October 31, 2026
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Tre volte l’aorta cede, tre volte lo salvano: la storia dell’85enne operato al San Gerardo

Tre emergenze in quattordici anni, l’ultima in piena notte. Il chirurgo: «I controlli dopo l’intervento non vanno mai trascurati».

Era notte quando un uomo di 85 anni è arrivato al Pronto Soccorso del San Gerardo di Monza con un dolore addominale violentissimo. Gli esami hanno rivelato che l’aorta si era rotta nel punto in cui si era staccata una vecchia ricostruzione chirurgica. Per lui era già la terza volta.

L’équipe di Chirurgia Vascolare guidata dal dottor Vittorio Segramora è intervenuta subito con una tecnica ibrida. Attraverso l’inguine ha inserito una nuova endoprotesi dentro quella precedente e, nello stesso intervento, ha realizzato un bypass per garantire il flusso di sangue alle gambe.

La storia del paziente comincia nel 2012, con un primo intervento endovascolare per un grosso aneurisma. Anni dopo è arrivata la prima rottura, favorita dall’aver trascurato i controlli periodici. In quell’occasione i chirurghi avevano dovuto rimuovere la protesi e sostituirla con un innesto chirurgico. Infine l’ultimo cedimento, nel punto di giunzione tra aorta e protesi.

Per Segramora la vicenda insegna soprattutto una cosa: dopo un intervento vascolare i controlli vanno fatti con regolarità, perché le complicanze possono presentarsi anche a distanza di anni. Il lieto fine, aggiunge, è merito di un’intera catena di professionisti: i soccorritori di AREU, il Pronto Soccorso, gli anestesisti, i chirurghi e i tecnici di radiologia.

Il San Gerardo fa parte del Gruppo A della nuova Rete lombarda di Chirurgia Vascolare. È il livello dei centri con più casi trattati e più tecnologie, in grado di gestire in emergenza anche le patologie aortiche più complesse come dimostrato dalla vicenda dell’uomo a cui il team di medici ha salvato la vita.