January 20, 2026
#Dalla Brianza

Il brianzolo Borghi salva l’oro degli italiani

Vimercate. Una battaglia lunga 11 anni per sancire un concetto semplice ma cruciale: le riserve auree italiane appartengono agli italiani e non alla Banca d’Italia(che vanta anche azionisti esteri) o all’Europa.

Con l’ultima manovra di Bilancio, è stata vinta la storica battaglia del senatore leghista Claudio Borghi (vissuto a Carnate, studente del Banfi di Vimercate e anche assiduo frequentatore in passato della piscina di Concorezzo) che ha evitato che qualcuno potesse attingere all’oro degli italiani in un momento in cui il valore è alle stelle.

In pochi sanno che la riserva aurea italiana, grazie ai nostri risparmi, è la terza al mondo dopo quella di Stati Uniti e Germania.

L’emendamento

L’emendamento afferma il principio della proprietà pubblica delle riserve, pur confermando che la loro gestione e detenzione restano in capo a Bankitalia nel rispetto dei Trattati UE.
Scopo: È un’affermazione di sovranità nazionale volta a “proteggere” l’oro da eventuali ingerenze o cessioni estere, definendolo riserva strategica della nazione.

La riserva

L’Italia detiene una riserva aurea di circa 2.452 tonnellate, rendendola la terza al mondo dopo Stati Uniti e Germania, custodite principalmente dalla Banca d’Italia (parte a Roma, parte depositata a New York, Londra e Berna). Questo tesoro, composto da lingotti e monete, vale centinaia di miliardi di euro e rappresenta una componente fondamentale delle riserve ufficiali italiane, fungendo da riserva di valore e stabilità finanziaria, soprattutto in momenti di crisi.

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