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COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREConcorezzo. Il violento temporale che, mercoledì, ha paralizzato diverse zone di Milano, ha lasciato il segno anche in paese. Le raffiche di vento hanno, infatti, spezzato uno degli alberi del Parco Scaccabarozzi (il "Burrone"). Parte dei rami si sono abbattuti sulla cancellata che costeggia via Verdi, sotto gli occhi atterriti di diverse  mamme che stavano accompagnando i figli al vicino asilo. 

A molti non è sfuggita la circostanza che, alla fine del mese di agosto, il parco fosse rimasto chiuso per diversi giorni per la caduta di tre grossi rami da un cedro secolare. Era stato subito effettuato un sopralluogo, quindi era intervenuta sul posto la Cooperativa LO SCIAME di Arcore del consorzio stabile che ha in appalto i lavori del verde a Concorezzo - CS&L di Cavenago Brianza - per rimuovere i rami caduti e verificare il possibile motivo della caduta degli stessi. Dal sopraluogo effettuato, ci si è resi conto, che solo un ramo si era spezzato in corrispondenza di una biforcazione della pianta e, nella sua caduta avesse travolto due rami sottostanti. L’ufficio tecnico si era avvalso della dottoressa Molteni Chiara– agronoma – incaricata tramite il Consorzio, per ad effettuare un VTA sul Cedro in questione. Ora si dovrà verificare se la causa di quest'altra pianta sia stato solo il vento o qualche malattia non evidenziata nei vari sopralluoghi.

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Cronaca

Burrone, albero spezzato dal vento: ma è polemica sui recenti controlli

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Concorezzo. Burrone, dopo  le polemiche sul web interviene l'assessore ai Lavori pubblici, Innocente Pomari. "E' pronto dal 25 di settembre il piano di intervento per la sistemazione del Parco Scaccabarozzi, il Comune non sta certo a guardare - spiega Pomari - Solo che la gente dovrebbe ormai sapere come funzionano le cose in Italia:  bisogna fare prima il preventivo, poi fare la gara e poi trovare anche i soldi, che certo non ci divertiamo a tenere nel cassetto. E visto che l'intervento costerà tra i 12 e 13mila euro, non era il caso di buttare via altri soldi mandando qualcuno a ripulire il parco dai rami caduti: non è certo un bello spettacolo, ma non costituiva certo un pericolo o una emergenza". I lavori dovrebbero iniziare i primi giorni di novembre: saranno abbattuti cinque ippocastani giudicati non più in grado di resistere agli agenti atmosferici in quanto malati e sostituiti con cinque castagni. Questi alberi non saranno riposizionati sulla montagnetta del burrone, ma collocati nei pressi dell'ingresso di via Verdi. Verrà inoltre sostituita la parte di recinzione danneggiata. Foto di repertorio

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COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREConcorezzo. Per la maggior parte dei concorezzesi è semplicemente la "torretta del Burrone". Per i tanti bambini che giocano con la fantasia è la "casa della strega" o "la prigione". Certamente oggi, dopo gli interventi di messa in sicurezza del Parco Scaccabarozzi e il taglio di cinque castagni, la storica Torretta è nuovamente uscita dall'ombra ed è più che mai sotto gli occhi di tutti. Testimonianza ormai sbiadita (e assai degradata) dell'antico splendore della settecentesca e neoclassica Villa Scaccabarozzi, già Villa Pini. Salendo sulla montagnetta l'aspetto non è per nulla rassicurante: infissi pericolanti, imbrattamenti dei soliti idioti, edere ed erbacce come padrone di casa. Un peccato. Chissà cosa penserà il suo ex proprietario, Raffaele Scaccabarozzi, che ancora oggi, di tanto in tanto, si ferma sulle panchine che costeggiano il parco. Ora che le piante sono messe in sicurezza e ne saranno piantate altre, in attesa dell'arrivo del wi-fi grazie al bando della Fondazione Cariplo vinto dal Centro di formazione professionale di via Marconi, non è impossibile sperare un piccolo restyling, magari con una targa curata dall'archivio storico che ci racconti qualcosa di più su questa suggestiva torretta.

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COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREConcorezzo. E' passato quasi un mese da mercoledì 23 settembre, quando un violento temporale spezzò, facendolo crollare sulla cancellata esterna, un albero del Parco Scaccabarozzi, il Burrone. Da quel giorno nessun intervento (foto Giovanni Fumagalli da facebook). Se è vero che i continui tagli di Roma sui bilanci del Comune, i vincoli del Patto di stabilità, la programmazione (con tanto di gare pubbliche, visto che Concorezzo non è Roma...) delle opere pubbliche non consentono un immediato rifacimento della cancellata, la pulizia del Parco non sembra un'impresa impossibile. Sicuramente la Protezione civile potrebbe dare una mano e poi il Comune saprà sicuramente come muoversi. Facciamo partire il cronometro?

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COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREConcorezzo. Storie d'altri tempi, quando la Brianza era zona di villeggiatura e i nobili lombardi la sceglievano per edificare le proprie ville di delizia. Tra queste storie c'è anche la vita di Raffaele Scaccabarozzi, classe 1939, ultimo discendente di quella famiglia che ha dato il nome alla splendida villa e all'omonimo parco, per tutti i concorezzesi poi ribattezzato "il Burrone". Questa notte, a causa di una grave malattia, l'anziano concorezzese, nato in casa e tuttora residente in via De Giorgi 85, si è portato con sé la fine di un'epoca. Una fine un po' dolorosa visto che, di quella nobiltà, ormai non c'era più traccia e il signor Raffaele era di fatto nullatenente e supportato dai servizi sociali del Comune. La famiglia, che aveva fatto la fortuna nel commercio, e in particolare nel commercio del vino, aveva anche la passione per i cavalli e per l'ippica. Il gioco sarebbe stata una delle cause della fine del benessere economico. Raffaele, nonostante tutto, era rimasto aggrappato a un piccolo locale all'interno della villa, già venduto ai privati con con l'accordo di poterlo abitare fino alla morte. E così è stato.

La Villa Scaccabarozzi, posta tra via De Giorgi, via Pio X e via Verdi, venne edificata nel XVII sec. dalla nobile famiglia milanese Pini come casa di villeggiatura. Nel XX secolo passò ai Varisco e infine agli Scaccabarozzi. Il blocco sulla strada è neoclassico - ricorda il portale dell'Archivio storico di Concorezzo - la parte mediana è a bugnato piatto, come le architravi e le lesene verticali. Gli atti catastali del 1860 indicano come proprietario della villa, del grande parco e di altri fondi attigui, il nobile Ermenegildo Pini. La nota a commento della proprietà Pini riferita alla mappa catastale del 1865 riporta “casa di villeggiatura, con sito del torchio, tinaja e granajo”. Nel cortile della villa fu ricevuto il card. Ferrari arcivescovo di Milano, giunto in visita a Concorezzo nel 1899 per la consacrazione della rinnovata Chiesa Parrocchiale.

Agli inizi del Novecento la proprietà passò alla famiglia Varisco (Federico fu due volte sindaco, la figlia Ginetta sposò Elio Vittorini), padroni in paese di un’importante falegnameria. Al principio degli anni venti del Novecento la proprietà fu enduta alla famiglia Scaccabarozzi. Ora è suddivisa in abitazioni private.

 

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COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREConcorezzo. Spazzatura, attrezzatura spaccata e quel persistente sospetto che all'interno del parco si spacci droga. Il parco Scaccabarozzi, per tutti da sempre "il Burrone", è teatro recentemente di episodi più che sospetti. A parte l'evidente degrado testimoniato da queste foto, e da alcune settimane che alcuni cittadini registrano movimenti sospetti verso gli orari serali di chiusura. In particolare più volte è stato notato un giovane sui trent'anni entrare e uscire con fare sospetto dal canneto dopo aver preso contatti con alcuni giovani. Ad aumentare i sospetti il ritrovamento di uno scatolone con tanti contenitori in plastica simili a quelli che custodiscono le sorprese degli ovetti Kinder: resti di una festa di compleanno o altro?

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COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREConcorezzo. Da martedì il parco comunale di via Verdi, il Burrone", è chiuso al pubblico. La causa è la caduta di un grosso ramo che ha spinto l'Amministrazione a vietarne l'accesso per motivi di sicurezza e per una serie di sopralluoghi con tecnici e agronomi. La riapertura dovrebbe avvenire a inizio della prossima settimana.

I sigilli ai cancelli non hanno niente a che fare con le diverse segnalazioni di utenti che denunciano movimenti sospetti, soprattutto nel tardo pomeriggio, all'interno del canneto. Qualcuno chiede addirittura che venga definitivamente bonificato o rimosso.

Per i dettagli leggi qui

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