Fili di fantasia, dove si intreccia la qualità del made in Italy

 

Concorezzo. La tessitura fa parte a tutti i diritti della storia del nostro paese. Uno dei suoi simboli, la gugia (ago), conferma il legame strettissimo di una tradizione che era lavoro, cultura, passione. E non è un caso che uno dei marchi più celebri al mondo, Frette, decise di stabilirsi proprio a Concorezzo.

Oggi parlare di qualità dei tessuti, di “made in Italy”, di professionalità sembra quasi impossibile eppure c’è ancora chi resiste con coraggio, passione e cortesia.

Oggi in paese è rimasta un’unica merceria, “Fili di fantasia”, in via Libertà 150. Siamo entrati per capire quale sia il segreto per portare avanti ancora oggi una attività d’altri tempi, eppure così attuale e moderna. Troviamo Laura Della Bosca, educatrice in ambito sociale, che tre anni fa ha deciso di dedicarsi interamente alla sua passione per l'ago e il filo.

E ad aprile la sua attività ha festeggiato i primi tre anni, con un vanto: vendere solo ed esclusivamente prodotti italiani (anche la famosa azienda di calzetteria OMERO ha scelto per questo il negozio di Concorezzo come unico rivenditore della zona).

Non voglio che venga dimenticata una tradizione importante come quella del lavoro a maglia – spiega la titolare – Questo ti consente di creare pezzi unici e su richiesta, a partire da sciarpe e cappelli e di creare un legame unico e personalizzato con i clienti. Non ho nessun problema a fare consegne a domicilio, un’occasione in più per conoscersi e capire a fondo le esigenze, sempre con il sorriso sulle labbra, perché questo lavoro è davvero un piacere”.

Prodotti finiti, prodotti su misura, ricami. E a proposito di ricami, Laura riserva una promozione per i lettori di concorezzo.org: chi avesse necessità di decorare e personalizzare i set asilo per i bimbi, ogni 4 ricami uno è in omaggio.

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NON TUTTI SANNO CHE…

Intorno alla metà del XVI secolo - ci racconta l’Archivio storico - Concorezzo era conosciuta ovunque per la fabbricazione di aghi e spille, tanto che poteva muovere una pericolosa concorrenza nei confronti di Milano. Per questo motivo gli abitanti di Concorezzo venivano soprannominati “gugiroeu”, fino al nostro secolo.

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Come si evince da una relazione del consigliere di Maria Teresa conte Wilczeck nel ‘700, gli aguggiari concorezzesi erano in crisi in quel periodo. Ma verso la fine del secolo la famiglia dei Monticelli, nota in paese fin dal 1500, restituì vigore a questa attività, ottenendo anche sovvenzioni pubbliche: nel 1794 occupava 16 persone, tutti familiari, fabbricando più di 31 mila spille al giorno. Collaborarono all’estensione della loro attività addirittura il conte De Capitani e il parroco Frigerio.
Poi i tempi cambiarono e la vita dei fabbricanti di aghi e spille terminò. L’ultima fabbrica che produceva questi articoli fu la ditta Pozzi che chiuse sul finire dell’800.

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