Crisi editoriale, preoccupazione per lo storico Giornale di Vimercate
Vimercate. C’è forte preoccupazione tra i colleghi giornalisti dello storico settimanale Il Giornale di Vimercate dopo la crisi che ha investito la testata e l’intero gruppo editoriale al termine di un protratto e complesso cambio di proprietà.
Giornalisti, collaboratori, impiegati, promoter temono per le loro retribuzioni e più in generale per la sopravvivenza delle testate, a cui di recente si era aggiunto il centenario Cittadino di Monza.
La beffa nel trentennale
La crisi del settimanale cade paradossalmente nel trentennale di fondazione. Il primo numero del Giornale di Vimercate, nato come costola del Giornale di Merate, usci in edicola il 6 gennaio 1996. Il settimanale, che puntava tantissimo sulla cronaca nera, la politica locale e lo sport di provincia, esce ininterrottamente da allora il martedì mattina.
Primo direttore è stato Angelo Baiguini. Tra i tanti colleghi che in 30 anni hanno raccontato la storia di Concorezzo figurano Camillo Chiarino, Mauro Corno, Viviana De Vittorio, Daniele Pirola, Walter Bonalumi, Gabriele Ticizzi, Lorenzo Teruzzi e Rodrigo Ferrario.
I dati reperibili mostrano una tiratura dell’ordine di alcune migliaia di copie settimanali, con valori storici di 10.000 copie nel 2015 e un dato editoriale di 8.600 copie nel 2026.
Sul finire degli anni Novanta e nei primi del Duemila il Giornale arrivò a vendere in edicola oltre diecimila copie come in occasione della tragedia di Busnago, il terribile incidente del 2003 che costò la vita a 4 giovani del territorio.
Oggi il settimanale (ai colleghi e a tutti i lavoratori va la solidarietà della nostra redazione) punta molto anche sulla edizione online.
Interrogazione del PD in Parlamento
“Il Governo attivi un tavolo di confronto con le rappresentanze sindacali, i lavoratori e i soggetti coinvolti nelle procedure di liquidazione giudiziale delle società Publi In, DMedia Group e Media In, realtà editoriali coinvolte nella crisi insieme allo storico settimanale ‘Il Cittadino di Monza e della Brianza’, per salvaguardare i livelli occupazionali, garantire la tutela dei diritti retributivi e contrattuali e assicurare la continuità delle attività editoriali. È necessario intervenire per scongiurare che questa crisi comprometta definitivamente il futuro di una delle realtà più importanti e radicate dell’informazione locale lombarda”. È quanto chiede Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale del Partito Democratico della Lombardia, in un’interrogazione parlamentare rivolta alla ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, sulla crisi che coinvolge ‘Il Cittadino di Monza e della Brianza’ e le società Publi In, DMedia Group e Media In.
“Dopo il cambio di proprietà avvenuto lo scorso maggio – prosegue Roggiani – le difficoltà economiche e organizzative non sono state superate e la situazione si è ulteriormente aggravata. A preoccupare maggiormente è la condizione dei lavoratori, che attendono ancora il pagamento delle retribuzioni arretrate, a partire dalla mensilità di settembre. A queste difficoltà si aggiunge la situazione dei collaboratori, per i quali risultano insoluti compensi relativi a diversi mesi e che dispongono di strumenti di tutela differenti rispetto ai lavoratori dipendenti. Non possiamo permettere che siano ancora una volta i lavoratori a pagare il prezzo di una crisi aziendale. La crisi del Cittadino non riguarda soltanto il destino di un’impresa editoriale. È in gioco il diritto dei cittadini a essere informati e il pluralismo dell’informazione. Le testate locali svolgono una funzione democratica insostituibile, raccontano le comunità e garantiscono un presidio d’informazione libera e professionale. Per questo chiediamo al Governo di assumersi le proprie responsabilità, intervenendo a tutela dell’occupazione e della continuità delle pubblicazioni”.
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