Il segreto della vera cassoeula
Concorezzo. Non c’è festa del paese e non c’è l’autunno in tavola senza la cassoeula. Il piatto povero della tradizione contadina lombarda fa letteralmente impazzire di gusto quanti aspettano la prima “gelata” per raccogliere le verze croccanti, ingrediente essenziale insieme a costine di maiale, cotenne (i cüdigh), salamini e, per I più audaci, altre parti del maiale che non staremo ad elencare.

Di fronte al rischio di smarrire una tradizione da focolare domestico, il sindaco Mauro Capitanio, in occasione della festa patronale, ha regalato ai suoi concittadini un video tutorial d’eccezione.Ai fornelli una vera custode della tradizione: la concorezzese doc Antonia Crippa, cuoca ben nota ai palati dell’oratorio e di tante associazioni di volontariato.
Una prestazione da masterchef. Anzi, decisamente meglio (VIDEO).
L’origine del piatto
L’origine della cassoeula è incerta, ma le teorie più diffuse la collegano alla cucina povera contadina e alla dominazione spagnola nel Milanese tra ‘500 e ‘600. Una leggenda diffusa narra che un soldato spagnolo, innamorato di una cuoca milanese, le mostrò come preparare questo piatto usando scarti di maiale e verdure avanzate quando la dispensa era vuota, un piatto che divenne poi famoso. Un’altra ipotesi suggerisce un legame con il nome dello strumento di cottura o di mescolamento, come la “casseruola” o il “cassoeu” (cucchiaio).
Ecco il video: https://youtu.be/MlHk-3icl7g?si=jqkv8e3dD2ZIsIOn









