Estorsioni a Bari, scattano le manette anche per un 38enne di Concorezzo

 

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Concorezzo. Il 6 aprile scorso aveva aggiornato la sua immagine di facebook, facendosi ritrarre sorridente e in maniche corte sul muretto della banca di via Libertà, intento a parlare al cellulare. Forse non sapeva ancora che la squadra mobile di Bari stava per chiudere l'indagine che lo avrebbe fatto arrestare. Sono increduli i conoscenti di U.L., 38 anni, residente in paese, quando hanno appreso che quel giovane sempre garbato, alla moda e amante delle belle auto è accusato di legami con un clan malavitoso che, nel quartiere barese di San Girolamo, chiedeva il pizzo ai commercianti.
L'altra notte tre arresti sono stati effettuati a Bari e uno, appunto, a Concorezzo.
Secono quanto contenuto nell'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, i quattro devono rispondere a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, finalizzata alla commissione di estorsioni, detenzione e porto di armi da fuoco comuni e da guerra e detenzione, ai fini della commercializzazione, di sostanze stupefacenti. 
Il concorezzese potrebbe essere finito nell'indagine come fornitore di hashish (e forse di armi) del gruppo, come ipotizzano alcuni giornali pugliesi.

Il clan barese chiedeva 500 euro a ciascun commerciante di San Girolamo e 100 per ogni slot machine tenuta nei locali.

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