare il cuore e le mani della nostra città- ha spiegato il Sindaco Mauro Capitanio-. Il cuore, perché i premi vanno a persone e ad associazioni che rappresentano l’anima di Concorezzo, in città e nel mondo. Le mani, perché i premiati sono persone o associazioni che fanno concretamente qualcosa per la comunità.
In questo 2021 consegniamo la Gügia dòra a due giovani donne che hanno saputo con professionalità e passione portare il loro contributo a livello internazionale. Federica Pozzi a New York come in Italia in campo chimico e artistico, e Claudia Pagani ora in Uganda in campo medico. Concorezzesi che hanno saputo credere nelle loro competenze e nelle loro capacità senza porsi limiti, anche geografici e raggiungendo importanti traguardi. A loro va quindi il nostro grazie, per aver portato, con le loro mani e con il loro cuore, il nome di Concorezzo nel mondo legandolo a esempi di professionalità e di dedizione unici. Esempi che fanno bene alla nostra comunità, proiettata ora più che mai, verso il domani anche grazie al progetto Borgo del Futuro.
La terza Gügia, quella alla memoria, va a Eugenio Brambilla, capogruppo degli Alpini di Concorezzo. Anche in questo caso abbiamo voluto premiare un esempio di dedizione che non è solo quello personale di Eugenio, ma che è quello dell’intero gruppo di Alpini che quotidianamente è accanto alle necessità della nostra Concorezzo (quest’anno celebriamo 30 anni di attività sul territorio) e che, anche e soprattutto in pandemia, ha dato un contributo essenziale che mai verrà dimenticato.
Per quanto riguarda il premio Casc, le associazioni aderenti hanno scelto Peppo Maggioni, scomparso prematuramente ad agosto. Una persona che ha fatto della palestra di Concorezzo, la sua seconda casa. Sempre il primo ad arrivare e l’ultimo ad uscire. Una persona che con l’esempio concreto è riuscito a trasmettere il senso più vero dello sport che andava ben oltre a quanto vissuto sul parquet della palestra ma che continuava e continua a risuonare nella vita di tutti i giorni dei suoi ragazzi”.

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