K-Flex, Salvini giovedì incontra i lavoratori

salvini.jpgRoncello. Il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, incontrerà giovedì i lavoratori della K-Flex, in sciopero da 40 giorni dopo la decisione della multinazionale di tagliare 187 posti di lavoro in Italia, non ritenendo più vantaggioso produrre nel posto dove è nata. Salvini arriverà davanti ai cancelli intorno alle 12 per parlare con i dipendenti e le parti sociali. Nei giorni scorsi i lavoratori avevano incassato la solidarietà di tutti i sindaci del Vimercatese e del vicepresidente grillino della Camera, Luigi Di Maio. Anche la Regione è impegnata da tempo nel monitorare la vertenza: la Commissione Attività produttive ha più volte incontrato dipendenti e parti sociali, il Consiglio ha votato una mozione urgente e il governatore Roberto Maroni, oltre ad aver attivato l'Agenzia regionale Arifl, ha invitato i vertici della K-Flex per un confronto diretto.

Intanto è dura la presa di posizione del ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda che durante il Question Time in Parlamento ha detto senza giri di parole che se K-Flex dovesse delocalzzare la produzione fuori dal Paese, dopo aver ricevuto i contributi europei di Horizon 2020 “si dovrà procedere alla revoca del contributo in quanto l’attività di ricerca deve essere necessariamente svolta in Italia. Tra il 2007 e il 2012 Simest ha supportato il processo di crescita internazionale di K-Flex attraverso la partecipazione a 5 operazioni di aumento di capitale per 17,2 milioni e attraverso un fondo di venture capital del Mise per 5 milioni, destinati a paesi strategici come gli Emirati, la Cina, l’India, la Malesia. In questo caso non sono delocalizzazioni “ma produzioni a basso valore unitario che vanno necessariamente realizzate nei paesi di destinazione. E’ del tutto incomprensibile e non giustificata la decisione di cessare l’attività produttiva nello stabilimento italiano quando, come risulta dagli accordi sottoscritti, vi erano impegni a non licenziare e ad avviare una riorganizzazione che avrebbe reso ancor più competitivo il sito. Non intendiamo subire passivamente questo comportamento”. Il ministero ha annunciato per il 15 marzo un incontro con la proprietà.

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