Giovane con autismo inseguito da banda di bulli

Concorezzo. Una vergogna indescrivibile. Un reato ripugnevole. Sabato a mezzogiorno Alessandro Montrasio, giovane con autismo, collaboratore di Paolo Fumagalli e Pizzaut, è stato inseguito  da una banda di ragazzini mentre tornava a casa a piedi con un pasto acquistato da McDonald’s. La banda voleva rubargli il pranzo. Il suo gesto rituale rovinato da un gruppo di giovani da rieducare.

A denunciare il tutto è stato il padre.

Bullismo e aggressione.

Autismo:

quando l’unico handicap è quello di avere un animo innocente.

Mio figlio Alessandro é un ragazzo autistico con un cuore nobile e senza malizia. Molti Concorezzesi lo conoscono e chi ha una qualche relazione con lui inevitabilmente finisce con provarne emozioni positive. Amici, insegnanti,studenti, contesto lavorativo… insomma, chi stringe una relazione con lui finisce con il volergli un bene incondizionato. 

 

Alessandro manifesta da tempo la voglia di indipendenza e ci da prova di essere molto affidabile. Prende la sua bicicletta e percorre quasi tutti i giorni decine di km attraversando diversi comuni. 

Esce da solo per le sue abitudini settimanali: si compra la pizza, mc donalds, spesa personale ecc.

 

Come da rito, il sabato all’ora di pranzo, esce a piedi (non prende la bici per non rovesciare la Coca Cola) e si reca a prendere il solito menu mc’donalds.

Al rientro, ormai nei pressi di casa (via libertà), 5 ragazzini in bicicletta con età da scuole medie lo affiancano e decidono che devono rubargli il menu asporto.

Lui riesce a correre e ad arrivare sotto casa.

È visibilmente scosso e non capisce.

“Ma non potevano comprarselo?

Questi mocciosi!!!”

Non capisce che dietro al gesto c’è dell’altro. Qualcosa di brutto…

 

Mia moglie si affaccia alla finestra e sente la conversazione di questi:

“Ma non è che adesso avvisa i genitori?” 

“Ma va figurati, è handicappato…”

 

Lui non capisce che si tratta di bullismo perpetrato da ragazzi senza esperienza o educazione su temi di diversità, inclusione o semplicemente educazione all’amore.

È incredibile pensare che mio figlio abbia compiuto passi da gigante nella sua indipendenza per poi doverla perdere per mano di questi bulletti.

Penso che la vera forza risieda nella collettività quindi faccio appello a chi dovesse trovarsi occasionalmente di fronte a una situazione simile. Vi chiedo di non voltare lo sguardo dall’altra parte.

Ringrazio di cuore

 

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