L'antica fornace brianzola di Corrado conquista Milano

CorradoRivaCorrezzana. Dalla sua fornace, l'ultima del suo paese, nascono due delle maestose sculture che saranno inaugurate a Milano, al parco Citylife. Qui, nel cuore della grande Milano domenica verrà tagliato il nastro del parco nel quale 16 scultori di tutto il mondo sono stati invitati a realizzare delle installazioni. Tra loro anche un'artista tedesca, Judith Hopf che ha scelto la fornace di Corrado Riva, 48 anni, originario di Correzzana, che col padre possiede l'ultima fabbrica artigiana a Fornaci di Briosco in alta Brianza. Grazie alla maestria brianzola sono stati realizzati una mano e un piede giganti che fanno parte dell’opera di per ArtLine Milano, dal titolo Hand and Foot for Milan (scopri di più sul progetto)

"Un tempo qui avevamo circa cinque o sei fornaci, poi nel tempo hanno chiuso tutte - ha spiegato Riva nel cuore della sua bottega - La Hopf ci scrisse un anno e mezzo fa parlandoci del suo progetto: "Hand and foot for Milan". Ci chiese se eravamo in grado di farlo e io risposi... vediamo". Il piede e la mano (3 metri e 60 centimetri di altezza, ndr) sono stati realizzati da Riva con una serie di mattoni sagomati a mano nella sua fornace e poi assemblati. Insieme rappresentano "Un ironico dialogo a distanza tra forme umane e contesto architettonico", spiega l'artista in alcune interviste, dichiarando anche di aver voluto fortemente un materiale dalla forte tradizione che è esattamente l'argilla lavorata da Riva. "Ci è voluto più di un anno per trovare il modo di realizzarla - ha spiegato Riva mostrando il modello in legno - Inizialmente eravamo partiti col polistirolo per lo stampo, ma non era adatto. Quindi abbiamo riprodotto la "manona" in legno, divisa in parti tutte segnate con un codice. Quindi un pezzettino dopo l'altro abbiamo realizzato le parti che sono state inserite e sagomate". Lunedì una degazione del FAI di Monza è stata da Riva per scoprire questa meraviglia.  Corrado Riva e Cinzia Cataldi di Museo in Tasca  hanno raccontato come è nato questo luogo, ricco di fascino e storia all'interno di Fornaci, "il villaggio nato sui mattoni". Il prossimo appuntamento è per domenica 15 aprile, alle ore 12, quando sarà inaugurato il parco delle sculture. Al parco di via Eginardo, saranno presenti gli artisti, Filippo Del Corno, assessore alla Cultura, Roberto Russo curatore di Citylife e naturalmente coloro che hanno collaborato, tra cui Riva.

Piedone

LA STORIA DELLA FORNACE

E' una di quelle storie che staresti ore ad ascoltare, quella di Fornaci, dove tra l'Ottocento e il Novecento c'erano cinque fornaci che davano da lavorare a centinaia di persone. Ora è rimasta solo quella di Riva, in questa piccola frazione di Briosco, in Brianza. C'era chi faceva la terra, chi il mattone, chi cuoceva opera. "Siamo rimasti solo noi perché la nostra è una fornace artistica - ha spiegato Riva, terzogenito di una famiglia di artigiani - E' nata tra il 1920 e il 1925, non c'è una data precisa, per opera del professor Persico che insegnava all'Umanistico a Milano e di un suo allievo che si chiamava Rebattini. Lui era antifascista e in quegli anni sarebbe stato costretto a iscriversi al Fascio per fare il professore. Ma lui non voleva iscriversi e allora è venuto qua con un gruppo di artisti e ha fondato questa fornace ". Il nonno e anche il bisnonno di Corrado lavoravano già in quell'ambito. Rebattini vendette la fornace al nonno di Corrado, Ambrogio Riva, negli anni Sessanta. Con lui lavoravano il figlio (padre di Corrado), Emilio e lo zio Angelo. "Producevano di tutto, soprattutto vasi all'epoca - ha proseguito l'artigiano - Oggi ci siamo solo io e mio padre che pur essendo in pensione mi aiuta. Per questa grande scultura hanno comunque collaborato tanti amici. Più in generale proseguiamo la tradizione del cotto lombardo e collaboriamo con vari artisti. Qualche volta mi diletto anche io, ma non mi definisco un artista". L'orgoglio per l'opera realizzata è comunque tangibile. Riva ci ha poi mostrato la fornace vera e propria: una stanza in muratura che viene accesa dopo che Riva ha inserito manualmente uno alla volta i pezzi. Una volta spenta, la "camera" viene sempre murata e priva2.jpgoi riaperta letteralmente a martellata di volta in volta. Un procedimento che richiede una maestria insospettabile e soprattutto una immensa passione, quella che si può vedere negli occhi di Riva mentre si muove tra i tanti calchi delle centinaia di commissioni realizzate nei decenni in via XI Febbraio nella piccola Fornaci di Briosco. 

Scopria la fornace: clicca qui

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