Sapori e tradizione, ecco il vero oro di Oreno

paolo_fumagalli2018.jpgConcorezzo. Non è un libro di ricette, non è un libro di storia. "L'Oro dI Oreno" è un piccolo grande sogno che si avvera. Quello di Paolo Fumagalli, 37 anni, chef concorezzese, capace di passare con sorprendente sintonia dalle collaborazioni con Carlo Cracco ai campi di patate di Oreno, dove l'oro naturale prende il nome di "biancona". Al celeberrimo tubero, la patata bianca, è dedicato il libro (domenica 9 settembre la presentazione ufficiale), edito da Bellavite, con cui Fumagalli ha voluto celebrare uno dei prodotti doc della nostra Brianza. Da quel semplice pugno di sapori passano ricette, lavoro, passato e futuro, storie da cartolina (perché Oreno è davvero un piccolo borgo antico che porta le tracce di Leonardo, dei Borromeo e di tanto altro). Un libro che non è solo territorio e amarcord, ma che rappresenta anche un incoraggiante messaggio: l'agricoltura è nobiltà, è rispetto dell'ambiente, è lavoro, è ricchezza. E' oro, appunto. Bella la presentazione del libro dove si parla di "profumo di comunità": è questo che si respira sfogliando le pagine del libro che è un insieme di colori, di sguardi su cascine e monumenti, di aneddoti, di idee. Fumagalli, giustamente orgoglioso del nonno "patàn", è un simbolo di come cultura e terra possano trasformarsi in oro: con i prodotti del territorio (è stato lui a brevettare il marchio degli gnocchi di Oreno) lavora, insegna nelle scuole, scrive libri. Ah, già. Cucina anche. E tra una pagina e l'altra del libro, vi consigliamo anche di assaggiare le sue prelibatezze. Una gustosa lettura a tutti!

Concorezzese \"pizzicato\" da Striscia la Notizia (foto e video)

Il masterchef degli gnocchi protagonista in tv

Gnocchi di Oreno doc, il brevetto è concorezzese

Paolo Fumagalli si racconta. Sono uno chef - un cuoco - e sono cresciuto nella via che porta a Oreno. Fino a pochi anni fa il mio era un mestiere umile, come quello del contadino. Ci si vergognava a dire di essere un cuoco. Oggi le cose sono cambiate e gli chef - alcuni grandi chef - sono diventati famosi. Cosa è successo? Semplicemente si è compreso che il cibo di qualità è alla base della qualità della vita. Si è anche capito che il buon cibo viene dalla buona terra, che deve essere lavorata da persone di valore. Davide Rampello le chiama “beni culturali viventi”: agricoltori, artigiani, artisti. Il mestiere di contadino non è ancora prestigioso come quello di chef, ma lo diventerà presto. Il contadino è un eroe del nostro tempo: coraggioso e paziente, conservatore e innovatore, infaticabile sperimentatore, meteorologo, storico, botanico, biologo, chimico, veterinario… Mio nonno “patàn” era un contadino e portava con il carretto le patate al Verzè di Milano. Pensava di essere povero, ma era ricchissimo. Di storia e di cultura. Lui non lo sapeva, noi sì. La patata bianca che il nonno patàn coltivava è solo uno dei tanti “ori di Oreno”. Così come Oreno è uno dei tanti ori d’Italia. Un patrimonio di persone e prodotti, saperi e pratiche, paesi e paesaggi. Quando cucino un piatto di patate o preparo gli gnocchi come faceva mia nonna in casa, porto in tavola la nostra storia. Nelle ricette che vi propongo in questo libro, le dosi e le procedure sono davvero l’ultima cosa. Ciò che conta sono le storie che racchiudono. Cercatele con tutti i sensi, mentre lavorate in cucina. E poi raccontatele, con i vostri piatti.

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