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COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREConcorezzo. Intere lastre di amianto accuratamente accatastate nei pressi di una proprietà privata nell'alveo del Parco della Cavallera. Una presenza che, a dir poco, ha allarmanto un cittadino concorezzese che si trovava nei paraggi per una passeggiata nel verde. Cellulare alla mano, l'uomo ha scattato delle fotografie e mandato una dettagliata segnalazione in Municipio (e anche alla nostra redazione). L'amianto si trova in una traversa di via dei Mille. Dalle prime verifiche dell'ufficio Ecologia del Comune, che ha informato anche la Polizia locale, non si tratterebbe di amianto abbandonato ma "parcheggiato" dal proprietario di un adiacente casolare. Quest'ultimo, residente a Vimercate, lo avrebbe posizionato all'interno della sua proprietà in attesa dello smaltimento. Il Comune sta verificando se questa operazione abbia seguito fedelmente i rigidi protocolli di smaltimento che prevedono l'utilizzo di alcune "protezioni" in attesa dello smaltimento affidato a società specializzate.

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Cronaca

Amianto nel Parco della Cavallera

Amianto nel Parco della Cavallera

Concorezzo. Intere lastre di amianto accuratamente accatastate nei pressi di una proprietà privata nell'alveo del Parco della Cavallera. Una presenza che, a dir poco, ha allarmanto un cittadino concorezzese che si trovava nei paraggi per una passeggiata nel verde. Cellulare alla mano, l'uomo ha scattato delle fotografie e mandato una dettagliata segnalazione in Municipio (e anche alla nostra redazione). L'amianto si trova in una traversa d

COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREConcorezzo. 15.000 morti accertati dal 1993 al 2008, quattro mila morti all'anno, ancora oggi, per malattie connesse. Questala fotografia nella sola Italia. Mentre pochi giorni fa si è celebrata la giornata mondiale delle vittime dell'amianto (con Legambiente che denuncia la presenza di eternit in 188mila edifici pubblici e quasi 7000 aziende in Italia), il 2015 dovrebbe segnare una data storica per lo smaltimento dell'amianto. In Lombardia c'è l'obbligo di denunciare la presenza di amianto nelle abitazioni o nelle aziende, di certificare eventuali trattamenti o di rimuovere i prodotti sfibrati e per questo altamente nocivi.

In questi giorni il Comune sta partecipando a un bando per rimuovere l'amianto dalle scuole di via Ozanam. Intanto a giorni dovrebbero essere pronti i dati dell'Ufficio Ecologia: quanti cittadini hanni risposto al Comune in merito alla presenza di amianto nelle loro proprietà e alle relative azioni intraprese?

Nel frattempo abbiamo chiesto di fare un quadro normativo a un esperto in materia, il concorezzese Remo Egardi.

La Regione Lombardia, con dati forniti dal “Registro Tumori”, ha valutato negli anni di incidenza 2000-2013,le caratteristiche delle esposizioni alle fibre di amianto in pazienti affetti da mesotelioma(grave patologia tumorale causata dell’inalazione alle fibre di amianto).                 Su 3841 pazienti valutati,il 62% era rappresentato da pazienti esposti per motivi professionali, il 7% da esposizioni extralavorative e da famigliari di lavoratori esposti alle fibre di amianto,il 24% è stato definito da “esposizioni ignote”,la restante percentuale non valutabile. 

Se il 62% è un dato,nella sua drammaticità,atteso ciò che sorprende è l’elevata percentuale di pazienti che, in apparenza, con l’amianto non hanno avuto nulla a che fare.   A tale proposito ho più volte ricordato che anche minime ed occasionali  inalazioni di amianto possono rappresentare un serio pericolo per la nostra salute,dato confermato dalla valutazione epidemiologica della Regione Lombardia.  

Coperture in eternit fatiscenti,rimozioni effettuate senza le dovute precauzioni per “spuntare” un prezzo più favorevole, rappresentano una seria minaccia per la salute di tutti .   Purtroppo anche nel territorio del nostro Comune ci sono ancora troppe strutture con eternit in evidente disfacimento e,cosa ancora più grave,a stretto contatto con insediamenti residenziali.     Sinceramente non mi aspettavo che alla scadenza prevista dalla R.L. per la totale rimozione dell’amianto presente sul  territorio della nostra bella regione, dovessimo ancora occuparci di un serio pericolo per la salute  e ,in molti casi, per il decoro del territorio comunale.   

Vorrei a questo punto ricordare ancora alcune note delle recenti normative utili per aiutare i possessori  di tetti in eternit e manufatti contenenti amianto.

1.     La legge Regionale n°14 del 31/07/2012 che integra e/o modifica la L.R. del 2003 prevede che i Comuni nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente per le imprese che si occupano di smaltimento e rimozione di amianto,possono stipulare convenzioni con le imprese di ritiro e smaltimento dei rifiuti al fine della raccolta in sicurezza di piccoli quantitativi di manufatti contenenti amianto. 

2.     Il Comune, come prevede l’art 5 della già citata legge,verificata la presenza di amianto non censito ingiunge al proprietario di provvedere alla valutazione dello stato di conservazione dell’amianto. Il proprietario entro 30 gg. dalla notifica dell’ingiunzione,trasmette la stima dello stato di conservazione al comune e all’Asl competente  per il territorio.  In caso di inadempimento l’autorità competente provvederà ad effettuare la stima,rivalendosi sul proprietario per le spese sostenute.

3.     Sempre la L.R. 14 del 31/07/2012 prevede per la mancata comunicazione all’ASL ,attraverso modulistica a disposizione presso gli uffici comunali competenti di tutti i comuni,di tetti in eternit o di materiali contenenti amianto una sanzione fino a 1500 euro.

4.     E’ possibile rivolgersi agli uffici comunali competenti per verificare la disponibilità di contribuiti per la rimozione e lo smaltimento di amianto.

5.     Per i proprietari di capannoni industriali consiglierei di verificare sul sito dell’Inail la possibilità di avere finanziamenti a fondo perduto per la sostituzione di coperture in eternit o manufatti in amianto ,migliorando così l’ambiente di lavoro e la salubrità dello stesso.

 

Regione Lombardia, attraverso l’approvazione del Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL), avvenuta con Decreto di Giunta Regionale n. 8/1526 del 22/12/2005, ha individuato come uno degli obiettivi strategici il censimento e la mappatura dei siti con amianto presenti nella Regione al fine di definire l’entità del rischio da amianto friabile e compatto per sviluppare programmi di maggiore tutela sanitaria.
Allo stesso tempo il documento fissa il termine del 2015 come obiettivo strategico per la bonifica e la rimozione dell’amianto dal territorio lombardo, quindi entro e non oltre 10 anni dalla pubblicazione del PRAL sul Bollettino Ufficiale della Regione.

I cittadini di Concorezzo che avessero problemi con presenza di amianto vicino a casa o al posto di lavoro possono accedere agli atti per sapere se il caso di loro conoscenza sia stato denunciato, quale sia la situazione di pericolo e se sono in programma lavori di copertura o rimozione.

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Cronaca

Amianto, ancora 4mila morti all'anno: e Concorezzo?

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Concorezzo. Il killer silenzioso, l'amianto, è ancora presente in città. Se da una parte è vero che la permanenza è marginalmente possibile (dipende dall'integrità delle lastre e dalla copertura con apposite resine che ne evitino la diffusione nell'aria), dall'altra in pochi sono a conoscenza dei fondi messi a disposizione della regione per contribuire alla totale rimozione dell'eternit. E così si susseguono le segnalazioni al Comune da parte di cittadini preoccupati. Alcuni mesi fa era stato finalmente ultimato un importante lavoro di rimozione in via don Minzoni (Amianto in via Minzoni, finalmente la bonifica). Ora nuove segnalazioni su cui sta svolgendo approfondimenti l'ufficio tecnico del Comune arrivano da via Monte Rosa, dove i reisidenti vogliono sapere lo stato di integrità e sicurezza di alcuni tetti che sembrano realizzati proprio in amianto.

I FONDI DALLA REGIONE

I manufatti in cemento-amianto sono ancora molto diffusi sul territorio regionale, anche presso gli edifici di proprietà privata. Per tale motivo Regione Lombardia ha ritenuto necessario prevedere un incentivo dedicato alla rimozione e allo smaltimento in sicurezza di tali materiali da parte dei privati cittadini. Domande dall'8 luglio al 9 settembre 2019.

Saranno oggetto di finanziamento regionale le spese sostenute per la rimozione e lo smaltimento di manufatti in cemento-amianto nel rispetto delle seguenti condizioni:

i manufatti da rimuovere dovranno essere coperture e/o altri manufatti in cemento-amianto posti all'interno degli edifici quali, ad esempio, canne fumarie, tubazioni, vasche, ecc.;

i manufatti oggetto dei lavori devono essere stati denunciati, ai sensi dell’art. 6 della l.r. 17/2003, all'ATS competente prima della data di presentazione della domanda di finanziamento;

gli interventi dovranno riguardare immobili a prevalente destinazione d’uso residenziale e relative pertinenze di proprietà dei soggetti richiedenti; tali immobili dovranno essere al 100% di proprietà di persone fisiche;

potranno essere finanziati unicamente progetti i cui lavori saranno realizzati a seguito dell’approvazione della graduatoria;

potranno essere finanziati unicamente lavori per i quali non sia stato ottenuto altro finanziamento pubblico (eventuali agevolazioni fiscali non sono equiparate ad un “finanziamento pubblico”);

i lavori di rimozione dei manufatti in cemento-amianto potranno essere effettuati solamente da parte di Ditte iscritte alla categoria 10 dell'Albo Gestori ambientali, il trasporto degli stessi per lo smaltimento finale in impianti autorizzati, da parte di Ditte iscritte alla categoria 5;

gli interventi verranno realizzati nei comuni lombardi;

gli interventi dovranno essere conclusi entro 12 mesi dalla pubblicazione sul BURL della graduatoria dei progetti finanziabili.

Per ogni immobile potrà essere presentata un’unica istanza di finanziamento.

Per saperne di più

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Cronaca

Ancora amianto, eppure ci sono i soldi per eliminarlo

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Concorezzo. Il killer silenzioso, l'amianto, è ancora presente in città. Se da una parte è vero che la permanenza è marginalmente possibile (dipende dall'integrità delle lastre e dalla copertura con apposite resine che ne evitino la diffusione nell'aria), dall'altra in pochi sono a conoscenza dei fondi messi a disposizione della regione per contribuire alla totale rimozione dell'eternit. E così si susseguono le segnalazioni al Comune da p

COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREConcorezzo. E' di proprietà del Comune di Monza il terreno di via per Rancate al centro del reportage di Valerio Staffelli e di Striscia la Notizia. In queste ore, anche a seguito del pressing del tg satirico, l'ufficio Ecologia (che aveva ricevuto le prime segnalazioni di un residente diverse settimane fa) ha cercat di chiudere la pratica che aveva già portato al sopralluogo della Polizia locale. "Abbiamo segnato la discarica abusiva al Comune di Monza - conferma il sindaco Riccardo Borgonovo - che è proprietaria del terreno dove sono presenti le lastre di eternit, abbandonate insieme ad altro materiale edile. La situazione era tenuta sotto controllo dagli uffici anche se non era stata ancora formalizzata una risposta ufficiale dal momento che la segnalazione del residente riguardava complessivamente diverse criticità, tra cui l'illuminazione della zona e il fenomeno della prostituzione che, naturalmente, non può essere contrastato con i soli mezzi del Comune".

Non è chiaro se Staffelli debba ritornare domani, mercoledì, in Municipio: la redazione di Striscia avrebbe preso, ma poi non cofermato, un appuntamento per il pomeriggio. Ora si attende la risposta del Comune di Monza.

ALTRI DETTAGLI

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Foto Angelo Buscaini

IL PARERE DELL'ESPERTO

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Cos'è l'amianto, come si smaltisce, con quali costi, quali sono le sanzioni e tanto altro. La redazione di concorezzo.org ha interpellato Pia Nava, libera professionista che aveva già collaborato con alcuni comitati cittadini impegnati nello smaltimento dell'amianto e che oggi collabora come consulente per alcune ditte specializzate in rimozione e smaltimento di eternit. 

Per informazioni 348.7530254 mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Chi avesse ancora lastre di amianto sui tetti, a copertura di capanni o utilizzato per altri scopi può chiedere un sopralluogo per verificare le condizioni del manufatto, le misure il tipo di intervento da affettuare e valutare eventuali  coperture in sostituzione ove necessario. Fino a 25 mq di  tettoie, tetti di cuccia, lastre lasciate a terra, ripostigli per atrezzi nei giardini la spesa per rimozione smaltimento si aggira attorno alle 1200 euro, compresa la pratica da presentare alla Asl di competenza.

Effettuato lo smaltimento da parte della azienda autorizzata, verrà rilasciata una ricevuta da parte della piattaforma autorizzata a ricevere rifiuti pericolosi che il cliente deve conservare per documentare dove sia finito il suo manufatto pericoloso. Va mostrata a chiunque  sia preposto ai controlli sulla tracciabilità del manufatto. Consulenza e preventivi sono gratuiti.

Cos'è l'amianto?

L'amianto, chiamato anche asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Tra questi silicati, i più diffusi sono: la Crocidolite, l'Amosite, l'Antofillite, l'Actinolite, la Tremolite, il Crisotilo. Le fibre di amianto sono molto addensate ed estremamente sottili. La struttura fibrosa conferisce all'amianto sia una notevole resistenza meccanica sia un'alta flessibilità. L'amianto resiste al fuoco e al calore, all'azione di agenti chimici e biologici, all'abrasione e all'usura (termica e meccanica). E' facilmente filabile e può essere tessuto. E' dotato inoltre di proprietà fonoassorbenti oltreché termoisolanti. Si lega facilmente con materiali da costruzione e con alcuni polimeri. Perciò l'amianto è un minerale praticamente indistruttibile,    non infiammabile, molto resistente all'attacco degli acidi, flessibile, resistente alla trazione, dotato di buone capacità assorbenti, facilmente friabile.

Che differenza c'è tra amianto in matrice compatta e amianto in matrice friabile?

Nei prodotti, manufatti e applicazioni, in cui l'amianto è presente, le fibre possono essere lìbere o debolmente legate: si parla in questi casi di amianto in matrice friabile, oppure possono essere fortemente legate in una matrice stabile e solida (come il cemento-amianto o il vinil-amianto): » parla in questo caso di amianto in matrice compatta. L'amianto in matrice friabile può essere ridotto in polvere con la semplice azione manuale. L'amianto è compatto invece quando può essere sbriciolato o ridotto in polvere solamente con l'impiego di attrezzi meccanici manuali o funzionanti anche ad alta velocità (dischi abrasivi, frese, ecc.).

Perché l'amianto è nocivo per la salute dell'uomo?

L'amianto è nocivo per la salute dell'uomo per la capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili. E l'esposizione a tali fibre è responsabile di patologie gravi ed irreversibili prevalentemente dell'apparato respiratorio. I più pericolosi sono i materiali friabili i quali si possono ridurre in polvere con la semplice azione manuale e, a causa della scarsa coesione interna, possono liberare fibre spontaneamente (soprattutto se sottoposti a vibrazioni, correnti d'aria, infiltrazioni d'acqua) o se danneggiati nel corso di interventi di manutenzione. L'amianto compatto invece per sua natura non tende a liberare fibre (il pericolo sussiste solo se segato, abraso o deteriorato).

Quali sono le patologie legate all'amianto?

L'esposizione alle fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato e delle membrane sierose, principalmente la pleura. L'asbestosi è una grave malattia respiratoria che per prima è stata correlata all'inalazione di fibre d'amianto, caratterizzata da fibrosi polmonare a progressivo aggravamento che conduce ad insufficienza respiratoria con complicanze cardiocircolatorie. Il carcinoma polmonare, cheè il tumoremaligno più frequente, si verifica anche peresposizioni a basse dosi. Il fumo favoriscedi molto la probabilità di contrarre lamalattia. Il mesotelioma della pleuraè untumore altamente maligno della membranadi rivestimento del polmone cheèfortemente associato alla esposizione afibre di amianto anche per basse dosi.

Doveè stato utilizzato?

Le caratteristiche proprie del materiale e ilcosto contenuto ne hanno favorito unampio utilizzo industriale. Pertanto per anniè stato considerato un materialeestremamente versatile abasso costo.Essoè stato utilizzato in modo massiccionel passato per le sue ottime proprietàtecnologiche e per la sua economicità. Tragli innumerevoli prodotti contenentiamianto si ricordano, solo per citarnealcuni: corde, nastri e guaine per la coibentazione di tubazioni, di cavi elettricivicini a sorgenti di calore intenso comeforni, caldaie, ecc.; tessuti per ilconfezionamento di tute protettiveantifuoco, coperte spegnifiamma, ecc.;carta e cartoni utilizzati come barriere antifiamma, ecc.; pannelli di fibre grezzecompresse impiegati per la coibentazionedi tubazioni; filtri costruiti con carta diamianto, o semplicemente con polvere compressa, utilizzati nell'industria chimica ed alimentare. Inoltre, dall'impasto con altrimateriali si ottenevano l'amianto a spruzzo,utilizzato: come isolante termico nei cicli industriali con basse o alte temperature;come isolante termico e barrieraantifiamma nelle condotte per impianti elettrici. E' stato impiegato, inoltre, nelsettore dei trasporti per la coibentazione dicarrozze ferroviarie, di navi, di autobus,ecc.

Comeè possibile accertare se unmateriale contiene amianto?

L'accertamento può essere eseguito inbase all'aspetto del materiale, all'eventualemarchiatura, alle conoscenze tecniche dichi esegue l'accertamento oppure puòessere eseguito da un laboratorioopportunamente ed adeguatamenteattrezzato.

E' ancora possibile utilizzare l'amianto?

Dal 1994 sono vietate l'estrazione, l'importazione, l'esportazione,  la commercializzazione e la produzione diamianto, di prodotti di amianto o diprodotti contenenti amianto.

Come vengono classificati i materiali contenenti amianto presenti in edifici?

 Ai fini pratici, i materiali contenenti amianto presenti negli edifici possono essere divisi in tre grandi categorie:

-  materiali che rivestono superfici applicati a spruzzo o a cazzuola;

-  rivestimenti isolanti di tubi e caldaie;

-  una    miscellanea    di     altri     materiali comprendente,   in   particolare,   pannelli ad   alta   densità   (cemento   amianto), pannelli   a   bassa   densità   (cartoni)   e
prodotti tessili.   I  materiali  in cemento amianto, soprattutto sotto forma di lastre di copertura, sono quelli maggiorfriente diffusi.

A chi ci si può rivolgere per accertare la presenza di amianto?

Ci si può rivolgere ad un tecnico competente che sia anche un Coordinatore Amianto, abilitato a norma di legge

Tale corso, di livello gestionale, è rivolto a chi dirige le attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell'amianto.

L'Azienda Sanitaria Locale effettua sopralluoghi per accertare l'amianto in edifici?

L'ASL effettua i sopralluoghi soltanto nell'ambito delle attività di accertamento e controllo di propria competenza.

A chi rivolgersi per chiarimenti e informazioni per la verifica della necessità di intervento?

Le Aziende Sanitarie Locali forniscono informazioni generali sulla problematica amianto. Al fine di approfondire aspetti specifici o particolari occorre eventualmente rivolgersi ad un tecnico compatente che accerti ed indichi gli eventuali interventi da adottare.

Quali sono le tecniche d'intervento per i materiali contenenti amianto?

Le tecniche d'intervento per i materiali contenenti amianto sono tre e precisamente: rimozione, incapsulamento e confinamento. La rimozione elimina ogni potenziale fonte di esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche cautele per le attività che si svolgono nell'edificio. In genere richiede l'applicazione di un nuovo materiale, in sostituzione dell'amianto rimosso. L'incapsulamento è un trattamento dell'amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che (a seconda del tipo di prodotto usato) tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l'aderenza al supporto, a costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Con tale intervento il materiale contenente amianto permane nell'edificio e pertanto è necessario mantenere un programma di controllo e manutenzione. Il confinamento consiste nell'installazione di una barriera a tenuta che separi l'amianto dalle aree occupate dell'edificio. Se non viene associato ad .un trattamento incapsulante, il rilascio' di fibre continua all'interno del confinamento. Occorre sempre un programma di controllo e manutenzione, in quanto l'amianto rimane nell'edificio. La scelta tra queste tipologie d'intervento è legata al tipo ed alle condizioni del materiale, alla sua ubicazione, alla volontà della proprietà di eliminare alla radice il rischio o mantenerlo in modo controllato (attività di controllo e manutenzione).

Dove è possibile effettuare lo smaltimento dell'amianto?

Lo smaltimento deve avvenire in una discarica autorizzata specificatamente per la tipologia del rifiuto prodotto.

A chi ci si può rivolgere per l'esecuzione dei lavori di rimozione, smaltimento e bonifica dell'amianto?

Occorre interpellare imprese abilitate iscritte all'Albo Gestori Ambientali nella categoria 10 (sottocategorie 10a e 10b). Il personale di tali imprese deve essere abilitato ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 257/92 e articolo 10 del D.P.R. 8/08/1994, ovvero in possesso di titoli di abilitazione rilasciati da parte delle Regioni o Province autonome attestanti la partecipazione a corsi specifici e superamento della verifica finale. Tali corsi sono a livello:

-   operativo, rivolto ai lavoratori addetti alle attività   di   rimozione,    smaltimento   e bonifica;

-   gestionale, rivolto a chi dirige sul posto le attività di  rimozione,  smaltimento e bonifica

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Cronaca

L'amianto di Staffelli lo dovrà smaltire il Comune di Monza

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COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREIl 27 marzo 1992 è stata una data storica per l’Italia, poiché è entrata in vigore lalegge 257/92 che ha vietato l’uso e la produzione di manufatti contenenti l’amianto. Una legge che ha trasformato l’Italia in un esempio virtuoso da seguire per tutti gli altri paesi europei, poiché ha anticipato di ben 13 anni lo stesso divieto emanato successivamente dall’Unione Europea.

Ma com’è oggi la situazione in Italia? Il divieto ha portato a dei miglioramenti? Per rispondere a queste domande bisogna considerare che i problemi di salute pubblica rimangono, a causa delle passate esposizioni e dell’amianto ancora presente in alcune strutture. Tuttavia è innegabile che molti passi in avanti a tutela della salute pubblica siano stati fatti, benché la strada per eliminare del tutto la presenza di amianto da manufatti ed edifici sia ancora lunga.

Emergenza amianto in Italia: a che punto siamo?

La fotografia scattata da un recente censimento illustra una situazione ancora da monitorare, ma in netto miglioramento soprattutto se paragonata agli ultimi decenni. Laregione che smaltisce più amianto in assoluto è ilPiemonte, con una percentuale che si attesta al 39,3%. Fino a qualche anno fa, a causa dell’esaurimento delle discariche, era necessario esportare all’estero in Austria e Germania i rifiuti. Oggi la situazione è migliorata grazie anche alla costruzione di nuove discariche dell’amianto.

L’amianto è inoltre presente anche nei prodotti di utilizzo industriale e civile, come elettrodomestici, tessili, componenti per la coibentazione di fabbriche, tetti, navi, treni e rivestimenti per tubi, caldaie e turbine. Ecco perché la gestione e lo smaltimento dell’amianto sono operazioni estremamente delicate che vanno eseguite con la massima scrupolosità.

Le operazioni di bonifica effettuate hanno portato a risultati concreti?

Benché l’amianto può provocare lo sviluppo di tumori e patologie molto serie, oggi fa meno paura rispetto a qualche anno fa. Non tanto perché risulta meno pericoloso, ma semplicemente perché le operazioni di bonifica hanno portato a dei risultati tangibili che hanno ridotto il tasso di mortalità.

Le operazioni di bonifica attuate su tutto il territorio negli ultimi anni hanno contribuito ad un minor tasso di mortalità da malattie tipiche provocate dall’esposizione da amianto come tumore al polmone, asbestosi, carcinoma polmonare e mesotelioma maligno.

Facendo un passo indietro, secondo l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) in Italia ci sono stati 4.400 decessi nel periodo compreso tra il 2010 e il 2016 dovuti proprio all’esposizione da amianto. Un altro dato che merita di essere sottolineato è lamaggiore mortalità tra gli uomini (3.860) rispetto alle donne (550).

Dopo l’approvazione della legge 257/92 è stata realizzata anche una mappa nazionale dei siti contaminati da amianto, così da poter organizzare nel migliore dei modi le operazioni di bonifica su tutto il territorio nazionale in modo mirato. Inoltre è stato attivato anche un piano di sorveglianza epidemiologica nazionale della mortalità per mesotelioma, che ha restituito risultati migliori rispetto agli anni precedenti.

Ci sono ancora morti per malattie da amianto, ma questo dipende sempre dal fatto che negli anni precedenti c’è stata comunque un’eccessiva esposizione a questo killer invisibile. Basti pensare che il periodo di latenza, cioè il tempo che intercorre tra l’esposizione all’amianto e la comparsa del mesotelioma, è addirittura di 40-50 anni.

Dal 1° luglio 2025 tutti gli Stati membri dell’Unione Europea sono chiamati ad eliminare i prodotti di amianto, un obiettivo che rientra tra le priorità “ambiente e salute” dell’OMS per raggiungere gli obiettivi previsti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unitenell’ambito dello sviluppo sostenibile.

Come procedere allo smaltimento dell’amianto?

Per procedere alla rimozione e allo smaltimento dell’amianto è necessario rivolgersi ad aziende specializzate comeGruppo Mossali, operante soprattutto in Lombardia che, insieme a Piemonte, Friuli e Liguria, è la regione con rischi più elevati poiché si sono concentrate negli anni le maggiori attività produttive legate all’amianto.

L’azienda specializzata innanzitutto deve effettuare un sopralluogo per verificare l’effettiva presenza dell’amianto. Una volta accertata la sua presenza, deve preparare e inviare tutta la documentazione per le autorizzazioni all’ASL almeno 30 giorni prima di iniziare i lavori.

Successivamente si deve incapsulare l’amianto coprendolo con prodotti ricoprenti oppure penetranti, per poi bonificare le superfici circostanti venute a contatto con l’amianto. Il prodotto, una volta rimosso, deve essere smaltito con le opportune attrezzature all’interno di apposite discariche.

Tutte queste operazioni devono essere svolte da personale professionale, formato e altamente qualificato poiché lo spostamento o il danneggiamento dell’amianto può rilasciare nell’aria polveri estremamente pericolose e addirittura letali.

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Dalla Brianza

Quanto amianto c’è ancora sul territorio italiano?

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