March 14, 2026
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Perseguitava la moglie, arrestato concorezzese

Concorezzo. E’ in carcere per aver infranto gli articoli del Codice penale del cosiddetto Codice rosso, assillando la moglie nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico. E con l’aggravante di girare in strada con in tasca un coltello da cucina, particolare che gli è costato anche la denuncia per porto abusivo di armi.

Si è conclusa nel peggiore dei modi la burrascosa relazione di due cinquantenni, coniugati e con figli. La loro situazione era da tempo monitorata dai carabinieri e anche dal Comune, per precedenti intemperanze. I militari avevano anche tenuto sotto osservazione i social dell’uomo, che spesso contenevano allarmanti messaggi non diretti ma comunque interpretabili.

A fine gennaio, intorno alle 21, l’uomo (nel frattempo trasferitosi a Monza), è stato arrestato su ordine del giudice. I carabinieri di via Ozanam lo hanno arrestato per strada, ma non in prossimità della casa della moglie. Ora attende la decisione dietro le sbarre del carcere di Monza.

L’arresto

La misura cautelare è scattata dopo che già a novembre, a seguito di condotte violente e persecutorie verso la consorte, era stato colpito dalla misura dell’allontanamento dalla casa familiare e dal divieto di avvicinamento, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.

Ma i carabinieri hanno accertato che l’indagato avrebbe sistematicamente ignorato le prescrizioni, cercando ripetutamente il contatto con la vittima, già protetta tramite la procedura del “Codice Rosso”. Di fronte alla reiterata inosservanza dei divieti, la Procura della Repubblica di Monza ha richiesto e ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari l’aggravamento della misura.

Durante la perquisizione avvenuta per strada, i Carabinieri hanno rinvenuto un coltello da cucina nascosto nella tasca del giubbotto dell’uomo. Oltre all’esecuzione dell’ordinanza cautelare, è scattata quindi anche una denuncia per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere.

L’arrestato è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Monza, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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