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omicidio

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Concorezzo. E' mistero sulla carta di identità rilasciata dal Comune di Concorezzo e che, falsificata, è stata utilizzata da un killer per la fuga dopo un brutale omicidio. Mentre l'anagrafe cittadina sta verificando la notizia uscita nelle scorse ore sul giornale La Prealpina di Varese, arriva dunque fino alle porte della nostra città una notizia che sconvolse il Comune romagnalo di Misano Adriatico nel 2014. Per un regolamento di conti tra albanesi, Paulin Nikaj, il 17 marzo del 2014, ammazzò il 24enne connazionale Mimet Ziberi davanti a un supermercato. Un delitto efferato: Ziberi venne ucciso con sette colpi di pistola calibro 7.65, sotto gli occhi della moglie incinta e dei due figli piccoli.

 

Dopo l'omicidio, contando su una fitta rete di amici e parenti, Nikaj (condannato a 30 anni di carcere), fuggì in Svizzera e lì fu arrestato in un appartamento di Berna poco prima che potesse partire, sotto falso nome, per gli Stati uniti. In camera aveva una carta di identità rilasciata dal Comune di Concorezzo.

A ottobre dovrebbe appunto aprirsi il processo a carico degli albanesi che coprirono e fiancheggiarono il killer. Tra questi G.L. che, in corcorso, avrebbe confezionato una carta di identità italiana falsa valida per l' espatrio, rilasciata dal comune di Concorezzo, con foto di Nikaj e le generalità di un ignaro cittadino della Brianza. Probabilmente concorezzese.

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Cronaca

Killer in fuga con una carta di identità concorezzese

Killer in fuga con una carta di identità concorezzese

Concorezzo. E' mistero sulla carta di identità rilasciata dal Comune di Concorezzo e che, falsificata, è stata utilizzata da un killer per la fuga dopo un brutale omicidio. Mentre l'anagrafe cittadina sta verificando la notizia uscita nelle scorse ore sul giornale La Prealpina di Varese, arriva dunque fino alle porte della nostra città una notizia che sconvolse il Comune romagnalo di Misano Adriatico nel 2014. Per un regolamento di conti tra

COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREGiussano. Tragedia in Brianza nella tarda serata di ieri, dove - come riferisce l'Ansa - in un appartamento di via Negri a Paina di Giussano, sono state trovate morte una donna di 88 anni, la figlia di 52, e un 28 enne, nipote dell'anziana. A quanto si e' appreso, sui corpi di tutti e tre sono stati rilevati segni di ferite da arma da taglio all'altezza della gola.  Erano da poco passate le 23 quando un uomo, conoscente dell'anziana vittima, ha telefonato al 112 per chiedere aiuto, perche' ne' lei, ne' nessuno della famiglia rispondeva alle sue telefonate. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i soccorritori del 118 e i vigili del fuoco. La porta dell'appartamento al secondo piano dove vivevano le tre vittime era chiusa dall'interno, a chiave. Nessuno ha risposto al campanello. Per accedere all'interno i soccorritori hanno dovuto sfondare la porta. Quando sono entrati hanno scoperto i cadaveri dell'anziana donna, di sua figlia e del nipote riversi in una pozza di sangue. Per nessuno dei tre e' stato possibile tentare alcun intervento di rianimazione.    Secondo i primi accertamenti svolti dal medico legale, tutte e tre le vittime sarebbero morte per dissanguamento, dovuto a profonde ferite da arma da taglio alla gola. Per risalire all'esatta causa del decesso sara' comunque necessaria l'autopsia. L'ipotesi piu' accreditata al momento sarebbe quella di duplice omicidio e suicidio. Per confermare l'accaduto e stabilire chi abbia impugnato il coltello, saranno necessari altri accertamenti. I carabinieri raccoglieranno nelle prossime ore tutte le testimonianze utili a ricostruire la tragedia, a partire dai vicini di casa che potrebbero aver sentito qualcosa o essere a conoscenza di precedenti liti in famiglia, fino ad arrivare a familiari e amici di tutte e tre le vittime. (ANSA).

Immagine di repertorio

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Dalla Brianza

Madre, figlia e nipote trovati morti in casa

Madre, figlia e nipote trovati morti in casa

Giussano. Tragedia in Brianza nella tarda serata di ieri, dove - come riferisce l'Ansa - in un appartamento di via Negri a Paina di Giussano, sono state trovate morte una donna di 88 anni, la figlia di 52, e un 28 enne, nipote dell'anziana. A quanto si e' appreso, sui corpi di tutti e tre sono stati rilevati segni di ferite da arma da taglio all'altezza della gola.  Erano da poco passate le 23 quando un uomo, co

COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREOrnago. Cittadino, ex politico, volontario. Conosciuto e stimato da tantissime persone, Paolo Villa, 75 anni, ex assessore del Comune, è indagato per l'omicidio della sorella e della nipote.

Amalia Villa, 85 anni, e Marinella Ronco, 52 anni, sono state trovate morte in casa sabato mattina in una palazzina di via Santuario 29 . La scoperta è stata fatta per caso, ma già da giorni i vicini avevano avvertito un odore nauseabondo provenire dal secondo piano. Nella stessa palazzina viveva anche Villa.

A condurre nell'abitazione delle due donne gli inquirenti è stato appunto un caso. Paolo Villa sabato ha accusato un malore in un bar del paese. Quando i conoscenti hanno cercato di avvisare la sorella e la nipote è stata fatta la tragica scoperta.

Le due donne, senza vita e morte probabilmente da una settimana, si trovavano in camera da letto. In casa gli investigatori hanno trovato molte tracce di sangue anche se l'appartamento era stato ripulito. Villa, che si trova in ospedale a Vimercate, sarà a breve sottoposto a interrogatorio. La notizia ha lasciato tutta la comunità di Ornago letteramente sotto shock. 

Attesa per l'autopsia. Sara' effettuata da piu' anatomopatologi - come riferisce l'Ansa - l'autopsia sul corpo delle due donne. A deciderlo è stato il pm Emma Gambardella. L'esame autoptico approfondito, con la partecipazione di più esperti, sarebbe necessario per risalire alle cause della morte delle due donne, al momento difficili da individuare a causa delle condizioni dei cadaveri, e potrebbe essere fissato nelle prossime ore. Al momento, secondo quanto ha riferito l'avvocato Maura Traverso, legale d'ufficio di Paolo Villa, non sarebbe ancora stato fissato l'interrogatorio.

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Cronaca

Mamma e figlia uccise in casa, indagato ex assessore

Mamma e figlia uccise in casa, indagato ex assessore

Ornago. Cittadino, ex politico, volontario. Conosciuto e stimato da tantissime persone, Paolo Villa, 75 anni, ex assessore del Comune, è indagato per l'omicidio della sorella e della nipote. Amalia Villa, 85 anni, e Marinella Ronco, 52 anni, sono state trovate morte in casa sabato mattina in una palazzina di via Santuario 29 . La scoperta è stata fatta per caso, ma già da giorni i vicini avevano avvertito un odore nauseabond

Monza. Dramma questa mattina in via Fiume, nel quartiere San Rocco. Un uomo di 42 anni, residente nel quartiere, è morto dopo essere stato accoltellato. Diversi i fendenti, di cui uno mortale alla gola. Inutile l'intervento, in codice rosso, dell'ambulanza della Croce Bianca di Biassono e dall'automedica del San Gerardo. La vittima è stata raggiunta da diversi fendenti alla gola e al torace. Sul posto anche i carabinieri. L'episodio si è verificato intorno alle 12,30 in al civico 14/e. Al momento non si conoscono le generalità del deceduto. E' caccia all'autore che, al momento, si è dileguato. 

LA SVOLTA: FERMATI DUE MINORENNI

Leggi anche: Omicidio a Monza, parla il padre della vittima

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Dalla Brianza

Monza, ucciso a coltellate in via Fiume

Monza, ucciso a coltellate in via Fiume

Monza. Dramma questa mattina in via Fiume, nel quartiere San Rocco. Un uomo di 42 anni, residente nel quartiere, è morto dopo essere stato accoltellato. Diversi i fendenti, di cui uno mortale alla gola. Inutile l'intervento, in codice rosso, dell'ambulanza della Croce Bianca di Biassono e dall'automedica del San Gerardo. La vittima è stata raggiunta da diversi fendenti alla gola e al torace. Sul posto anche i carabinieri. L'episodio si è verif

COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREMonza. E' caccia all'uomo che oggi, poco dopo mezzogiorno, ha accoltellato alla gola e ucciso un giovane di 42 anni in via Fiume, nel quartiere San Rocco. Secondo alcune indiscrezioni non confermate, i carabinieri avrebbero già rintracciato una persona (non indagata) e l'avrebbero accompagnata in caserma.

La cronaca del delitto: Monza, ucciso a coltellate in via Fiume

"Erano in due, lo hanno trascinato, uno lo ha tenuto fermo e l'altro lo ha accoltellato, non mi sarei mai aspettato una cosa del genere, mio figlio non ha mai fatto male a nessuno". Lo ha detto all'ANSA Michele Sebastiano, padre di Cristian Sebastiano, 42 anni, aggredito e ucciso a coltellate vicini casa a Monza oggi poco dopo pranzo. L'uomo, un passato di problemi giudiziari per droga, secondo quanto raccontato dal genitore "era qualche mese che stava meglio, mi sembrava quello di sempre". Finito di pranzare, ha proseguito Michele, "è uscito e stava per rientrare, l'ho visto cambiare strada, se avessi saputo che stava andando incontro ad un agguato lo avrei fermato. Non me lo spiegherò mai, qualcuno però ha visto, sappiamo che erano in due, e spero che chiunque sia parli". Sembra che Cristian Sebastiano fosse uscito di casa per andare a fare una ricarica telefonica. Pochi passi fuori dalla porta di casa ed è scattata l'aggressione: il 42enne è stato colpito ripetutamente alla schiena, al ventre e, fatalmente, alla gola. Il primo a dare l'allarme è stato un passante. Al vaglio degli inquirenti alcune testimonianze e soprattutto le telecamere della zona.

LA SVOLTA: FERMATI DUE MINORENNI

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Dalla Brianza

Omicidio a Monza, parla il padre della vittima

Omicidio a Monza, parla il padre della vittima

Monza. E' caccia all'uomo che oggi, poco dopo mezzogiorno, ha accoltellato alla gola e ucciso un giovane di 42 anni in via Fiume, nel quartiere San Rocco. Secondo alcune indiscrezioni non confermate, i carabinieri avrebbero già rintracciato una persona (non indagata) e l'avrebbero accompagnata in caserma. La cronaca del delitto: Monza, ucciso a coltellate in via Fiume "Erano in due, lo hanno trascinato, uno lo ha tenuto fermo e l'altro lo

COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREMonza. Sembra a un passo da una svolta il giallo del brutale omicidio avvenuto ieri a Monza in via Fiume, nel quartiere popolare di San Rocco. In tarda serata sono stati fermati dai carabinieri della Compagnia due ragazzi minorenni di origini straniere ma con cittadinanza italiana. Portati in caserma, sono stati interrogati a lungo e già nelle prossime ore potrebbero esserci importanti sviluppi nelle indagini.

La vittima, Cristian Sebastiano, 42 anni, residente nel quartiere, era uscito di casa domenica poco dopo le 12.30 dicendo ai genitori, con cui viveva, che sarebbe andato a controllare l'esito di una ricarica telefonica. Sotto casa, all'altezza del civico 14/e è stato raggiunto da una raffica di coltellate al torace, alla schiena e al collo. Un fendente gli ha reciso la giugulare, lasciandolo esanime a terra. Un passante ha chiamato il 112, ma i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Alcune persone avrebbero visto due individui allontanarsi dopo l'imboscata. Anche il padre, Michele Sebastiano, ha subito parlato di due aggressori (leggi qui)

Nelle foto: sopra la scena del delitto e qui sotto un'immagine della vittima tratta da Facebook

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Cronaca

Omicidio di Monza, fermati due minorenni

Omicidio di Monza, fermati due minorenni

Monza. Sembra a un passo da una svolta il giallo del brutale omicidio avvenuto ieri a Monza in via Fiume, nel quartiere popolare di San Rocco. In tarda serata sono stati fermati dai carabinieri della Compagnia due ragazzi minorenni di origini straniere ma con cittadinanza italiana. Portati in caserma, sono stati interrogati a lungo e già nelle prossime ore potrebbero esserci importanti sviluppi nelle indagini. La vittima, Cristian Sebastiano, 4

COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREConcorezzo. 24 arresti per l'omicidio di Simone Stucchi, il giovane 21enne di Vimercate che, insieme ai genitori, avrebbe rilevato l'edicola di via Pio XI a Concorezzo poche settimane prima della tragica morte. Ieri mattina, 16 giugno, nelle province di Milano e Monza Brianza, i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito due distinte ordinanze di custodia cautelare, emesse rispettivamente dai G.I.P. presso il Tribunale per i Minorenni e quello Ordinario del capoluogo, nei confronti di 5 minori (di cui 2 destinatari di custodia in carcere, 2 di collocamento in comunità e 1 dell’obbligo di permanenza in casa) e 19 maggiorenni (di cui 7 destinatari di custodia in carcere e 12 agli arresti domiciliari), responsabili, a vario titolo, di concorso in omicidio, rissa aggravata, lesioni personali, detenzione illecita di sostanza stupefacente, tentata estorsione in concorso e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Il provvedimento scaturisce dagli esiti delle indagini avviate dalla Compagnia Carabinieri di Pioltello a seguito dell’uccisione di Stucchi, accoltellato mortalmente nel corso di una violenta rissa avvenuta la sera del 29 settembre 2021, allorquando due bande di giovani, provenienti rispettivamente da Vimercate (MB) e Pessano con Bornago (MI), si erano date appuntamento per un regolamento di conti.

La notizia non ha cambiato il dolore della famiglia. ""Mai. Mai una parola di scuse. Che non avrei accettato ma nessuno si è fatto vivo, nemmeno con gli avvocati. Al loro posto, sarei andata strisciando per tutta la vita", ha commentato la mamma di Simone su Repubblica.

L’attività investigativa, sviluppatasi a partire dai rilievi sul posto a cura della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Milano e proseguita attraverso la raccolta delle informazioni testimoniali e l’esecuzione di attività tecniche, suffragate dall’analisi dei tabulati telefonici e dall’esame dei profili social dei personaggi coinvolti, ha consentito di identificare quali autori dell’omicidio, per aver inferto al 21enne la ferita mortale al torace, due fratelli (all’epoca dei fatti, di 15 e 17 anni) il cui DNA è stato estrapolato – a seguito degli accertamenti condotti dal RIS di Parma e da un consulente tecnico della procura - dalle tracce ematiche e impronte digitali rinvenute su un coltello a serramanico sequestrato sulla scena del crimine; è stato possibile documentare l’operatività, nell’hinterland milanese, di due distinte gang giovanili, delle quali: la prima (che ricomprende gli autori dell’omicidio), operante a Pessano con Bornago, composta da 14 giovani, tra cui italiani, stranieri e italiani di seconda generazione, tra i 16 e i 24 anni, per lo più studenti; la seconda, attiva a Vimercate, composta da 13 individui, tra i quali italiani, stranieri e italiani di seconda generazione, di età comprese tra i 18 e i 24 anni, per lo più studenti,  disoccupati o operai-

I carabinieri hanno avuto modo di ricondurre il movente della rissa a una controversia insorta in merito a una partita di sostanza stupefacente, ceduta nell’estate del 2021 da un appartenente al gruppo di Pessano con Bornago a un sodale della fazione di Vimercate, dietro corrispettivo di € 800 in banconote rivelatesi poi false, generando il risentimento di quel gruppo.

Infine si è potuto ricostruire che, la sera dei fatti, gli appartenenti al gruppo di Vimercate erano partiti alla volta di Pessano con Bornago dove, in via Monte Grappa, i giovani, armati di spranghe, bastoni, coltelli e bottiglie di vetro, avevano dato vita ad un feroce scontro per poi dileguarsi, lasciando a terra il 21enne in gravissime condizioni.

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Cronaca

Omicidio Simone Stucchi, 24 giovani in carcere

Omicidio Simone Stucchi, 24 giovani in carcere

Concorezzo. 24 arresti per l'omicidio di Simone Stucchi, il giovane 21enne di Vimercate che, insieme ai genitori, avrebbe rilevato l'edicola di via Pio XI a Concorezzo poche settimane prima della tragica morte. Ieri mattina, 16 giugno, nelle province di Milano e Monza Brianza, i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito due distinte ordinanze di custodia cautelare, emesse rispettivamente dai G.I.P. presso il Tribunale per

COM_CONTENT_REGISTER_TO_READ_MOREVimercate.Il Ris di Parma li ha incastrati con prove digitali schiaccianti, confermando gli esiti della brillante operazione portata avanti dai carabinieri di Vimercate.. E ora due giovani, di Vimercate e Missaglia, devono rispondere di tentato omicidio: a maggio, forse per spartirsi il mercato dello spaccio,uno di loro sparò in faccia a un rivale, in una strada di Bernareggio. Questo, un 40enne di Bernareggio con cui avevano litigato poco prima fuori da un bar, schivò sette degli 8 colpi esplosi (all'inizio si pensò a cinque colpi), l'ultimo lo raggiunse a uno zigomo e solo per miracolo l'osso, prima di andare in frantumi, deviò la corsa del proiettile. Particolare a cui deve la vita.

Oggi alle 12 il Comando regionale dei carabinieri ha annunciato in conferenza stampa a Milano l'esito della brillante indagine che ha coinvolto gli uomini coordinati dal capitano Marco D'Aleo. I due arrestati sono un 23enne di Vimercate, accusato di aver sparato, e il cognato, un 33enne di Missaglia che prestoò al primo e al fratello di questo, un minorenne la cui posizione è al vaglio del Tribunale, una pistola con la matricola abrasa. L'arma, al termine di una serie di intercettazioni e pedinamenti, è stata trovata nella casa del trentenne di Missaglia, nascosta in un bracciolo del divano. Sulla pistola le impronte che hanno incastrato i due fratelli vimercatesi.

FOTO DI REPERTORIO

LEGGI LA CRONACA DELLA SPARATORIA DI MAGGIO

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Dalla Brianza

Spararono in faccia al rivale, due giovani di Vimercate e Missaglia fermati per tentato omicidio

Spararono in faccia al rivale, due giovani di Vimercate e Missaglia fermati per tentato omicidio

Vimercate. Il Ris di Parma li ha incastrati con prove digitali schiaccianti, confermando gli esiti della brillante operazione portata avanti dai carabinieri di Vimercate.. E ora due giovani, di Vimercate e Missaglia, devono rispondere di tentato omicidio: a maggio, forse per spartirsi il mercato dello spaccio,uno di loro sparò in faccia a un rivale, in una strada di Bernareggio. Questo, un 40enne di Bernareggio con cui avevano litigato poco prim

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Monza. Pronti a uccidere pur di far pagare a chi si prostituisce su viale Stucchi e  sul viale delle Industrie la tassa di occupazione di suolo pubblico. E' questa la sconvolgente verità emersa dietro al tentato omicidio di un transessuale brasiliano, colpito con diverse coltellate lo scorso 22 ottobre, nei pressi della rotonda al confine con Concorezzo.  I carabinieri della Compagnia di Monza nelle ultime ore hanno fermato Felipe S., 28enne di origine brasiliana,  con precedenti di polizia per guida senza patente e reati inerenti immigrazione e falso e Johnata V., 29enne di origine brasiliana.

Dalle investigazioni è emerso che i due sarebbero i responsabili dell’aggressione ai danni del 39enne transessuale, colpito a calci e pugni e da diverse coltellate che, oltre a diversi tagli, gli avevano provocato una lesione interna. Prima di allontanarsi dal posto, fuggendo a bordo di una vettura, i due si erano anche premurati di rubare la borsa della vittima, contenente circa 80 euro ed il telefono cellulare. Particolare macabro: gli aggressori avevano anche tagliato una ciocca di capelli (trovata a terra poi dai militari che hanno compiuto il sopralluogo).

Gli investigatori ritengono che alla basedella spedizione punitiva vi sarebbe il mancato pagamento da parte della vittima di circa cinquemila euro, quale corrispettivo per l’autorizzazione ad occupare il luogo in cui esercitava l’attività il "mestiere". Oltre a questo pagamento iniziale, la vittima avrebbe dovuto versare anche trecento euro con cadenza settimanale. Tuttavia, il 39enne brasiliano, avendo iniziato a prostituirsi da pochi giorni in quella zona e non avendo disponibilità delle somme richieste, aveva proposto un iniziale pagamento di 150 euro. Salatiel è stato fermato dai carabinieri nella mattinata del 3 novembre a Milano in Viale Monza, all’interno di un bar, dove lo stesso aveva appena riscosso da un altro cittadino brasiliano la somma di 180 euro quale pagamento settimanale per l’occupazione di una strada dove si prostituiva. Feliep S., con passaporto portoghese, si stava probabilmente preparando ad espatriare: ora dovrà rispondere di tentato omicidio, rapina e sfruttamento della prostituzione. L'altro complice è stato rintracciato il 4 novembre a Biella, presso un’abitazione dove accoglieva i clienti. Quest'ultimo, invece, aveva intenzione di recarsi in Germania.

 

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Dalla Brianza

Tentato omicidio a Monza: trans non pagava la "tassa" di occupazione

Tentato omicidio a Monza: trans non pagava la "tassa" di occupazione

Monza. Pronti a uccidere pur di far pagare a chi si prostituisce su viale Stucchi e  sul viale delle Industrie la tassa di occupazione di suolo pubblico. E' questa la sconvolgente verità emersa dietro al tentato omicidio di un transessuale brasiliano, colpito con diverse coltellate lo scorso 22 ottobre, nei pressi della rotonda al confine con Concorezzo.  I carabinieri della Compagnia di Monza nelle ultime ore hanno fermato Fel

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Vaprio. È morto sul colpo per un colpo di pistola. Questa notte un 25enne si è introdotto furtivamente in aula abitazione intorno alla una di notte. Il proprietario di casa, svegliato di soprassalto, ha impugnato la pistola per controllare cosa stesse accadendo. Trovato l'intruso davanti a sè, ha sparato. Ora rischia l'accusa di eccesso di legittima difesa. La vittima è di nazionalità rumena

 

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Cronaca

Trova ladro in casa, lo uccide: ora rischia processo

Trova ladro in casa, lo uccide: ora rischia processo

Vaprio. È morto sul colpo per un colpo di pistola. Questa notte un 25enne si è introdotto furtivamente in aula abitazione intorno alla una di notte. Il proprietario di casa, svegliato di soprassalto, ha impugnato la pistola per controllare cosa stesse accadendo. Trovato l'intruso davanti a sè, ha sparato. Ora rischia l'accusa di eccesso di legittima difesa. La vittima è di nazionalità rumena