Basket, Paolo Galbiati racconta la sua impresa sotto la Mole

paolo_galbiati2.jpgConcorezzo. I primi rimbalzi nella palestra della sua scuola qui a Concorezzo, poi la laurea, l’Olimpia Milano e ora la Coppa Italia con il Torino, primo trofeo per la pallacanestro sotto la Mole. Lui è a Paolo Galbiati, 34 anni, balzato agli onori della cronaca per la spettacolare e forse inaspettata impresa del “Torino Basket” in Coppa Italia.  "Sono nato e cresciuto a Concorezzo dove ho frequentato le  elementari e le medie - ha raccontato a Concorezzo.org il giovane allenatore che si è conquistato le pagine dei principali giornali sportivi e i riflettori di tantissime televisioni - poi mi sono diplomato come geometra a Vimercate e quindi  laureato in Scienze motorie all’Università  Statale di Milano". Ma cosa ha portato il concorezzese a scegliere uno sport che non è solitamente tra i primi ai quali si approcciano i ragazzi, spesso dirottati verso il calcio? "Ho iniziato a giocare qui nelle categorie Propaganda nella palestra di via Marconi – un “vizio di famiglia” -  Qui mi ha portato mio fratello Francesco che giocava già da tempo. Dopo un po’, anche con le sfide al campetto e la passione di mio padre, è diventato naturale per me come per loro, amare questo sport".  Dalla passione alla professione: prima come giocatore, poi come allenatore. Una passione che si è rivelata una vocazione naturale, visti i risultati raggiunti. "A 14 anni ho trascorso due stagioni nel settore giovanile dell’Olimpia Milano – ha raccontato il coach -  poi mi sono spostato a Treviglio, quindi un po’ di “Minors” fino a che al’età di 18 anni ho iniziato ad allenare il settore del minibasket". Così anno dopo anno è cresciuto come persona e come sportivo, acquisendo una professione nella quale oggi ha dimostrato di eccellere. "A  25 anni ero nel settore giovanile della Olimpia Milano, quindi sono passato a Torino". Qui la sorte ha giocato decisamente a suo favore.  "E’ stato stranissimo perché sono andati via due allenatori importantissimi: Luca Banchi che è la persona che mi ha portato lì e uno dei migliori allenatotori in Italia - racconta - Poi ha lasciato anche Carlo Recalcati che ha vinto anche un argento olimpico. Inizialmente ero spaventato mi sembrava una follia sostituire due figure così".

Paolo Galbiati ha raccolto la sfida, sostenuto dalla fiducia di tutto l'ambiente torinese. Ricorda quei momento, parlandone con una modestia rassicurante e sbalorditiva. "Ne ho parlato a persone per me molto importanti, ho cercato di razionalizzare il tutto e poi ho deciso - ricorda - Poi è arrivata questa splendida vittoria in Coppa che non può, però, diventare un traguardo: abbiamo dimostrato di avere tutte le carte per puntare in alto". In questi giorni Galbiati è tornato a Concorezzo dove c’è la sua  famiglia. "E’ tutto travolgente – ha detto piuttosto emozionato - L’effetto mediatico è stato devastante anche  per loro, papà Giuseppe e mamma Aurelia. Ma ovviamente bello. Si sono visti  arrivare decine di messaggi. Il giorno della finale  erano presenti proprio nelle prime file a bordo campo. Quindi è stata inevitabilmente un’emozione vissuta insieme in diretta: appena è suonata la sirena di fine gioco gli sono corso incontro istintivamente per abbracciarli.  Penso che loro siano stati fondamentali nel mio percorso di crescita".  Nei prossimi giorni il mister Galbiati tornerà a Torino dove lo aspettano ore e ore di lavoro per preparare le nuove gare. Oltre alle ore di allenamento, i risultati sono frutto di partite preparate, studiate, pensate nei minimi dettagli, adattando schemi diversi ad ogni avversario.  "Bisogna essere molto preparati sia fisicamente che di testa – ha concluso – Mi aspetto ancora grandi cose e ringrazio davvero tutti i miei concittadini per il grande affetto che ci hanno dimostrato".

A lui tantissimi messaggi. Tra i primi a complimentarsi, idirigenti e atleti della Pallacanestro Concorezzo.

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