Da paladino anti-tasse a imputato per false fatture: il sciur Brambilla non ci sta

 

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Concorezzo. Lo scorso 16 maggio era pronto a bruciare in piazza a Monza il modello F24, simbolo dell’oppressione fiscale dello Stato. Ora si trova a tu per tu con la giustizia che lo accusa di un giro di false fatturazioni per mezzo milione di euro. Non ha davvero fine il braccio di ferro che Gian Luca Brambilla, 50 anni, concorezzese doc, Vice Presidente Vicario di Confcommercio MB e soprattutto Presidente dell’Osservatorio Fiscale della Camera di Commercio di Monza e Brianza, ha ingaggiato con le tasse italiane. Da paladino contro l’oppressione romana, si trova ora sul banco degli imputati. Difeso dal celeberrimo avvocato Raffaele Della Valle, Brambilla ha già dichiarato di essere pronto a chiarire l’equivoco (non solo non avrebbe aggirato il fisco, ma sarebbe vittima lui stesso di mancati pagamenti), ma intanto la notizia circolata nelle ultime ore è esplosa in tutta la Brianza e in paese con tutta la sua prevedibile forza.

 

Brambilla,50 anni, una laurea in Economia alla Bocconi e precursore italiano in moltissimi settori dell’e-business e della consulenza (un profilo e le foto da noi pubblicate si trovano su www.gianlucabrambilla.it), è titolare della “E-agisco” di Vimercate, società di consulenza collocata in via Kennedy a Vimercate, quell’area a ridosso di Velasca che anni fa era nota nel mondo come la Silicon Valley italiana e dove oggi rimangono solo le ceneri di quella che fula grande Ibm.

Imprenditore determinato e all’avanguardia, a maggio era uscito allo scoperto, denunciando pubblicamente l’insostenibilità dell’oppressione fiscale. «Se fino a due anni fa mi chiamavano i cosiddetti “marginari”, titolari di realtà su cui avvertivo dubbi circa la sopravvivenza, aziende anacronistiche o improvvisate, ora a chiamare sono gli “insospettabili” - aveva raccontato -  Imprenditori sulla piazza da sessant’anni, che magari hanno negozi nelle vie nobili della Brianza, in centro Monza o Lissone. Persone che mi dicono che vogliono parlare, con le quali mi chiudo poi in ufficio e che, dopo avermi chiesto riserbo, poi aprono i libri: e a quel punto vedo cose disastrose. Problemi con le banche, con il fisco, con la Pubblica Amministrazione».

 

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Ora il problemi con il fisco, paradossalmente, li ha proprio lui. Le indagini chiuse dal pm Donata Costa della Procura della Repubblica di Monza lo vedono imputato per appropriazione indebita per cinquecentomila euro e false fatturazioni.

L’inchiesta riguarda "compensi relativi ad un accordo di collaborazione fittizio" che Brambilla avrebbe avuto dal titolare della Autotrasporti Perotti di via Moro a Concorezzo. Nell’inchiesta è coinvolta a diverso titolo anche una seconda società di autotrasporti di Desio. La “E-agisco” di Brambilla, in sostanza, avrebbe permesso alla ditta concorezzese di evadere il fisco attraverso false fatturazioni.

Accuse che Brambilla si dice pronto a confutare.

A parlare alla stampa è il suo legale. "Presenteremo subito istanza al pm per essere interrogati e chiarire la vicenda” ha dichiarato al Giorno, Della Valle, mentre Brambilla ha spiegato che “per la Autotrasporti Perotti ho veramente lavorato per 3: sono andato in azienda per salvarla, ho recuperato milioni di euro con il rifinanziamento dei mutui e altre operazioni societarie. E per questo lavoro non sono mai stato pagato. Quando mi sono attivato per avere il mio compenso, mi sono ritrovato denunciato per false fatturazioni”.

Cliccando su questo link si può leggere l’articolo relativo alla protesta di maggio: http://www.concorezzo.org/cronaca/il-rogo-del-brambilla-per-salvare-le-imprese-dallo-stato-malato-1068.html

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