October 14, 2026
#Sport

Botte in campo, le scuse della Conco

Concorezzo. Ecco la lettera di scuse dei calciatori biancorossi della prima squadra ai ragazzi 2010 (chiamati a fare il tifo sugli spalti), alle famiglie e ai giovani raccattapalle dopo lincrescioso episodio avvenuto durante una recente partita casalinga della Concorezzese.

L’episodio, una rissa in campo che ha coinvolto diversi giocatori ed èstato raccontato in primis dal Giornale di Vimercate, è finito sulle pagine di diverse testate giornalistiche locali e nazionali.

La lettera di scuse

 

Cari ragazzi, care famiglie,

Ci tenevamo a rivolgerci direttamente a voi, perché domenica, in occasione della partita della Prima Squadra, avete assistito a una situazione spiacevole che non avrebbe dovuto verificarsi. Come società, e soprattutto come ragazzi della Prima Squadra, sentiamo il dovere di chiedervi scusa. Il calcio, prima ancora che risultati, classifiche e partite, dovrebbe insegnare valori. Il rispetto, il senso di squadra, la capacità di stare insieme, di confrontarsi e anche di gestire i momenti difficili senza perdere di vista ciò che siamo e ciò che rappresentiamo. Quando accadono episodi come quello di domenica, soprattutto davanti a ragazzi più giovani che vivono il calcio con entusiasmo e che guardano alla Prima Squadra anche come a un esempio, sembra che per un momento tutti questi valori vengano meno. Ed è proprio questo l’aspetto che ci dispiace di più. Non vogliamo trovare giustificazioni. Vogliamo prenderci la responsabilità di ciò che è successo e trasformarlo in un impegno concreto. La società si impegnerà a tutelare sempre di più l’ambiente che abbiamo costruito e che vogliamo continuare a costruire: un ambiente sano, rispettoso e capace di rappresentare davvero i valori della Concorezzese. Ma questa responsabilità è di tutti. È nostra, dei giocatori, degli allenatori, dei dirigenti e di chiunque viva questa società. Perché il rispetto reciproco, tra compagni e verso tutte le persone che fanno parte della nostra realtà, non può mai venire meno. Ai ragazzi del 2010 e ai piccoli raccattapalle che domenica erano lì vogliamo dire soprattutto una cosa: quella che avete visto domenica non è la versione della Prima Squadra che vogliamo mostrarvi e che vogliamo essere. Per questo vi chiediamo di continuare a sostenerci, di continuare a venire al campo e a guardarci giocare. Vogliamo avere la possibilità di dimostrarvelo, con i comportamenti e non soltanto con le parole, e farvi vedere che possiamo essere migliori di ciò che avete visto domenica. Vogliamo dimostrarvi di essere gli stessi ragazzi semplici, umili e solari che, in occasione della Festa dei Nonni, hanno condiviso con nonni e bambini un momento speciale, accompagnandoli in campo prima dell’inizio della partita. È quella la versione di noi che vogliamo rappresentare e che vogliamo continuiate a vedere. E ci impegneremo perché sia così.

Leggi anche

Ritrovata Rachele, tutta la città si era mobilitata per lei