Violenze vere e fake news: psicosi anche in Brianza
Vimercate. A notte fonda c’è ancora chi non dorme. Studenti e studentesse si telefonano in lacrime, organizzano videocall di gruppo, condividono via whatsapp i messaggi già “inoltrato molte volte” e anche qualche vocale. Andare o non andare a scuola? La psicosi confonde le idee: da una parte le legittime richieste (nulla di nuovo rispetto agli anni Settanta) per una scuola migliore, soprattutto in termini di infrastrutture, dall’altra presunte chat di sedicenti maranza pronti a dar fuoco agli istituti (in particolare le università private milanesi dei “rich”) e anche a prendersi la “roba”, poco importa se sia un profumo di Sephora, una scarpa di Footlocker o l’intimità di una ragazzina. In mezzo altri presunti gruppi di ultras pronti a riportare l’ordine.
Perché in mezzo a disagi veri e a una crisi oggettiva (il più evidente il prezzo della benzina causato dalla guerra in Iran), il panico fa like (e qualcuno ci monetizza) ma fa anche consenso facile, sia per chi pensa che le scuole tornino a splendere occupandole o devastando, sia per chi ama categorizzare la politica in problemi: il Governo, i maranza, i collettivi studenteschi.
Nella foto presa dal web un momento degli scontri a Milano
La falsa violenza sessuale a Monza
Difficile dunque capire, ad esempio, se la falsa notizia di una mai denunciata nè riscontrata violenza sessuale ai danni di una studentessa a Monza (circolata nelle chat degli adolescenti) servisse a qualcuno per desrtificare oggi le scuole e gonfiare i numeri degli scioperi o ad altri per soffiare sul fuoco della insicurezza.
Prima di inoltrare è sufficiente verificare la notizia su un qualsiasi giornale online, uscendo dalla bolla tossica dei social.
A Vimercate si invoca una “speranza attiva”
Costruire e non distruggere. Il Comitato genitori del Liceo Scientifico Antonio Banfi ha diramato un comunicato stampa per rispondere a un servizio disfattista, con alcuni dati oggettivi, mandato in onda dalla trasmissione televisiva Presa diretta.
Il comunicato integrale
Come Comitato Genitori desideriamo, da un lato, rassicurare la comunità scolastica e, dall’altro, rilanciare con forza il nostro impegno. La situazione delle nostre scuole non va certamente drammatizzata, ma al contempo non ne vanno negate le problematiche. Da tempo chiediamo maggior cura e attenzione per questi complessi ed edifici e, mentre la chiediamo, ci diamo da fare per darla noi per primi.
Lo abbiamo dimostrato anche lo scorso sabato, quando genitori e studenti si sono rimboccati le maniche per ridipingere i muri, sistemare il verde e fare pulizia. Lo facciamo per dare un segnale chiaro: si può fare.
La situazione dell’Omnicomprensivo presenta due criticità principali:
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1.Un problema di risorse economiche importanti: servono interventi strutturali su un complesso che ha ormai quasi 50 anni e che manifesta problematiche note da almeno due decenni.
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2.Un problema di cura degli spazi comuni: non essendo di competenza diretta dei singoli Istituti, questi luoghi rischiano troppo spesso di diventare “terra di nessuno”.
Nonostante questo, ribadiamo che la scelta di una scuola si fa partendo prima di tutto dalla qualità dei suoi contenuti ed offerta didattica. Noi abbiamo scelto il Liceo Banfi per questo valore e continueremmo a sceglierlo ogni giorno.
In questi anni siamo riusciti a ottenere risultati importanti: sono stati migliorati diversi spazi comuni, da poco è stato riaperto il bar, è stato inaugurato il teatro ed è stato ricreato il pallone per la pratica sportiva. Sono tutti segnali positivi concreti che non vanno sottovalutati.
Proprio per questo, in attesa che vengano stanziate le risorse per realizzare le grandi ristrutturazioni necessarie, chiediamo che vengano strutturate meglio le piccole manutenzioni ordinarie e la cura quotidiana dei luoghi, senza dimenticare le annose problematiche legate ai trasporti.
Al Liceo Banfi, il Dirigente Scolastico e i docenti riescono a garantire un’elevata qualità dell’insegnamento e spazi idonei, pur muovendosi all’interno delle problematiche storiche della struttura.
Il nostro messaggio non è quindi di disperazione, ma di speranza attiva. La nostra è una bellissima scuola che può e deve essere migliorata, per essere messa nelle condizioni di operare in un contesto strutturale finalmente all’altezza della sua eccellente offerta formativa.
Il Presidente Mattarella
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