March 14, 2026
#Dalla Brianza

Lite in cortile, spara a padre e figlio

Brugherio. Otto colpi di calibro 9 per regolare un dissidio di vicinato.

Un 57enne è in carcere, due uomini, padre e figlio, in ospedale. Il giovane è in pericolo di vita.

Una follia dettata, secondo le prime ipotesi, da malumori da cortile.

I fatti

Nella tarda serata di venerdì 13 febbraio i Carabinieri della Compagnia di Monza hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 57enne residente a Brugherio, già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile di duplice tentato omicidio aggravato e detenzione illecita di arma da fuoco.

Immagine di repertorio

I militari sono intervenuti a seguito di una segnalazione di esplosione di colpi di arma da fuoco all’interno di una corte condominiale in via Torrazza, a Brugherio. Sul posto, i carabinieri hanno sorpreso un uomo 57enne italiano che poco prima, a seguito di un dissidio sorto originariamente tra vicini, aveva esploso otto colpi con una pistola automatica illecitamente detenuta all’indirizzo di due soggetti italiani, padre e figlio, rispettivamente di 50 e 26 anni, entrambi residenti nel pavese, lì presenti in quanto conoscenti di quest’ultimi, colpendoli in più punti del corpo.

Il 50enne, colpito alla gamba ed allo stomaco, è stato trasportato in elisoccorso presso il nosocomio di Varese, non in pericolo di vita. Il figlio 26enne, ferito alla schiena ed al braccio sinistro, è stato trasportato presso l’Ospedale San Gerardo di Monza ove ancora versa in pericolo di vita.

I Carabinieri hanno inoltre rinvenuto, all’interno dell’abitazione dell’arrestato, ulteriori 50 colpi calibro 9, illecitamente detenuti. L’arma utilizzata è stata invece rinvenuta in una siepe all’esterno della corte, lì gettata dall’autore dei fatti, ed è stata sequestrata.

Il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Monza, informato dell’accaduto, ha disposto l’accompagnamento dell’arrestato presso la locale Circondariale di Monza, in attesa della convalida.

Sono ancora in corso gli accertamenti per verificare la provenienza dell’arma e del munizionamento.

Si precisa che la persona indagata è da ritenersi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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