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Asfalti Brianza, il Governo in silenzio da un anno

asfalti_brianza_satellite.jpgConcorezzo. Un silenzio (indifferenza) bipartisan. Sul caso Asfalti Brianza, l'azienda di bitumi che da anni turba il sonno e l'olfatto ai cittadini di Concorezzo, Monza, Brugherio e Agrate, il Governo fa finta di niente. Da oltre un anno giacciono senza risposte le interrogazione presentate alla Camera dal deputato Massimiliano Capitanio, della Lega, e dal senatore vimercatese Roberto Rampi del PD. Lo scopo degli atti ispettivi, che dunque arrivano sia dai banchi dell'opposizione che della maggioranza, era quello di sollecitare Palazzo Chigi e in particolare il ministero dell'Ambiente a supportare i Comuni in una battaglia che, leggi alla mano, non può essere ovviamente locale (in questo caso particolare, ad esempio, un ruolo fondamentale lo svolge la Provincia).

Ieri, giovedì, l'onorevole Capitanio ha presentato una richiesta di parere legale sull'osservazione della Rondine che vorrebbe un cambio di destinazione dell'area posta al Malcantone tra la Sp3 e via Rancate e richiamato l'attenzione del Governo. 

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Massimiliano Capitanio, 46 anni, deputato concorezzese della Lega

"E' sconcertante - ha detto Capitanio - il silenzio del Governo sul Caso Asfalti Brianza, classico esempio in cui lo Stato dovrebbe supportare il Comune nella tutela del territorio, senza scaricare tutto sulle spalle degli amministratori locali. Dopo un anno di tempo, il ministero dell'Ambiente non ha trovato il tempo per rispondere alla mia interrogazione alla Camera, e nemmeno a quella depositata al Senato il 16 gennaio 2020 da Roberto Rampi del PD. L'azione del Comune e la collaborazione con Prefettura e Procura hanno portato alle note sospensioni dell'attività dell'azienda, ma non basta. Nella mia interrogazione, per cui solleciterò nuovamente una risposta, chiedevo un interessamento del Governo alla vicenda che tocca i Comuni di Concorezzo, Monza, Agrate e Brugherio e 'quali iniziative urgenti intenda assumere, per quanto di competenza, per garantire la salute ed il quieto vivere della cittadinanza, disponendo, eventualmente, apposite ispezioni da parte dell'Ispra e del Comando carabinieri per la tutela della salute'. Ho letto, poi, con interesse l'osservazione al PGT presentata dal gruppo consiliare di minoranza della Rondine. Visto che la tutela della salute deve vederci schierati tutti insieme e che, allo stesso tempo, la delicatezza della situazione ci impone di procedere con serietà per non creare false illusioni, ho trasmesso il testo dell'osservazione a un qualificato studio legale per un ulteriore approfondimento. Nel frattempo la trasmissione Le Iene, che si era occupata più volte del caso, potrebbe chiedere al ministro ancora in carica per quale motivo abbia fatto calare il silenzio sulle interrogazioni di Lega e PD".

L'OSSERVAZIONE DELLA RONDINE

Trasformare l'area industriale di Asfalti Brianza in area agricola. E' questa sostanzialmente la proposta della Rondine, contenuta in una delle osservazioni al nuovo PGT (Piano di Governo del territorio, ex piano regolatore), in discussione nei prossimi giorni in Consiglio comunale.

"Con l’obiettivo di definire una programmazione urbanistica ordinata ed efficace, concretamente capace di tutelare l’interesse pubblico, i diritti costituzionalmente garantiti e un adeguato livello di qualità della vita per i tanti residenti oggi danneggiati, si propone di ridestinare l’area attualmente occupata dalla ditta “Asfalti Brianza”, riclassificando tale area da zona D1 a zona E2, secondo quanto previsto dalle Norme di Attuazione, documento RR02, modificando contestualmente tutti gli elaborati del PGT adottato inserenti l’area in questione, compreso l’allegato DA01", si legge nel testo.

Al momento, tecnicamente, secondo il Comune, la proposta della Rondine non è attuabile. "L'osservazione non può essere accolta in quanto l'ambito fa parte a tutti gli effetti del Tessuto Urbano Consolidato cittadino e non ne può essere trasformata la sua destinazione in un ambito agricolo di interesse strategico (peraltro definiti a livello provinciale)", recita la controdeduzione.

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