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MONZA-FIORENTINA 3-2
 
La prima sfida Monza-Fiorentina di Serie A è finita come nell’unico precedente ufficiale vittorioso per i biancorossi, 3-2, datato 7 giugno 1978: si giocava per la Coppa Italia. In questi 45 anni i viola sono quasi sempre stati in Serie A mentre i biancorossi, che ormai erano presenza stabile in Serie B, sono sprofondati fino alla quarta serie. Con l’avvento di Fininvest alla proprietà del club brianzolo le cose sono cambiate e finalmente le due squadre si sono reincontrate e addirittura in Serie A. Categoria nella quale il Monza sta facendo benissimo, battendo grandi squadre come la Juventus (sia all’andata che al ritorno), l’Inter a San Siro e ora la Fiorentina. Oggi, poi, i ragazzi in biancorosso sono stati capaci per la prima volta in questo campionato di ribaltare una situazione di svantaggio, tra l’altro addirittura di 2 gol. Un paio di svarioni difensivi che potevano dare il la a una goleada toscana e che invece hanno avuto l’effetto di due schiaffoni meritati. Punti nell’orgoglio capitan Pessina e compagni hanno piano piano riordinato le idee e rimontato il passivo, meritando alfine i 3 punti, che li proiettano ancora più vicini alla zona qualificazione alla Conference League che alla retrocessione.
 
Rispetto alla partita vinta a Milano il tecnico Raffaele Palladino ha sostituito solo l’acciaccato Sensi con Caprari. Il suo omologo Vincenzo Italiano non ha potuto contare sugli infortunati Bonaventura, Brekalo e Venuti.
 
Davanti a oltre 13mila spettatori la Fiorentina fa felici i suoi 1500 con una partenza che migliore non si poteva. All’8’ Kouamè insacca di testa su corner di Biraghi e al 13’ lo stesso Kouamè pesca Saponara al limite dell’area piccola che non ha difficolta a battere Di Gregorio. Il Monza inizia a giocare sullo 0-2 non perdendo la pazienza e continuando a tessere le sue trame aspettando il momento giusto. Al 22’ Terracciano sbaglia l’uscita su un corner di Caprari però riesce comunque a respingere il colpo di testa di Caldirola. 1’ dopo il biancorosso Mota viene sgambettato in area da Martinez Quarta ma l’arbitro lascia proseguire. Al 26’ arriva la prima rete per la squadra di Palladino: Caprari scende sulla sinistra, entra in area e calcia forte, Terracciano respinge sul suo compagno di squadra Biraghi e la palla carambola in rete. Al 35’ il viola Cabral vola in contropiede ma arrivato al limite dell’area calcia forte a lato. Al 38’ e al 39’ Caprari spreca due ghiotte opportunità tirando alto da buona posizione e non agganciando a due passi dalla porta il calcio di punizione di Rovella. Al 43’ Di Gregorio rinvia lungo e Mota anticipa sia Martinez Quarta che Terracciano e li beffa con un pallonetto. Al 47’ lo stadio esplode un’altra volta ma è costretto a silenziarsi poco dopo: Colpani batte un calcio d’angolo, Pablo Marì di testa allunga la sfera per Pessina che insacca ma il Var annulla per fallo di mano.
 
L’inizio del secondo tempo è decisamente a tinte biancorosse. Al 6’ Caprari conquista palla sulla tre quarti e s’invola servendo infine in mezzo per Colpani che svirgola clamorosamente il pallone. Al 12’ Mota viene colpito da Amrabat in area: stavolta per l’arbitro è rigore che Pessina trasforma. Al 21’ Di Gregorio rischia di essere beffato da una deviazione su un tiro di Sottil. Al 23’ Machìn e Donati sostituiscono Pessina e Colpani e di conseguenza Ciurria viene avanzato sulla tre quarti. Al 29’ Caprari viene spinto fuori dal campo con le mani da Castrovilli mentre sta per crossare ma l’arbitro lascia proseguire il gioco. 2’ dopo un sinistro dalla distanza del viola Duncan passa alto di poco. Al 33’ Petagna rileva Caprari e 1’ dopo s’invola in contropiede facendosi però recuperare da Milenkovic. Al 39’ Caldirola manda la palla sul palo al termine di un’azione da corner e 2’ dopo Izzo conclude alto. Al 42’ Palladino inserisce Marlon e Valoti al posto di Izzo e Mota e dopo 6’ di recupero, e di sofferenza per i tifosi biancorossi, la partita finisce senza aver registrato ulteriori particolari occasioni in quanto la Fiorentina nel finale si è affidata solo a traversoni in area.
 
In sala stampa Italiano ha così giustificato la seconda sconfitta consecutiva dopo quella indolore patita 3 giorni prima in Conference League: “Mi dispiace non aver approfittato di un Monza che aveva approcciato male la gara. In un altro momento della stagione questa partita l’avremmo portata a termine con un altro risultato. Invece, abbassando l’attenzione per i troppi impegni tra campionato e coppe, abbiamo permesso al Monza di ribaltare il risultato. Abbiamo commesso errori banali contro un Monza che è forte e al quale non puoi concedere certe cose. Oggi mancavano dei giocatori che ultimamente hanno fatto la differenza: speriamo di recuperarli per l’impegno infrasettimanale”.
 
Palladino è naturalmente soddisfatto: “È stata una partita emozionante. Innanzitutto voglio fare i complimenti alla Fiorentina, che è una grande squadra con un grande allenatore. È una squadra davvero forte e per questo quella di oggi è una vittoria che vale tanto, soprattutto dopo essere andati sotto di 2 gol. Abbiamo fatto troppi errori tecnici come in occasione dei 2 gol subiti. Poi abbiamo messo in campo carattere, personalità, qualità e l’abbiamo ribaltata. In particolare oggi ho visto una squadra matura. Alla fine nello spogliatoio noi dello staff tecnico abbiamo applaudito i ragazzi. Perché non fare più spesso lanci lunghi anziché costruire dal basso? La costruzione dal basso è nella nostra filosofia di gioco, ma se squadre come la Fiorentina ci vengono a pressare in area allora Di Gregorio può eseguire lanci lunghi per le punte. Tra l’altro avevamo visto che la Fiorentina aveva subito già gol in questo modo. Oggi sono anche contento del fatto che sia tornato a segnare un attaccante. La squadra sta bene atleticamente? Vero. Se la squadra corre sempre e ha avuto pochi infortuni è merito dello staff che è bravissimo e lavora tantissimo”.
 
Il Monza tornerà in campo venerdì prossimo: alle ore 20.45 sarà ospite dello Spezia allo Stadio Alberto Picco.
 
 
FOTO AC MONZA
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Il Monza rimonta 2 gol alla Fiorentina e poi vince

MONZA-FIORENTINA 3-2   La prima sfida Monza-Fiorentina di Serie A è finita come nell’unico precedente ufficiale vittorioso per i biancorossi, 3-2, datato 7 giugno 1978: si giocava per la Coppa Italia. In questi 45 anni i viola sono quasi sempre stati in Serie A mentre i biancorossi, che ormai erano presenza stabile in Serie B, sono sprofondati fino alla quarta serie. Con l’avvento di Fininvest alla proprietà del club brianzolo

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Domani il Monza tornerà in campo dopo 52 giorni per riprendere la corsa verso la salvezza nel primo campionato di Serie A della sua storia. La ripartenza non sarà semplice perché ad attenderlo alle ore 18.30 sul terreno dello Stadio Artemio Franchi sarà la Fiorentina allenata da Vincenzo Italiano, che si trova in classifica all’11° posto con 19 punti, quindi 3 posizioni e 3 punti avanti la squadra brianzola. Già il pareggio, risultato finora mai registrato da quando sulla panchina biancorossa c’è Raffaele Palladino, sarebbe grasso che cola 3 giorni prima dell’inedito derby di campionato contro l’Internazionale Milano che andrà in scena all’U-Power Stadium. “Quella di domani sarà una partita difficile, ma ci siamo preparati bene in questo periodo di sosta del campionato. Speriamo di ripartire bene – ha dichiarato Palladino nella sala stampa del Centro Sportivo Monzello intitolata al giornalista Giancarlo Besana scomparso 2 anni fa – Per me sarà un piacere e un onore affrontare Italiano perché è uno dei più bravi allenatori che c’è in Italia. Lui è per me fonte di ispirazione: è coraggioso, fa giocare bene la squadra, dà intensità in tutte le zone del campo. Lo studio da anni: non vedo l'ora di affrontarlo. In quest’ultimo periodo stiamo provando sistemi di gioco diversi, anche con quattro difensori. Forse già domani vedrete qualcosa di diverso. Purtroppo non saranno disponibili Rovella, che ha problemi all’anca dopo il fallo da rigore subito nella gara amichevole col Torino, Donati per affaticamento muscolare e Sensi, che stiamo aspettando a braccia aperte dopo il serio infortunio; devo fare i complimenti allo staff medico che sta facendo un ottimo lavoro, permettendo al giocatore già di lavorare col gruppo: conto di poterlo utilizzare nelle prossime settimane. Anche perché abbiamo un mese di gennaio molto complicato, con molte partite e difficili. A dicembre abbiamo fatto una sorta di richiamo della preparazione estiva. Altre squadre hanno preferito giocare tanto. La Fiorentina, ad esempio, ha preferito disputare tante amichevoli. Noi abbiamo fatto meno amichevoli ma importanti. Per cui domani arriveremo a Firenze preparatissimi e con la giusta mentalità. Non pareggiamo mai? Non so se sia un caso. La nostra mentalità è quella di giocarcela sempre, anche contro squadre sulla carta superiori. Dove giocherà Pessina domani? Lui è un giocatore straordinario, che può giocare ovunque. Pablo Marì? Siamo tutti felicissimi che sia tornato a giocare, ma deve trovare ancora la condizione migliore. Il mercato di riparazione invernale? Si è aperto ma noi non vogliamo stravolgere la squadra. Il gruppo è solido, forte, coeso e ha dato soddisfazioni. Non credo che ci siano giocatori che vogliano andar via da Monza, però dobbiamo sfoltire un po' la rosa. Se mi sarà prolungato il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno? Al mio contratto non ci penso; ora mi interessa solo la salvezza del Monza”.

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Il Monza riparte da Firenze per confermarsi in Serie A

Domani il Monza tornerà in campo dopo 52 giorni per riprendere la corsa verso la salvezza nel primo campionato di Serie A della sua storia. La ripartenza non sarà semplice perché ad attenderlo alle ore 18.30 sul terreno dello Stadio Artemio Franchi sarà la Fiorentina allenata da Vincenzo Italiano, che si trova in classifica all’11° posto con 19 punti, quindi 3 posizioni e 3 punti avanti la squadra brianzola. Già il pareggio, risultato f

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BOLOGNA-MONZA 0-1
 
Un Monza attento e cinico inanella l’ottavo risultato utile consecutivo allo Stadio Renato Dall’Ara, vendicando la sconfitta per 2-1 patita nella gara di andata contro i felsinei e raggiungendoli in classifica. L’ennesimo capolavoro dell’allenatore Raffaele Palladino rende felici i mille tifosi brianzoli giunti in Emilia a sostenere capitan Pessina e compagni per tentare di violare finalmente lo stadio di Bologna, impresa riuscita al sesto tentativo. Prendendo spunto dal titolo del brano vincitore del Festival di Sanremo, “Due vite”, per il Monza è iniziata una seconda vita, quella di una squadra che guarda all’Europa come la vicina Atalanta e non più a barcamenarsi tra Serie A, B e C come le altre “provinciali" della Lombardia.
 
Il tecnico napoletano, che non aveva a disposizione gli infortunati Vignato e Carlos Augusto, oggi ha pure sorpreso con formazione e sistema. Rispetto alla partita pareggiata con la Sampdoria hanno giocato Marlon, Donati, Rovella e Sensi per Caldirola, Carlos Augusto, Mota e Machìn con conseguente cambio di sistema da 3-4-3 a 3-4-1-2. Motta aveva indisponibili lo squalificato Lucumì e gli infortunati Sansone, Bonifazi, Soumaoro e Zirkzee.
 
Il Monza parte un po’ contratto ma il Bologna non crea grossi pericoli. Al 13’ Di Gregorio sventa il pericolo di una palla velenosa colpita da Lykogiannis. Sono invece i biancorossi a passare in vantaggio a sorpresa al 25’ grazie a una stupenda azione personale in area avversaria di Petagna che a tu per tu con Skorupski invece di tirare serve lateralmente Donati, bravo a seguire l’incursione del centravanti e a insaccare da due passi. Subìto il colpo i rossoblù non riescono più a esprimersi con la stessa lucidità e perdono molti palloni sia a centrocampo che in attacco. Al 46’ il Monza getta alle ortiche il raddoppio: Petagna va via in contropiede e, invece di servire alla sua sinistra il liberissimo Caprari, tenta la conclusione personale perdendo il pallone.
 
Il secondo tempo inizia con un Bologna un po’ più intraprendente ma sempre inconcludente. All’8’ Di Gregorio blocca un rasoterra di Orsolini. Palladino procede a togliere Donati e Sensi inserendo Birindelli e Machìn e successivamente sostituisce Petagna con Mota. Al 27’ il solito Orsolini prova il sinistro a giro al volo ma la palla passa alta. Nella girandola di cambi rossoblù entra il “bomber” Arnautovic, appena recuperato da un infortunio, e allora Palladino rafforza la fase difensiva con Caldirola e Ranocchia per Marlon e Pessina. Al 40’ i biancorossi si affacciano in area avversaria con un tap-in di Ranocchia debole che Skorupski arriva in tempo a deviare. Nei minuti di recupero i padroni di casa fanno volare palloni in area monzese ma Di Gregorio e i difensori non si fanno sorprendere. Poi al 7’ e ultimo minuto di recupero si assiste a un “mischione” nell’area piccola biancorossa, chiusa con un gigantesco Di Gregorio che si impossessa della sfera. Finisce così, col Monza che vola sempre più in alto.
 
Motta in sala stampa non ha avuto peli sulla lingua: “Oggi dovevamo fare meglio in rifinitura. Era una partita diversa da quella di Firenze, dove i viola ci venivano a pressare; il Monza invece si è chiuso dietro. Riguardo all’arbitraggio, non capisco come mai non sia stato dato un rigore per noi al 36’ per un fallo di mano di Sensi. Poi nel secondo tempo ho visto delle situazioni che purtroppo si vedono troppo spesso in Italia: giocatori che svengono, si alzano e corrono e lo rifanno in continuazione perché vengono premiati. Il Monza comunque è una buona squadra che sta facendo bene”.
 
Palladino ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche rossoblù ma ha chiuso infiammando i cuori dei tifosi biancorossi: “La scelta di abbassarci un po’, soprattutto nel primo tempo, era stata presa in virtù delle caratteristiche che aveva il Bologna. Avevamo deciso di togliere a loro un po’ di profondità e la cosa ci è riuscita perché non abbiamo rischiato niente. Dovevamo però essere più cattivi nelle ripartenze perché potevamo passare sul 2-0 e ipotecare il risultato. Nel secondo tempo il Bologna è stato più bravo a limitarci, ma noi abbiamo messo in campo cuore e agonismo. Le dichiarazioni di Motta? Tra noi non ci sono problemi, mentre le due panchine sono state un po’ vivaci. Comunque io non ho visto gente che sveniva. E quando qualcuno rimaneva a terra l’arbitro recuperava. Sensi? Ha disputato una grande partita considerando la lunga assenza per infortunio, Donati? Innanzitutto è un grande uomo. Oggi l’ho messo dentro subito perché sapevo che ci poteva dare una mano. Se bisogna cambiare obiettivo? Effettivamente non ci possiamo più nascondere. Questa vittoria vale mezza salvezza. Ora dobbiamo alzare l’asticella perché ci possiamo permettere di guardare in là. Intanto anche oggi ho ricevuto in regalo un’altra cravatta gialla e Galliani mi ha detto che me ne regalerà una a ogni vittoria. Scherzi a parte, oggi sono contentissimo per tutto. Anche chi è entrato dopo è stato molto molto bravo”.
 
Ora il Monza avrà il “derby del cuore” per la sua dirigenza: sabato prossimo alle ore 18 all’U-Power Stadium arriverà il Milan.
 
 
FOTO AC MONZA
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Il Monza sbanca anche Bologna e sogna l'Europa

BOLOGNA-MONZA 0-1   Un Monza attento e cinico inanella l’ottavo risultato utile consecutivo allo Stadio Renato Dall’Ara, vendicando la sconfitta per 2-1 patita nella gara di andata contro i felsinei e raggiungendoli in classifica. L’ennesimo capolavoro dell’allenatore Raffaele Palladino rende felici i mille tifosi brianzoli giunti in Emilia a sostenere capitan Pessina e compagni per tentare di violare finalmente lo stadio

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COMO-MONZA 2-0
 
Dopo 4 vittorie consecutive il Monza cade nel derby col Como e lo fa malamente, mostrando quelle gravi lacune in attacco che spesso in stagione sono state coperte dai centrocampisti offensivi. L’allenatore Giovanni Stroppa in sala stampa ha puntato giustamente il dito contro le sue punte, ma anche lui ha le sue colpe se non riesce a farle rendere come da loro potenziale. Oggi si è rivisto in campo Mota, però pure il portoghese ha sbagliato partita come ormai fanno regolarmente tutti gli attaccanti della rosa biancorossa. E, aggiungiamo, come già facevano gli stessi la scorsa stagione agli ordini di Cristian Brocchi. C’è un sistema di gioco simile, fatto di una miriade di passaggi e passaggini, che evidentemente non permette a chi ha il gol nel sangue di esprimersi al meglio, trovando magari la retroguardia avversaria fuori tempo o mal disposta. Perché a difesa schierata il Monza non sa pungere: ormai è una dato di fatto. L’exploit di Mota dello scorso autunno è un lontano ricordo, Mancuso è un fantasma spaesato, Gytkjaer non vede la porta, Ramirez è fuori forma e Favilli è sempre rotto. In questa situazione il sogno della prima storica ascesa in Serie A rischia di svanire presto e se mercoledì prossimo (calcio d’inizio alle ore 19) i biancorossi non supereranno il temibile Ascoli all’U-Power Stadium la promozione diretta diverrà una chimera.
 
Contro i lariani Stroppa non ha potuto disporre degli squalificati Molina e Pedro Pereira e degli infortunati Marrone, Bettella, Vignato e Mazzitelli. Rispetto all’ultima partita hanno giocato Barberis, Valoti, D’Alessandro e Mancuso rispettivamente per Mazzitelli, Machin, Molina e Gytkjaer. Al tecnico di casa Giacomo Gattuso mancavano invece Chajia, Varnier, Scaglia, Gatto e Bertoncini.
 
Il match, giocato davanti a 5mila spettatori (tutto esaurito per l'attuale agibilità dello stadio Sinigaglia) è vibrante ma le occasioni che fioccano non sono di quelle clamorose. Al 10’ un colpo di testa del monzese Sampirisi passa alto. Il Como risponde al 23’ con un rasoterra debole di Ciciretti bloccato facilmente da Di Gregorio. 1’ più tardi D’Alessandro crossa dalla sinistra e il portiere locale Facchin smanaccia sulla sagoma di Mota che non riesce a concludere. Il Monza ci prova ancora al 27’ con un destro di Donati che finisce in curva, al 28’ con un debole rasoterra di Ciurria parato, al 31’ con un sinistro al volo di Valoti che termina a lato e al 44’ con un sinistro di Ciurria alto sulla traversa.
 
L’avvio di ripresa vede un Como più intraprendente e sicuro. Al 4’ un sinistro di Ciciretti dal limite vola alto. Al 9’ a Ciurria non riesce il gol in acrobazia e 1’ dopo il Como passa in vantaggio: sul cross dalla sinistra di Iannou arriva imperiosamente di testa Cerri che insacca alle spalle di Di Gregorio il suo nono centro stagionale. La reazione del Monza è debole: al 14’ un destro dalla distanza di Valoti e al 18’ un colpo di testa di Sampirisi finiscono a lato. Stroppa inserisce Machin, Colpani e Gytkjaer al posto di Paletta, Mota e Mancuso, arretrando Donati in difesa, dove Sampirisi viene spostato in mezzo, allargando a destra a centrocampo Ciurria e avanzando Valoti come seconda punta. Ma le cose con cambiano: il maggior possesso di palla rispetto ai comaschi non produce occasioni limpide. Al 23’ un destro di Machin sfila a lato e al 29’ un tiro-cross di Donati passa alto di poco. Al 31’ il Como spreca con Cerri un contropiede 2 contro 1, ma al 36’ un altro contropiede viene finalizzato da La Gumina, all’ottavo centro stagionale. 3’ dopo entrano tra i biancorossi Caldirola e Pirola per Sampirisi e D’Alessandro, con Carlos Augusto che viene avanzato a centrocampo. Ma non succede niente: in area di rigore avversaria il Monza è inesistente.
 
In sala stampa Stroppa ha trattenuto a fatica l’irritazione nei confronti dei suoi attaccanti: “Fino al primo gol eravamo in pieno dominio del gioco, non avevamo concesso niente. Poi abbiamo perso un po’ di ordine ed è arrivato anche il secondo gol. Una squadra che tira così tanto e non centra la porta è palesemente vulnerabile. Abbiamo perso un’occasione importante: dobbiamo assolutamente migliorare la fase conclusiva dell’azione. Purtroppo in infermeria si sono aggiunti Paletta che ha accusato un problema al polpaccio e Sampirisi che ha preso un pestone e non riusciva più a correre”.
 
Gattuso si è mostrato raggiante: “Il Como ha fatto una grande prestazione, soprattutto nel secondo tempo. Oggi ci voleva tanta carica agonistica e tanta organizzazione: il Monza per me è la squadra più forte della Serie B, ma noi abbiamo fatto la partita perfetta. Nel primo tempo il Monza ha fatto meglio di noi, ma nel secondo li abbiamo limitati tanto”.
 
 
FOTO BUZZI
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Il Monza scivola a Como

COMO-MONZA 2-0   Dopo 4 vittorie consecutive il Monza cade nel derby col Como e lo fa malamente, mostrando quelle gravi lacune in attacco che spesso in stagione sono state coperte dai centrocampisti offensivi. L’allenatore Giovanni Stroppa in sala stampa ha puntato giustamente il dito contro le sue punte, ma anche lui ha le sue colpe se non riesce a farle rendere come da loro potenziale. Oggi si è rivisto in campo Mota, però pure

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MONZA-ROMA 1-1
 
Un’altra grande prestazione del Monza ha fruttato il quinto risultato utile consecutivo, che mantiene intatte le aspirazioni del club biancorosso a centrare l’obiettivo europeo già al primo anno di Serie A (anche se ci sarebbe pure bisogno dell’aiuto esterno, in particolare della conquista della Coppa Italia da parte dell’Inter e della squalifica della Juventus dalle competizioni per le manipolazioni sui bilanci). La squadra biancorossa ha cercato di approfittare della disastrata situazione presente nello spogliatoio gestito da Josè Mourinho, con tanti, troppi giocatori infortunati, acciaccati e stanchi. L’impresa è riuscita a metà perché, come altre volte, non si è stati abbastanza cinici sotto porta. Niente di male perché dopo la salvezza ottenuta con ben 6 giornate di anticipo sulla fine del campionato tutto ciò che viene è grasso che cola. A tal proposito si segnala uno striscione apparso a inizio partita nella Curva Davide Pieri dell’U-Power Stadium (oggi nell’impianto erano presenti 12388 spettatori di cui circa 2500 di fede giallorossa): c’era scritto “Silvio e Adriano: ogni vetta è storia a sé ma ogni vostra impresa fa la storia”. “Patron” Berlusconi, ancora ricoverato all’Ospedale San Raffaele di Milano, e “ad” Galliani avranno gradito.
 
Per questa partita l’allenatore del team biancorosso Raffaele Palladino, che ha dovuto fare a meno del solo Petagna affaticato, ha confermato l’“undici” vittorioso sia con la Fiorentina che con lo Spezia smentendo sé stesso, dato che aveva annunciato un parziale “turnover”. Mourinho, invece, non ha potuto disporre dello squalificato Matic e dell’infortunato Kumbulla, ma diversi altri elementi sono stati portati in panchina però di fatto erano inutilizzabili.
 
La cronaca: dopo neanche 1’ il biancorosso Mota va via in contropiede ed entrato in area scaraventa un sinistro che Rui Patricio respinge in corner. Il Monza domina il gioco e al 5’ su corner di Colpani arriva prima di tutti Carlos Augusto ma il brasiliano calcia a lato. La Roma si fa viva al 14’ con un calcio di punizione di Pellegrini: la sua velenosa palla filtrante rasoterra viene respinta da Di Gregorio. Al 22’ un destro di Ibanez è controllato dal portiere biancorosso. 2’ dopo, però, la Roma passa in vantaggio per un errore in disimpegno di Di Gregorio: El Shaarawy ha la possibilità di tirare quasi a colpo sicuro, Pablo Marì respinge sulla linea di porta ma il fantasista giallorosso riprende la sferra e insacca. La prima risposta del Monza arriva al 31’ con un gran destro di Mota che passa a lato di poco. Al 36’ Di Gregorio respinge a pugni uniti un colpo di testa di Mancini. 3’ dopo il Monza pareggia: Rovella calcia lunghissimo una punizione e Caldirola, appostato per ultimo in area, di piatto manda la palla sotto la traversa. Il finale di tempo resta interessante, con le squadre che si fronteggiano alla pari.
 
A inizio ripresa c’è in campo Birindelli al posto di Colpani e Ciurra avanzato sulla tre quarti. Al 2’ si ammira una bella azione del Monza conclusa da Carlos Augusto con il suo solito gran sinistro rasoterra: Rui Patricio devia il pallone quel tanto che basta per non farlo entrare in porta. Al 13’ un calcio di punizione di Pellegrini sfila sopra la traversa. Al 20’ Palladino sostituisce Rovella e Caprari rispettivamente con Machin e Valoti. Le due squadre sembrano via via che passa il tempo accontentarsi del pareggio. Al 41’ entrano anche Marlon e Gytkjaer rispettivamente per l’acciaccato Caldirola e lo spossato Mota. Nel recupero salgono sugli scudi i due portieri: prima Di Gregorio in tuffo salva la sua porta su un colpo di testa di Ibanez e poi, subito dopo l’espulsione di Celik (due ammonizioni in 5’), è Rui Patricio a intervenire in uscita sul tocco di Carlos Augusto.
 
In sala stampa si è presentato un Mourinho scatenato, in particolare contro l’arbitro Chiffi di Padova e la sua società: “Il risultato di parità è giusto. Di certo il Monza non meritava di vincere perché all’80’ ha pensato a portare a casa il pareggio, mentre noi no. Il Monza è una buona squadra, fresca, motivata, che ha giocato una trentina di partite. Noi invece siamo in grande difficoltà a causa nostra perché Inter e Milan hanno due rose, la Lazio è stata già eliminata dalle coppe e l’Atalanta come il Monza non le gioca. Abbiamo infortuni, abbiamo stanchezza, quindi andiamo in difficoltà. Sto chiedendo ai ragazzi di andare fino al loro limite. Riguardo all’arbitro, non ha fatto gravi errori ma è stato il peggior arbitro che io abbia trovato in vita mia: è tecnicamente scarso ed è uno zero come empatia, comunicazione, sensibilità. Ha dato due cartellini gialli a un ragazzo che è solo scivolato. La nostra società, a differenza di altre, non ha la forza e forse la voglia di dire che un certo arbitro non lo si vuole. Oggi ho registrato di nascosto tutta la partita da quando sono uscito dallo spogliatoio fino a quando ci sono tornato: l'ho fatto per proteggermi”.
 
Palladino la pensa in modo completamente opposto: “Secondo me l’arbitro di oggi è stato uno dei migliori arbitri: non ha sbagliato nulla. Io non mi sono arrabbiato con lui ma col quarto uomo perché non ho mai visto una panchina avversaria protestare in maniera così scandalosa. Adesso sarò squalificato e mi dispiace non abbracciare domenica prossima il mio amico Juric del Torino. Oggi abbiamo fatto un’ottima prestazione, di spessore, di livello, con carattere, di grande sostanza. La Roma ci ha fatto giocare male, perché gioca sporco, spezzetta il gioco, gioca sugli errori degli altri e sui calci piazzati. Noi siamo partiti bene, poi loro hanno preso le contromisure. Nel secondo tempo c’è sempre stato equilibrio. Per me il pareggio è giusto. L’errore di Di Gregorio? Lui è un fenomeno, è un grande portiere. Se sbaglia come oggi a me va benissimo. La prestazione di Caldirola? Aldilà dei gol merita queste soddisfazioni perché è stato sottovalutato. Tempo fa gli avevo detto di essere più coraggioso e lo sta facendo con ottimi risultati”.
 
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Il Monza sfiora la vittoria anche contro la Roma

MONZA-ROMA 1-1   Un’altra grande prestazione del Monza ha fruttato il quinto risultato utile consecutivo, che mantiene intatte le aspirazioni del club biancorosso a centrare l’obiettivo europeo già al primo anno di Serie A (anche se ci sarebbe pure bisogno dell’aiuto esterno, in particolare della conquista della Coppa Italia da parte dell’Inter e della squalifica della Juventus dalle competizioni per le manipolazioni sui b

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JUVENTUS-MONZA 2-1
 
Un bel Monza B perde di misura contro la Juventus B e viene eliminato dalla Coppa Italia agli ottavi di finale. I 25529 spettatori, di cui circa 400 di fede biancorossa, che hanno assistito alla partita nel gelo dell’Allianz Stadium si sono certamente divertiti grazie al gioco a viso aperto mostrato dalle due contendenti, che non hanno fatto calcoli a differenza dei due allenatori (tra l’altro lo juventino Massimiliano Allegri era anche oggi in tribuna per squalifica come già all’U-Power Stadium). I due tecnici hanno infatti schierato le riserve preoccupati per le prossime sfide di campionato, che vedranno nel weekend i bianconeri impegnati a Torino contro l’Atalanta e il Monza in casa contro il Sassuolo (domenica alle ore 15). Per quanto riguarda la compagine brianzola, le riserve hanno disputato una partita certamente sopra le righe, fatta eccezione per il bulgaro Antov, ancora una volta negativo.
 
Dunque Palladino ha attuato un massiccio turnover, schierando all’inizio solo due titolari: Pablo Marì e Pessina. Birindelli era squalificato, Donati, Caprari e Mota infortunati e Di Gregorio è stato addirittura lasciato a casa a riposare, così come lo juventino Rabiot. Allegri aveva indisponibili Bonucci, Cuadrado, Vlahovic e Pogba.
 
L’avvio della Juventus mette in grave difficoltà la retroguardia del Monza schierata a 4 anziché a 3. Al 6’ Iling-Junior brucia Antov sulla fascia sinistra, entra in area e mette in mezzo: il pallone arriva sui piedi di Fagioli che calcia di destro mandando fuori di poco. 3’ dopo i padroni di casa passano in vantaggio con un colpo di testa di Kean, solo in mezzo all’area, su cross dalla destra di McKennie. I biancorossi però non si scompongono e tessono le loro tele cercando di arrivare in area avversaria col pallone tra i piedi e non con lanci lunghi. Al 25’ vengono premiati: sul corner battuto perfettamente da Colpani è Valoti a svettare di testa e a battere Perin. La reazione dei bianconeri è solo in due conclusioni da fuori area, una di Iling-Junior che termina a lato di poco e una di Soulè che costringe Cragno alla deviazione in tuffo.
 
Il secondo tempo fa subito scintille. Al 2’ un sinistro di Ranocchia viene parato in due tempi da Perin. Al 4’ Cragno salva in uscita disperata salva su Kean. Palladino toglie Carboni e Pessina e inserisce Carlos Augusto e Rovella. 10‘ più tardi sostituisce anche D’Alessandro e Valoti con Izzo e Vignato. Al 26‘ un sinistro di Colpani dai 30 metri passa alto di poco. 2‘ dopo lo stesso Colpani spreca un contropiede calciando debolmente tra le braccia di Perin. Anche la Juventus effettua 4 cambi e dopo un gol non convalidato a Kean per fuorigioco arriva alla rete del 2-1 grazie a Chiesa che dopo essersi liberato agevolmente di Antov batte Cragno con un perfetto destro a giro. Palladino sostituisce il pessimo bulgaro con Sensi, ma è la squadra di casa a mangiarsi il gol del 3-1 con Milik che a tu per tu con Cragno gli passa praticamente la palla.
 
In sala stampa Palladino si è mostrato estremamente soddisfatto: “Oggi non hanno giocato le riserve perché al Monza non esistono titolari e riserve. Devo fare i
complimenti a tutti i ragazzi perché hanno dato tutto, mettendo grinta, cuore, coraggio, personalità. È stata una partita che mi ha dato grandissime indicazioni, soprattutto dai giocatori che finora hanno fatto poche presenze. Oggi abbiamo pure recuperato Sensi e Rovella dagli infortuni. Insomma, dobbiamo essere felicissimi per la grande prestazione. Il rammarico c’è sempre quando si perde, ma oggi va bene così perché abbiamo fatto una grande partita. La Juventus voleva la qualificazione e ci ha battuti perché a noi è mancata la giocata individuale negli ultimi metri. Mi piace la difesa a quattro e in futuro la riutilizzeremo ancora. Il mercato? Siamo a posto cosi ma se all’ultimo giorno arriva la bomba di mercato è ancora meglio”.
 
L’allenatore in seconda della Juventus, Marco Landucci, ha dato merito al Monza: “Noi siamo ripartiti bene dopo la sconfitta di Napoli. Abbiamo preso un gol che potevamo evitare, ma è stata una partita difficile contro una squadra che negli ultimi tempi ha fatto ottimi risultati”.
 
 
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Il Monza si arrende alla magia di Chiesa

JUVENTUS-MONZA 2-1   Un bel Monza B perde di misura contro la Juventus B e viene eliminato dalla Coppa Italia agli ottavi di finale. I 25529 spettatori, di cui circa 400 di fede biancorossa, che hanno assistito alla partita nel gelo dell’Allianz Stadium si sono certamente divertiti grazie al gioco a viso aperto mostrato dalle due contendenti, che non hanno fatto calcoli a differenza dei due allenatori (tra l’altro lo juventino Ma

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MONZA-UDINESE 1-1
 
È un mezzo passo falso quello del Monza di oggi all’U-Power Stadium: contro l’Udinese terzultima in classifica è arrivato solo un pareggio e la sensazione diffusa è che si sia trattata di un’occasione persa per mettere fieno in cascina in previsione dei 5 difficilissimi match che attendono la compagine brianzola alla fine dell’anno solare. La squadra guidata da Raffaele Palladino, che è la più italiana della Serie A, ha affrontato la più straniera del campionato, che aveva sostituito in settimana l’allenatore Andrea Sottil col suo predecessore Gabriele Cioffi, sfoderando il fioretto invece della spada, cercando con troppa insistenza di infilarsi tra le maglie della difesa ospite con azioni manovrate anche quando con un pallone ben lanciato sulle fasce si sarebbe fatto più male agli avversari, come avvenuto in occasione del gol. A volte andrebbe perseguita la concretezza a scapito del bel gioco, ma con Palladino è difficile sperare in soluzioni diverse dalla sua solita, e solitamente proficua, filosofia di gioco.
 
Davanti ai 10311 spettatori dell’U-Power Stadium, di cui circa 800 di fede bianconera, Palladino, che non ha potuto disporre degli squalificati Gomez e D’Ambrosio e degli infortunati Caprari e Izzo, ha proposto, rispetto al match perso contro la Roma, Andrea Carboni in difesa a sinistra al posto di Caldirola che a sua volta ha giocato a destra al posto appunto di D’Ambrosio, Ciurria a centrocampo a destra per Birindelli e Vignato in attacco a sinistra al posto di Machìn. L’Udinese era priva degli infortunati Ehizibue, Brenner, Deulofeu, Ebosse e Kristensen.
 
Dopo un’iniziale fase di studio la partita si accende al 13’ quando Vignato aggancia un lancio dalle retrovie e dopo una serie di finte calcia di destro ma troppo centralmente per impensierire Silvestri. Purtroppo il Monza continua a giocare in modo troppo compassato, non approfittando delle evidenti difficoltà tecniche e tattiche della compagine friulana. In questo modo gli attaccanti biancorossi faticano a trovare spazi in una difesa bianconera quasi sempre schierata. Al 23’ ci prova l’Udinese a passare in vantaggio: un calcio di punizione di Samardzic per la testa di Bijol viene mandato di poco sopra la traversa. Ci riesce allora la formazione brianzola 4’ dopo: Andrea Carboni lancia sulla fascia sinistra Kyriakopoulos che va sul fondo e crossa per Colpani: il trequartista in odore di Nazionale non manca il bersaglio colpendo di piatto al volo. Il Monza non tiene alto il ritmo, non velocizza le azioni e così pur tenendo il pallino del gioco non arriva a creare pericoli. Al 43’ una conclusione debole di Ciurria è bloccata agevolmente da Silvestri.
 
Il secondo tempo si apre con un’Udinese più convinta e al 6’ Di Gregorio salva su Zemura. Al 12’ Success s’invola in contropiede ma al momento di concludere perde la palla. Palladino prova a correre ai ripari inserendo Mota e Bondo per Vignato e Pablo Marì, arretrando a sorpresa Gagliardini in mezzo alla difesa. Le tre mosse non bastano a evitare la rete del pareggio, segnata al 22’ da Lucca in mischia. Al 34’ entrano pure Maric e Birindelli per Colombo e Colpani, col conseguente avanzamento di Ciurria sulla tre quarti. Proprio il “fante” al 38’ costringe Silvestri a un salvataggio in tuffo con un bel tiro a giro. Nonostante l’ingresso di Valentin Carboni proprio per Ciurria il Monza non riesce praticamente più a tirare in porta. Finisce 1-1 e il pubblico brianzolo se ne va via sconsolato vedendo rimandato un ritorno al successo casalingo contro i friulani, che non si registra dalla Serie B 1978-1979.
 
In sala stampa Cioffi si è dichiarato “soddisfatto perché ho visto quello che piace a me. Nel secondo tempo forse meritavamo anche qualcosa di più del pareggio. L’atteggiamento è stato quello della squadra che prima non ha voluto perdere e poi ha provato a vincere”.
 
Anche Palladino, bontà sua, si è dichiarato soddisfatto: “Quello di oggi è un buon punto perché muoviamo la classifica e perché è il frutto di una buona prestazione contro una squadra molto fisica. C’è rammarico per aver preso gol su rimessa laterale. Però poi ci abbiamo provato fino alla fine a vincere, quindi non ho da rimproverare mancanza di impegno alla squadra. Kyriakopoulos sta crescendo, ma gli manca qualche gol. Colpani sta facendo benissimo, ma deve continuare a crescere. Ciurria ha disputato la miglior partita della stagione e l’ho visto molto motivato: sono convinto che il suo campionato sia iniziato oggi. Come si sono comportati i subentrati? Bondo è entrato molto bene, Birindelli ha fatto il suo, Valentin Carboni ha giocato alla grande, Maric si è impegnato, mentre Mota invece deve fare di più. Perché ho arretrato Gagliardini in mezzo alla difesa anziché inserire un difensore centrale dalla panchina? Cittadini e Bettella non erano al 100% e Donati è troppo basso di statura per confrontarsi con Lucca”.
 
Il Monza tornerà in campo domenica prossima alle ore 12.30 allo Stadio Marcantonio Bentegodi contro l’Hellas Verona che non ha mai vinto nelle ultime 8 giornate.
 
 
FOTO AC MONZA
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Il Monza si fa raggiungere dall'Udinese

MONZA-UDINESE 1-1   È un mezzo passo falso quello del Monza di oggi all’U-Power Stadium: contro l’Udinese terzultima in classifica è arrivato solo un pareggio e la sensazione diffusa è che si sia trattata di un’occasione persa per mettere fieno in cascina in previsione dei 5 difficilissimi match che attendono la compagine brianzola alla fine dell’anno solare. La squadra guidata da Raffaele Palladino, che è la più italian

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MONZA-REGGIANA 2-0
 
Anche stavolta il Monza risponde a una sconfitta con una vittoria. Dopo il k.o. di Reggio Calabria di sabato scorso i biancorossi hanno reagito piegando nel turno infrasettimanale la Reggiana col più classico dei punteggi. Per la squadra emiliana si è trattata della quarta batosta consecutiva, filotto che non lascia dormire sonni tranquilli all’allenatore Massimiliano Alvini.
 
Il gruppo guidato da Cristian Brocchi ha invece difeso il secondo posto che varrebbe la promozione in Serie A con una prestazione anomala nel gioco e negli interpreti. Il tecnico milanese ha rivoluzionato l’“undici” titolare schierando una formazione sbarazzina, con una quota di corridori decisamente superiore alla solita a scapito della quota tecnica. Oltre a maggior velocità nel gioco si sono visti più lanci dalle retrovie: insomma, tanta “palla lunga e pedalare” a sconfessare il credo “brocchiano” a vantaggio dell’agonismo, della tigna e della concretezza.
 
Senza lo squalificato Bellusci e gli infortunati Barberis, Balotelli e Gytkjaer, la “rivoluzione di primavera” ha interessato, o per “turnover” o per scelta tecnica, anche Di Gregorio, Paletta, Sampirisi, Barillà e Boateng. In porta è tornato Lamanna, in difesa Carlos Augusto a sinistra e in mezzo Pirola e addirittura Scaglia, a centrocampo Armellino e in attacco Diaw e Mota con alle spalle D’Errico trequartista. Ecco, un’altra novità è stato il recupero del sistema 4-3-1-2, accantonato proprio dopo la sconfitta contro la Reggiana della gara di andata. Sarà stata un’eccezione o un “ritorno alle origini”? I maligni dicono un’imposizione arrivata dall’alto, forse da quel “patron” Silvio Berlusconi che in giornata ha reso visita alla squadra per caricarla a dovere. Chi invece non era presente allo U-Power Stadium né prima né durante l’incontro era l’amministratore delegato Adriano Galliani, nei giorni scorsi ricoverato in ospedale per “coronavirus”: le sue condizioni sono in lento miglioramento.
 
Tra una folata di vento gelido e l’altro il Monza parte a spron battuto e Mota si scalda subito con tre colpi di testa, che finiscono il primo a lato di un soffio e il secondo e il terzo alto. Al 12’, però, a conclusione di una carambola in area granata, Carlos Augusto è svelto ad arrivare per primo sulla palla e a infilare Venturi. Acquisito il vantaggio i biancorossi rallentano la manovra e la partita perde di vivacità. Al 28’ un destro dalla distanza di Armellino lambisce il palo. Al 37’ un colpo di testa di Diaw termina alto. La Reggiana? Non pervenuta dalle parti di Lamanna.
 
Nella ripresa Carlos Augusto si fa male alla testa in uno scontro di gioco e viene sostituito dal redivivo Anastasio, rientrato a gennaio dal prestito al Rijeka. Il Monza imbriglia gli emiliani e da metà tempo in poi li domina, pervenendo al raddoppio. Il taccuino registra quasi solo occasioni biancorosse: al 24’ Diaw s’invola in contropiede e serve Mota che mette in mezzo dove Frattesi e D’Errico non si intendono gettando alle ortiche la ghiotta occasione; al 32’ e al 35’ la Reggiana risponde prima con una rovesciata di Ardemagni abbondantemente fuori e poi con un rasoterra di Cambiaghi a lato. Brocchi inserisce Sampirisi, Colpani e Maric rispettivamente per Donati, Scozzarella e Mota. La mossa porta al gol del 2-0 in breve tempo: al 39’ un altro contropiede consegna a D’Errico una palla che il capitano offre a Colpani, bravo a fintare e a scagliare la sfera nel “sette” alla destra di Venturi. Proprio D’Errico lascia il posto in campo a Ricci che al 47’ si fa respingere da Venturi una conclusione a seguito di un delizioso assist di Maric. Insomma, a salvare Brocchi dal rischio di esonero sono stati i giocatori “dimenticati” da un po’, quelli che nelle ultime settimane avevano i “musi lunghi” per lo scarso “turnover” operato dal tecnico. Chissà che scelte farà prossimamente, a cominciare da sabato prossimo, quando a Monza arriverà il forte Venezia. Il fischio d’inizio sarà alle ore 16.
 
In sala stampa Brocchi è tornato sulla sconfitta di Reggio Calabria, affermando che “questo è un campionato difficile, dove capita di sbagliare partite. Oggi è stato dato un segnale che la squadra c’è e anche l’impegno c’è sempre stato. La riscoperta dei giocatori della promozione in Serie B? Chi si impegna viene premiato. Scaglia ha sempre fornito ottime prestazioni quando chiamato in causa. Sono poi contento per D’Errico perché per lui sono come un padre. Il ritorno al 4-3-1-2? Non è per sempre. Quello che è certo è che giocheremo sempre con 4 difensori e 3 centrocampisti. Poi dipenderà dalla partita se ci saranno 3 attaccanti o 2 attaccanti e 1 trequartista o anche 1 attaccante e 2 trequartisti”. L’ultimo pensiero è per l’a.d.: “Io, lo staff e i giocatori dedichiamo questa vittoria a Galliani. Sentiamo la sua mancanza”.
 
 
FOTO BUZZI
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Il Monza si riscatta con la Reggiana e difende il secondo posto

MONZA-REGGIANA 2-0   Anche stavolta il Monza risponde a una sconfitta con una vittoria. Dopo il k.o. di Reggio Calabria di sabato scorso i biancorossi hanno reagito piegando nel turno infrasettimanale la Reggiana col più classico dei punteggi. Per la squadra emiliana si è trattata della quarta batosta consecutiva, filotto che non lascia dormire sonni tranquilli all’allenatore Massimiliano Alvini.   Il gruppo guidato da Cristia

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TORINO-MONZA 1-1
 
Dopo la Roma anche il Torino è costretto al pareggio dal Monza, ma stavolta per la squadra biancorossa non sono 2 punti persi ma 1 guadagnato. La formazione brianzola ha infatti disputato una prova opaca, piena di tanti errori tecnici, soprattutto riguardo a passaggi e lanci e in particolare nel primo tempo. Aldilà dei contestati episodi da parte granata (gol non convalidato e rigore non assegnato) la compagine allenata da Raffaele Palladino non meritava il punticino, anche se è meritevole il fatto che nel finale ci ha creduto, approfittando del fatto che il tecnico locale Ivan Juric ha effettuato cinque cambi discutibili.
 
All’esordio allo Stadio Olimpico Grande Torino (c’erano 25mila spettatori), città dove il Monza non ha mai vinto in 12 partite ufficiali contro i granata, e nella settimana del 74° anniversario della tragedia di Superga, la squadra biancorossa ha comunque allungato a 6 gare la striscia positiva e può continuare a sperare nell’8° posto che potrebbe regalare la qualificazione alla Conference League.
 
Per questa partita Palladino (in tribuna per squalifica e rimpiazzato in panchina non da Stefano Citterio, assente per motivi familiari, ma dal collaboratore tecnico Federico Peluso), oltre a dover fare a meno del solo Colpani per un problema muscolare, sostituito in campo da Birindelli ma nel ruolo da Ciurria, ha optato per un leggero “turnover”: dentro Machin e Valoti rispettivamente per Rovella e Caprari. Juric, invece, non ha potuto disporre dello squalificato Singo e degli infortunati Aina, Radonjić, Vieira, Zima e Schuurs.
 
Pronti, via e il Torino carica. Al 5’ al termine di una concitata azione il biancorosso Pablo Marì si infortuna e viene sostituito da Marlon. Al 9’ Di Gregorio deve intervenire su una pericolosa palla filtrante del granata Vojvoda. Il copione del match non cambia: il Toro fa il gioco e il Monza si limita a tamponare sprecando quasi tutte le ripartenze con passaggi o lanci sbagliati. Al 21’ Di Gregorio respinge una conclusione di sinistro di Miranchuk. Al 25’ e al 28’ si mette in evidenza Ciurria con due belle intraprese personali: nella prima, la migliore, calcia però debolmente tra le braccia di Milinkovic Savic, mentre nella seconda lo costringe a una difficile parata. Al 36’ Miranchuk segna riprendendo una respinta di Di Gregorio su tiro di Vlasic, ma il gol viene annullato per un precedente fallo di mano. Al 42’ Di Gregorio respinge pure sul palo una conclusione dal limite di Vojvoda. Anche i 5’ di recupero sono nel segno del Toro: un colpo di testa di Buongiorno passa alto e un’azione pericolosa granata è bloccata da Di Gregorio che subisce anche fallo.
 
Il secondo tempo inizia con Rovella in campo al posto dell’opaco Machìn. Dopo soli 30” il Torino passa in vantaggio grazie a Sanabria che s’invola verso la porta e, dopo una serie di finte a mettere a terra la retroguardia ospite, fulmina Di Gregorio con un preciso diagonale. Al 12’ la panchina del Monza mette in gioco altre forze fresche inserendo Caprari e Petagna per Birindelli e Valoti, col conseguente arretramento di Mota sulla tre quarti e Ciurria a centrocampo. Al 20’ il Monza spreca una ghiotta opportunità in contropiede: Rovella si fa tutto il campo e poi scarica la sfera a sinistra per Carlos Augusto che però tira addosso al portiere. Al 28’ il granata Ricardo Rodriguez prova il sinistro dal limite, ma Di Gregorio si distende e devia in corner. 2’ dopo ancora un’occasione per Carlos Augusto che sparacchia a lato. Al 33’ entra anche Sensi per Caldirola e i biancorossi passano alla difesa a quattro. La mossa fa bene alla compagine brianzola perché al 34’ Milinkovic Savic respinge una conclusione di Pessina, al 40’ un sinistro a giro di Ciurria esce fuori d’un soffio e 1’ dopo Caprari imita Ciurria ma gonfiando la rete e poi correndo sotto la curva occupata dai circa 700 supporters biancorossi. Dopo il pareggio il Toro reclama un rigore, ma la decisione dell’arbitro di negarlo viene confermata dal Var.
 
Per Peluso c’è stato l’esordio in conferenza stampa: “Non è stata una partita facile perché i granata sono venuti fortissimi sui nostri riferimenti cercando di non farli giocare. Però abbiamo disputato un’ottima gara e soprattutto è stata ottima la reazione dopo un primo tempo di difficoltà. Oggi abbiamo giocato con sostanza e bisognava fare così. Il rigore che hanno reclamato? Dal campo non ho visto bene e non sono riuscito a rivedere gli episodi. Ora bisogna godersi il momento e cercare di non farsi scappare la possibilità dell’ottavo posto”.
Juric era arrabbiato per il rigore non dato alla fine: “C’è poco da commentare. Sono scioccato. Ci sembrava chiaro il rigore e dunque anche l’espulsione. Quella nostra è stata una prestazione eccezionale: abbiamo dominato il Monza che ha messo in difficoltà tante grandi squadre. Per portare a casa i 3 punti bisognava avere però più furbizia. Se rifarei i cinque cambi alla fine? Li ho fatti perché abbiamo giocato anche in settimana. Penso che li rifarei”.
 
Il Monza tornerà in campo domenica prossima alle ore 15 all’U-Power Stadium contro il Napoli già campione d’Italia. Ci sarà il tutto esaurito col record d’incasso storico.
 
 
FOTO AC MONZA 
 
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Il Monza strappa un pareggio in casa del Toro

TORINO-MONZA 1-1   Dopo la Roma anche il Torino è costretto al pareggio dal Monza, ma stavolta per la squadra biancorossa non sono 2 punti persi ma 1 guadagnato. La formazione brianzola ha infatti disputato una prova opaca, piena di tanti errori tecnici, soprattutto riguardo a passaggi e lanci e in particolare nel primo tempo. Aldilà dei contestati episodi da parte granata (gol non convalidato e rigore non assegnato) la c

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BOLOGNA-MONZA 0-0
 
Il Monza interrompe il digiuno: dopo 2 sconfitte nelle ultime 2 partite la compagine biancorossa allenata da Raffaele Palladino porta via un pareggio a occhiali in casa del Bologna lanciato alla conquista di una storica qualificazione alla Champions League. Conquistare il pareggio non è stato affatto facile e la formazione brianzola ha dovuto sudare 7 camicie nella città delle 7 chiese per resistere agli assalti dei felsinei, desiderosi di far felici ancora una volta i propri tifosi in questa per loro fantastica stagione. I brianzoli, che sono ripassati al sistema 4-2-3-1, hanno fatto fatica a costruire dal basso le loro azioni e in generale a tenere palla, costruendo poche occasioni e limitandosi perlopiù a fare le barricate. Fortunatamente la fase difensiva si è comportata ottimamente e questo è un buon segnale in vista delle ultime 6 giornate di campionato.
 
.Per la sfida contro gli emiliani Palladino, che non ha potuto disporre degli squalificati Gomez e Caldirola e degli infortunati Caprari, Bettella, Machìn e Mota, ha proposto, rispetto al match perso col Napoli, in difesa Andrea Carboni per Caldirola, a centrocampo Akpa-Akpro per Gagliardini e nel reparto offensivo Pessina per Mota. Il Bologna allenato da Thiago Motta era privo dello squalificato Saelemaekers e dell’infortunato Soumaoro.
 
I 26903 spettatori dello Stadio Renato Dall’Ara, di cui circa 800 di fede biancorossa, hanno osservato all’inizio un minuto di raccoglimento per le vittime dell’esplosione nella centrale idroelettrica di Suviana, nell'Appennino bolognese. La gara non ha quindi offerto particolari spunti per la cronaca fino al 20’, quando un insidioso calcio di punizione di Orsolini è stato mandato in corner da Di Gregorio. Lo stesso fantasista rossoblù 5’ dopo con una finta riesce a entrare in area e a calciare a giro sul palo più lontano dove però Di Gregorio arriva in tuffo per la deviazione in corner. Al 28’ anche il Monza si rende finalmente pericoloso: Zerbin crossa dalla sinistra per Djuric che impatta al volo, ma Skorupski respinge. Da segnalare infine al 40’ la conclusione al volo di Ferguson, su calcio d’angolo di Orsolini, che esce a lato di poco.
 
Il secondo tempo inizia con una clamorosa occasione sciupata da parte del Monza: è il 4’ quando sul cross di Andrea Carboni dalla sinistra, Colpani in acrobazia manda malamente alto. Al 9’ Di Gregorio esce provvidenzialmente su Ferguson chiudendogli lo specchio della porta. Al 21’ il portiere biancorosso neutralizza in uscita un pericoloso contropiede del Bologna. 1’ dopo Palladino è costretto a sostituire l’infortunato Birindelli con Pedro Pereira. Al 25’ Di Gregorio devia in corner una conclusione di Orsolini. Al 32’ Freuler a tu per tu col portiere brianzolo spara sull’esterno della rete. Palladino inserisce Gagliardini e Maldini rispettivamente per Akpa-Akpro e Zerbin e 5’ più tardi anche Colombo e Valentin Carboni per Bondo e Colpani. Il Bologna prova gli ultimi assalti ma nonostante i 5’ di recupero non combina pressoché nulla a parte una conclusione dal limite al 45’ di Nodye che sfila a lato di poco.
 
In sala stampa Motta ha come al solito criticato gli arbitri: “Noi abbiamo fatto un’ottima prestazione, ma il Monza è una buona squadra che a livello difensivo ha fatto una buona prestazione, come del resto mi aspettavo. Non gli abbiamo permesso di contrattaccare a parte in occasione di un contropiede. L’arbitraggio ha avvantaggiato la squadra che voleva giocare di meno questa partita. Poi non è stato visto niente in alcune situazioni in area. Insomma, meritavamo di più”.
 
Palladino ha invece esaltato la prestazione della sua squadra: “Abbiamo fatto la partita giusta. Il Bologna è una grande squadra e ne approfitto per fare i complimenti a giocatori e staff per il campionato che sta disputando. Noi dovevamo dunque affrontare questa squadra con rispetto. Abbiamo fatto una partita di grande sacrificio, grande personalità e abbiamo avuto anche qualche occasione per segnare. Il Bologna cercava sempre di sporcarci le giocate, ma noi non abbiamo avuto paura, ma grande mentalità. Ora tra l’altro devo pagare a tutti la cena perché glielo avevo promesso in caso di risultato positivo. Motta si è lamentato perché avremmo perso tempo? Non è vero. Si è perso tempo solo nell’episodio di Izzo che si era fatto male e l’arbitro ha recuperato il doppio del tempo perso. Un voto alle mie due stagioni? Sono due stagioni da 10, quest’anno forse da 10 e lode perché confermarsi è difficile”.
 
Il Monza tornerà in campo domenica 21 aprile alle ore 20.45 all’U-Power Stadium per il derby con l’Atalanta.
 
 
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Il Monza strappa un punto al Bologna da Champions League

BOLOGNA-MONZA 0-0   Il Monza interrompe il digiuno: dopo 2 sconfitte nelle ultime 2 partite la compagine biancorossa allenata da Raffaele Palladino porta via un pareggio a occhiali in casa del Bologna lanciato alla conquista di una storica qualificazione alla Champions League. Conquistare il pareggio non è stato affatto facile e la formazione brianzola ha dovuto sudare 7 camicie nella città delle 7 chiese per resistere ag

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Ecco il Monza che volevamo: non c’è due senza tre e infatti il tris è stato servito. Tre vittorie consecutive diverse da quelle precedenti perché ottenute con carattere e concentrazione. Andando avanti su questa strada si piò davvero sognare la “terra promessa”, quella categoria di cui non vogliamo pronunciare il nome per scaramanzia. Del resto è la prima volta nella storia che il Monza ottiene 4 vittorie consecutive in trasferta in Serie B. L’Alessandria invece, che ospitava i brianzoli al “Giuseppe Moccagatta” per un match cadetto dopo 56 anni e mezzo, allunga la striscia di “non vittorie” a 11.

 
La compagine allenata da Giovanni Stroppa è scesa in campo (davanti a 2050 spettatori di cui un centinaio di fede biancorossa) con la giusta determinazione, mostrando maggior qualità nelle giocate, una difesa ermetica imperniata su uno stratosferico Paletta, un centrocampo più fantasioso del solito con Ciurria e Machin abili nell’uno contro uno e un attacco molto mobile pur se ancora balbettante in fatto di incisività. Mancando Mota per affaticamento, anche oggi i gol che hanno sbloccato il match sono arrivati da un’autorete e da un centrocampista. Oltre al portoghese, Stroppa non ha potuto disporre degli infortunati Favilli, Marrone, Pirola e Bettella. Rispetto alla gara vinta sabato scorso contro il Vicenza sono stati schierati Carlos Augusto, Barberis, Machin, D’Alessandro e Mancuso al posto di Caldirola, Mazzitelli, Mota, Pedro Pereira e Gytkjaer. Al tecnico degli “orsi” Moreno Longo mancavano lo squalificato Lunetta e gli infortunati Orlando, Kolaj, Pierozzi e Coccolo.
 
Pronti, via e le due squadre si danno battaglia soprattutto a centrocampo, dove non mancano gli interventi rudi. Il Monza si adegua alla velocità di gioco sostenuta degli avversari e a mano a mano che passa il tempo fa emergere la differenza tecnica. Al 16’ il biancorosso Molina effettua una rimessa laterale per Mancuso che tocca lateralmente per Ciurria: il “fante” prova il sinistro a giro al volo ma la palla passa alta. Al 23’ il Monza conquista palla a centrocampo e Machin verticalizza per Mancuso che però perde l’equilibrio al momento della conclusione. Al 32’ ancora Machin mostra un gran bel numero e arrivato quasi in area avversaria serve orizzontalmente Valoti che calcia un forte destro finito a lato di poco. Al 41’, però, la squadra di Stroppa passa comunque in vantaggio in modo rocambolesco: Ciurria crossa dalla linea di fondo e Di Gennaro davanti alla linea di porta devia la sfera nella propria rete. 3’ prima D’Alessandro era stato costretto ad abbandonare il campo per infortunio e veniva sostituito da Pedro Pereira.
 
Nella ripresa l’Alessandria guadagna campo rispetto al Monza ma non impensierisce più di tanto la retroguardia ospite se non al 15’ quando un sinistro di Milanese dalla distanza centra in pieno il palo alla sinistra di Di Gregorio. 1’ prima Valoti aveva impegnato Pisseri dal limite dell’area. Al 17’ i biancorossi ipotecano la partita grazie a un gran sinistro dal limite di Ciurria che si insacca nel “sette”. Colpani e Gytkjaer sostituiscono Valoti e Mancuso e dopo 3’ purtroppo Ba fa un fallo inutile su Machin prendendosi un’ammonizione, ma costringendo il Nazionale equatoguineano a uscire dal campo col timore che sia una cosa seria. Al suo posto entra Mazzitelli e contemporaneamente Ramirez rileva Ciurria. Il Monza controlla la partita e al 45’ la chiude con Gytkjaer che, lanciato in profondità sul filo del fuorigioco da Carlos Augusto, batte Pisseri in disperata uscita. Da segnalare nel recupero la conclusione dal limite dell’ex biancorosso Barillà, subentrato da un quarto d’ora, uscita a lato di poco.
 
In sala stampa Stroppa ha fatto fatica a contenere la gioia per l’importante successo: “È stata una vittoria difficilissima perché sapevamo di incontrare una squadra arcigna, tignosa, che in casa sua non ti fa giocare. Bisognava mettere in campo delle componenti caratteriali di cattiveria sportiva altrimenti sarebbe stata difficile. Ci siamo riusciti. Da tre partite c’è più consapevolezza, più determinazione; prima si andava a momenti, ora il Monza è caratterialmente diverso. Mi piace poi il fatto che siamo il migliore attacco della B e mi piace che oggi non abbiamo preso gol. Purtroppo Machin ha sentito girarsi il ginocchio, mentre D’Alessandro ha sentito un indurimento al flessore. Ciurria? Merita tutto questo per quello che sta facendo”.
 
Per Longo non era quella di oggi la partita della riscossa dei grigi: “Lo 0-3 è troppo pesante per come è andata la partita. Il primo tempo è stato equilibrato e siamo andati sotto poco prima dell’intervallo. Sotto l’aspetto del gioco avevamo fatto qualcosa in più del Monza, ma abbiamo quasi sempre sbagliato il passaggio finale. Il primo quarto d’ora della ripresa è stato più che buono, con l’occasione di Milanese finita sul palo. Poi è stata data l’opportunità al Monza di raddoppiare anche se c’è stata una grande giocata del singolo. Sullo 0-2 c’è stato un po’ di scoramento. Il Monza è una grandissima squadra: ha fisicità, tecnica, qualità sotto tutti i profili. Due partite alla settimana penalizzano le rose più ristrette come la nostra. Il Monza invece ha fatto dei cambi che hanno aumentato la qualità… Ha già giocatori di Serie A”.
 
Per andare in quella categoria, però, occorrerà che i ragazzi di Stroppa vincano anche sabato prossimo alle ore 14 contro il Crotone all’U-Power Stadium.
 
 
FOTO BUZZI
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Il Monza stravince ad Alessandria e fa un nuovo record

Ecco il Monza che volevamo: non c’è due senza tre e infatti il tris è stato servito. Tre vittorie consecutive diverse da quelle precedenti perché ottenute con carattere e concentrazione. Andando avanti su questa strada si piò davvero sognare la “terra promessa”, quella categoria di cui non vogliamo pronunciare il nome per scaramanzia. Del resto è la prima volta nella storia che il Monza ottiene 4 vittorie consecutive in trasferta

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MONZA-REGGINA 1-0
 
Una vittoria sofferta all’U-Power Stadium ma ormai c’è da prendere tutto senza farsi troppe illusioni che il gioco della squadra migliori a breve: il Monza inanella così il quarto risultato utile consecutivo e condanna la Reggina alla quarta sconfitta di fila, quinta considerando anche la Coppa Italia.
 
Contro gli amaranto calabresi si sperava non solo in un successo, ma anche condito da un po’ di gol in considerazione del periodo di crisi attraversato dalla compagine allenata da Domenico Toscano (che ora rischia la panchina) e del fatto che gli ospiti dovevano fare i conti con numerose assenze: lo squalificato Crisetig e gli infortunati Charpentier, Faty, Rolando, Vasic e Ménez, senza contare che Rivas e Denis sono andati solamente in panchina, entrando durante il secondo tempo, perché acciaccati. Invece, l’unico indisponibile del Monza in questo momento è Finotto.
 
Purtroppo la formazione di Cristian Brocchi, tornato in panchina dopo l’operazione di calcoli renali, ha ancora una volta deluso le aspettative, nonostante l’avvio fulminante. Col passare del tempo i reggini hanno preso le misure contenendo senza troppi affanni i tentativi di perforazione dei biancorossi, macchinosi in fase di impostazione del gioco e privi di smalto in area avversaria. Solo un’ingenuità del centrocampista Folorunsho, fattosi ammonire due volte a distanza di 5’, con in mezzo l’intervallo, ha permesso al Monza di trovare il vantaggio e di difenderlo con non poca fatica. La superiorità numerica si è vista ma fino a un certo punto: gli ospiti hanno continuato a battagliare con gagliardia e si sono anche rinfrancati dopo il rigore fallito da un opaco Boateng. Alla fine, dopo aver tirato un sospiro di sollievo, ci si domandava fino a che punto ci sono carenze nella guida tecnica e fino a che punto valgono davvero i giocatori della rosa del Monza…
 
Alla consegna delle formazioni si sono registrati i ritorni nell’“11” titolare di Frattesi e Mota, a Lignano Sabbiadoro contro il Pordenone a riposo dopo le fatiche con le rispettive Nazionali Under 21, rispettivamente per Armellino e Maric. L’ex reggino Barillà ha iniziato dalla panchina, così come l’ex monzese Guarna dall’altra parte, mentre l’altro “ex” Bianchi è un cardine del centrocampo amaranto.
 
L’avvio, come già scritto, è frizzante. Dopo 1’30” Plizzari para un destro di Barberis da 10 metri. Al 4’ il portiere reggino blocca anche un debole colpo di testa di Frattesi. Al 18’ D’Errico crossa dalla sinistra per Gytkyaer che sfiora la palla di testa mandandola fuori di poco. La Reggina fa paura al 28’ con Bellomo che in buona posizione calcia però troppo in diagonale. Il resto della frazione di gioco è sterile palleggio.
 
La svolta arriva dopo l’intervallo. Dopo poco più di 1’ Folorunsho, già ammonito al 46’ per un fallo su Boateng, interviene duramente su Barberis e si becca il secondo cartellino giallo e quindi quello rosso. C’era da aspettarselo da un arbitro che nelle statistiche risulta essere tra i più severi della cadetteria. Il Monza approfitta della superiorità numerica alla prima occasione: corre il 9’ quando su corner calciato da Barberis il primo ad arrivare è il piccolo, ma dotato di una notevole elevazione, Mota che con uno splendido colpo di testa in torsione manda la palla dove Plizzari non può arrivare. 3’ dopo il match potrebbe chiudersi, ma Boateng si fa parare dal portiere reggino il rigore decretato per atterramento di Mota da parte dello stesso estremo difensore. Brocchi sostituisce Barberis, D’Errico e Gytkyaer rispettivamente con Fossati, Barillà e Maric e al 18’ un tiro-cross di Carlos Augusto cozza sulla traversa. Dopo una ciabattata a lato di Boateng, successivamente sostituito a sorpresa da Colpani anziché da Machìn, il Monza non crea più pericoli a Plizzari, soprattutto perché la Reggina erge una muraglia umana davanti a lui, cercando di ripartire in contropiede. L’unica ulteriore occasione è sui piedi di Colpani che, dopo aver triangolato col Maric, si fa chiudere la conclusione da Plizzari in uscita.
 
In sala stampa Toscano si è mostrato soddisfatto della sua squadra: “Nonostante le diverse assenze mi è piaciuto lo spirito con cui abbiamo giocato. Potevamo sfruttare meglio il primo tempo. Rimanendo in 10 diventa dura a Monza fare la partita... Il Monza? È una squadra forte con tante individualità ma non abbiamo avuto grossi pericoli”.
 
Brocchi non si è presentato. Al suo posto ha parlato capitan D’Errico: “Quella di oggi è una vittoria importantissima perché ci porta ad allungare la striscia positiva a 4 partite, con un bottino di 10 punti. Altro che non far gioco e non far risultato come si dice… E abbiamo ancora tanti margini di miglioramento. È vero che non concretizziamo tanto ma risolveremo anche questo difetto. Mota? È un giocatore fondamentale”.
 
Il Monza tornerà in campo già mercoledì prossimo alle ore 18 per recuperare all’U-Power Stadium la partita contro il Vicenza Virtus rinviata lo scorso 14 ottobre per i troppi giocatori in isolamento fiduciario tra le fila brianzole.
 
 
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Il Monza supera la Reggina con fatica

MONZA-REGGINA 1-0   Una vittoria sofferta all’U-Power Stadium ma ormai c’è da prendere tutto senza farsi troppe illusioni che il gioco della squadra migliori a breve: il Monza inanella così il quarto risultato utile consecutivo e condanna la Reggina alla quarta sconfitta di fila, quinta considerando anche la Coppa Italia.   Contro gli amaranto calabresi si sperava non solo in un successo, ma anche condito da un po’ di

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Due partite in quattro giorni: quello che attende il Monza è una vera e propria volata per accaparrarsi la miglior posizione possibile al momento della sosta del campionato dovuta al Mondiale, che purtroppo non vedrà competere la nostra Nazionale. Per il tecnico biancorosso Raffaele Palladino non ci sarà bisogno di operare un “turnover”: “Non mi piace la parola ‘turnover’ - ha dichiarato in conferenza stampa - Ci saranno queste due partite e poi una sosta lunga. Dunque non guardo l’aspetto della possibile stanchezza. Pertanto giocherà la miglior formazione possibile sia a Roma contro la Lazio che in casa contro la Salernitana. Domani dovrà essere una partita piena di entusiasmo da parte nostra. Dobbiamo cavalcare l'onda dell'ultima vittoria. Dobbiamo andare a giocare la partita con coraggio, slancio, voglia di mettere in difficoltà la Lazio, che è una squadra forte e che sta anche molto bene. Come per le altre partite la giocheremo apertamente. Non sarà facile scardinare la seconda difesa del campionato. Loro danno pochi riferimenti, giocano molto di squadra. Noi dovremo innanzitutto difenderci bene e poi far male nelle ripartenze. Non mi interessa se la Lazio giocherà con dei giocatori piuttosto che con altri: ha una rosa tale che può mettere in campo sempre giocatori forti che possono metterci in difficoltà. Sono un grande estimatore dell'allenatore Maurizio Sarri già da quando non era in Serie A: ricordo in particolare quando era il tecnico dell'Empoli. Le sue squadre le riconosci immediatamente perché da subito hanno una precisa identità di gioco. Lui ha tantissima esperienza e noi giovani allenatori abbiamo solo da imparare. Chi farò giocare? Questa settimana ho l'imbarazzo della scelta perché stanno tutti bene, a parte Pablo Marì, Sensi e Mota, e si sono allenati tutti bene. Devo fare i complimenti allo staff medico perché hanno recuperato tutti gli acciaccati. Sensi? È un’artista in campo: ci mancherà tantissimo perché è un giocatore straordinario. Nell'ultimo periodo stava associando qualità tecniche a qualità fisiche. Per sostituirlo sto provando tante soluzioni e deciderò domani chi far giocare. Izzo? Lo conosco da giocatore molto bene. So che può fare di più: non ha fatto la carriera che avrebbe dovuto fare; lui è un giocatore che potenzialmente poteva giocare in un grande club. Ha quella cattiveria agonistica che quando lui non gioca se ne sente la mancanza. Con lui siamo tornati ad avere solidità difensiva. Carlos Augusto? È un giocatore straordinario, che può giocare in un grande club e anche in Nazionale brasiliana o italiana… mi auguro in quella italiana. Poi è un ragazzo equilibrato, umile: coronerà i suoi sogni. Machìn? Ha sofferto a stare fuori in questo periodo. Deve però stare pronto e lui si è sempre allenato bene. In una delle prossime due partite penso che avrà occasione di giocare. Come mai non segniamo mai di testa? Di cross ne facciamo molti, ma ci arriviamo troppe volte col tempo sbagliato e questo succede perché non riempiamo abbastanza l'area: bisogna migliorare questa situazione”.

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Il Monza torna a Roma per affrontare la Lazio

Due partite in quattro giorni: quello che attende il Monza è una vera e propria volata per accaparrarsi la miglior posizione possibile al momento della sosta del campionato dovuta al Mondiale, che purtroppo non vedrà competere la nostra Nazionale. Per il tecnico biancorosso Raffaele Palladino non ci sarà bisogno di operare un “turnover”: “Non mi piace la parola ‘turnover’ - ha dichiarato in conferenza stampa - Ci saranno queste due

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MONZA-REGGINA 1-0
 
Ci voleva la derelitta Reggina per far tornare il Monza alla vittoria: il primo successo del 2022 è stato ottenuto contro la squadra calabrese che arrivava dall’aver racimolato solo 1 punto nelle ultime 7 partite. L’1-0 maturato all’U-Power Stadium sta fin troppo stretto alla formazione brianzola, che ha dominato l’incontro dal primo all’ultimo minuto. Ci sono dei numeri che rendono l’idea del vero divario tra le due compagini: il Monza ha tirato 22 volte, di cui 6 in porta, la Reggina 3 volte e mai in porta; il possesso palla è stato maggiore da parte dei padroni casa per 55% a 45%; il computo dei calci d’angolo è terminato 11-0 per i biancorossi.
Col risultato di oggi il Monza non solo ha mantenuto l’imbattibilità casalinga segnando sempre almeno 1 rete, ma ha eguagliato il suo record di gare consecutive in gol relativamente alla Serie B, cioè 12 come nei campionati 1955/56 e 1959/60.
 
Tutto ciò farebbe pensare a un Monza stellare, da primo posto in classifica. Ma non è così. La squadra allenata da Giovanni Stroppa è in una sorta di “convalescenza” dalla “malattia” presa a metà dicembre, quando a causa della quarta ondata di coronavirus ha dovuto interrompere la sua corsa verso i primissimi posti della classifica. Oltre un mese di inattività, con mezza squadra contagiatasi, ha causato danni non solo alla classifica (1 punto in 2 partite) ma al gioco sempre più convincente che era stato mostrato nelle ultime settimane autunnali. Rispetto alle due precedenti prestazioni del 2022 i biancorossi oggi hanno giocato benino ma non benissimo. La difesa è stata più attenta però la Reggina attuale non è comparabile al Benevento e al Perugia. Il centrocampo è stato più brillante, mentre l’attacco è stato come al solito poco incisivo. Di sicuro ai miglioramenti ha contribuito la mezza rivoluzione operata da Stroppa, che aveva recuperato dalla squalifica Mazzitelli e D’Alessandro, ma che aveva indisponibili Scozzarella, Pirola, Brescianini e Donati perché infortunati, Machìn impegnato con la Nazionale equatoguineana in Coppa d’Africa e il neoarrivato (dall’Empoli in prestito) Mancuso, pare (dato che la notizia non è ufficiale) perché trovato positivo al coronavirus durante le visite mediche effettuate prima di firmare il contratto. Rispetto al match giocato 6 giorni prima sono stati dunque schierati dall’inizio Bettella, Sampirisi, Colpani, Mazzitelli e D’Alessandro invece di Donati, Pedro Pereira, Molina, Ramirez e Caldirola.
 
L’allenatore degli amaranto Domenico Toscano non ha potuto convocare l’“ex” Bianchi perché squalificato, nonché Rivas, Stavropoulos, Menez, Tumminello e Faty. Presente in campo, invece, l’altro “ex” Ricci.
 
Si gioca davanti a 3387 spettatori che sarebbero potuti essere qualche centinaio di più se non fosse stato deciso dalla Lega Serie B, su richiesta della Federcalcio pressata dal Governo, il divieto di trasferta ai tifosi calabresi come forma di contrasto alla diffusione del coronavirus.
 
Nel primo tempo il Monza prende il pallino del gioco ma fatica a concludere in porta. Si contano tre occasioni degne di nota, le prime due sprecate da Mazzitelli al 12’ e al 24’ (due conclusioni da fuori area calciate male), l’ultima procurata da Mota al 38’ (destro al fulmicotone che si stampa sulla traversa).
 
L’avvio di secondo tempo mostra un Monza più determinato: dopo due colpi di testa di Carlos Augusto e Mazzitelli parati a terra da Turati i biancorossi sbloccano il risultato al 7’: il portiere ospite respinge un colpo di testa di Valoti e sul prosieguo dell’azione Mazzitelli mette in mezzo per Mota che insacca da due passi. 3’ dopo i padroni di casa potrebbero raddoppiare su contropiede: Mota consegna palla in verticale per D’Alessandro che s’invola e dalla linea di fondo serve all’indietro per l’accorrente Sampirisi, sciagurato nella conclusione che finisce in curva. Proprio dopo che D’Alessandro, in cattive condizioni fisiche, lascia il posto a Pedro Pereira il Monza raddoppia con Colpani, ma il Var non convalida il gol per un precedente fallo di Mazzitelli su Loiacono. La Reggina, nonostante i 4 cambi, continua a non arrivare in area monzese (anche perché nel frattempo Stroppa fa entrare i freschi Ramirez e Ciurria rispettivamente per Valoti e Colpani e successivamente Favilli per Mota) e così il match finisce senza sussulti dopo 5’ di recupero.
 
In sala stampa Stroppa ha archiviato la pratica: “Abbiamo avuto la partita sotto controllo, abbiamo tenuto il campo con maturità, abbiamo giocato con carattere. Direi che la squadra meritava un doppio vantaggio. La svolta è arrivata dopo che nell’intervallo ho chiesto più incisività nei duelli individuali negli ultimi 25 metri. Ha giocato bene Carlos Augusto da difensore e pure bene ha giocato Bettella, mentre Colpani deve fare di più: ha qualità devastanti ma deve metterle in pratica in ogni giocata che fa. Mazzitelli è invece cresciuto durante la partita”.
 
Per Mota, che col settimo gol di oggi ha già battuto il record personale di reti in Serie B, “bisognava dare una risposta ai tifosi dopo gli interrogativi posti in seguito alle ultime 2 partite. Perché noi con questa società abbiamo due possibilità: o vincere o vincere… Il mio obiettivo è di aiutare la squadra a salire in Serie A e di arrivare in doppia cifra coi gol”.
 
Per “Mimmo” Toscano “il risultato di oggi è giusto nonostante un nostro buon primo tempo, dove mi è piaciuto l’approccio, l’atteggiamento. Nel secondo tempo sono mancate energia e serenità”.
 
Dopo la sosta di sabato prossimo sarà tempo di derby lombardo… e che derby! Domenica 6 febbraio alle ore 16.15 andrà in scena allo stadio Zini una sfida fondamentale per la corsa promozione con la forte Cremonese allestita dal direttore generale Ariedo Braida, ex giocatore ed ex direttore sportivo del Monza.
 
 
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Il Monza torna a vincere contro una Reggina allo sbando

MONZA-REGGINA 1-0   Ci voleva la derelitta Reggina per far tornare il Monza alla vittoria: il primo successo del 2022 è stato ottenuto contro la squadra calabrese che arrivava dall’aver racimolato solo 1 punto nelle ultime 7 partite. L’1-0 maturato all’U-Power Stadium sta fin troppo stretto alla formazione brianzola, che ha dominato l’incontro dal primo all’ultimo minuto. Ci sono dei numeri che rendono l’idea del vero di

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MONZA-CREMONESE 2-1
 
Il Monza torna alla vittoria dopo 4 partite senza gioie superando con affanno la Cremonese che al contrario era in serie positiva da 6 turni. Era dalla stagione 1977/78 che la squadra brianzola non batteva quella grigiorossa in Serie B e anche allora fu col risultato di 2-1. La partita è stata giocata meglio dalla compagine allenata da Fabio Pecchia, che però non ha saputo concretizzare le diverse occasioni da rete costruite. I biancorossi l’hanno spuntata grazie alla miglior qualità dei singoli, che nei momenti-chiave hanno trovato la giocata decisiva, sia in attacco che in difesa. È stata una prova sofferta per i ragazzi di casa, ma che si spera porti a una svolta nel rendimento del girone di ritorno, finora deficitario. Se la promozione diretta è ormai troppo lontana, resta da lottare per un posto di privilegio nei play-off, quando il pareggio conterà come una vittoria per chi si sarà piazzato meglio in regular season.
 
Anche questa settimana il tecnico Cristian Brocchi ha dovuto fare i conti con squalifiche e infortuni: nella prima è incappato Pirola, espulso ad Ascoli Piceno, mentre nella lista dei secondi sono finiti Bettella, Balotelli e Maric, che si sono aggiunti a Lamanna, Donati e Gytkjaer. Sono invece stati recuperati Bellusci, Carlos Augusto, Anastasio, Mota e Boateng, che hanno tutti, fatta eccezione per Anastasio, riconquistato un posto nell’“undici” titolare in sostituzione rispettivamente di Pirola, Barillà, Diaw e Maric. Inoltre D’Errico è stato inizialmente preferito ad Armellino. Tra le fila cremonesi erano assenti Castagnetti per squalifica e Bartolomei per infortunio.
 
Prima del fischio d’inizio si è assistito in tribuna a una “mini-rimpatriata” del Monza del biennio 1975/77: con l’allora consigliere e attualmente amministratore delegato Adriano Galliani c’erano l’allora attaccante, ora direttore generale della Cremonese, Ariedo Braida, e l’allora vicepresidente Felice Colombo assieme al figlio Nicola, presidente del club dal 2015 al 2019. Vicino a loro era seduto Christian Vieri, ex attaccante del Milan ai tempi di Galliani e Braida dirigenti rossoneri.
 
La prima occasione è del Monza: al 4’ un colpo di testa di Frattesi passa alto di poco. La Cremonese risponde al 9’: su un cross di Baez dalla destra Ciofani colpisce di testa ma la conclusione è centrale e Di Gregorio riesce a respingere. Lo stesso centravanti, in “giornata no”, 4’ dopo calcia male consentendo al portiere di casa di deviare in corner. Dopo una fase di stanca del match, dovuta alla ritrovata attenzione dei reparti difensivi, un rasoterra in diagonale del grigiorosso Buonaiuto lambisce il palo opposto al 29’. Nel momento migliore della Cremonese è però il Monza a passare in vantaggio: è il 34’ quando un bell’assist di Mota all’indietro per Frattesi viene trasformato in gol dalla mezzala grazie a un chirurgico rasoterra al volo. Dopo 4’ i biancorossi infliggono un’altra mazzata agli ospiti: Sampirisi crossa dalla destra lungo per D’Errico che mette in mezzo rasoterra dove Mota al volo insacca nonostante il tentativo d’intercettazione di Bianchetti.
 
Nell’intervallo Pecchia opta per l’inserimento di Strizzolo e la mossa scuote la Cremonese: al 3’ proprio un destro dal limite della punta grigiorossa costringe Di Gregorio alla deviazione in corner. Al 10’ Frattesi a porta vuota calcia male da 40 metri e il portiere Carnesecchi recupera la posizione in tempo. Al 15’ gli ospiti accorciano le distanze: Strizzolo da distanza ravvicinata, ma leggermente decentrato, invece di tirare mette in mezzo dove Sampirisi in anticipo beffa però Di Gregorio infilando la palla nella propria porta. 1’ dopo la Cremonese sfiora il clamoroso raddoppio con Ciofani, che dal limite spara alle stelle, e dopo ulteriori 2’ Di Gregorio respinge una botta ravvicinata del centravanti grigiorosso. Nell’azione seguente, poi, Gaetano colpisce male la sfera di testa mandandola a lato. Il Monza supera il momento di bambola con gli inserimenti di Armellino e Colpani e successivamente di Scozzarella e Diaw. Al 28’ Frattesi non dà forza all’assist delizioso di Colpani. Al 30’ Ceravolo di controbalzo spedisce alto. Paletta rileva Bellusci e al 33’ ancora Ceravolo si lancia in contropiede e, trattenuto da Scaglia, prova lo stesso il pallonetto su Di Gregorio in uscita, ma praticamente “cicca” la sfera. L’ultima occasione importante si registra al 35’, quando il catastrofico Diaw, a tu per tu con Carnesecchi, manda incredibilmente a lato.
 
In sala stampa Pecchia si è mostrato giustamente deluso: “Siamo stati puniti oltremisura. Quei 5’ del primo tempo in cui abbiamo subito i 2 gol hanno determinato il risultato. Abbiamo creato tantissimo, abbiamo fatto una prestazione maiuscola, ma abbiamo ottenuto troppo poco”.
 
Per Brocchi quelli di oggi sono “3 punti pesanti dal punto di vista emotivo. I ragazzi avevano bisogno di tornare alla vittoria, che è maturata nel primo tempo. Sapevamo di affrontare una squadra in grandissima salute, con la testa libera. Balotelli? Deve capire se ‘riesce’ oppure no. Si è sempre comportato bene, però per giocare non basta la qualità: deve riuscire a trovare continuità di allenamento, trovare una condizione fisica accettabile. Frattesi? L’ho fortemente voluto ma quando è arrivato aveva una interpretazione del calcio tutta sua, era disordinato. Ora è pronto per fare il grande salto”.
 
Martedì prossimo alle ore 16.05 il Monza sarà ospitato per l'ultimo turno infrasettimanale della regular season dalla Salernitana. Il match sarà trasmesso in diretta da Rai Due.
 
 
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Il Monza torna alla vittoria e lo fa in un derby

MONZA-CREMONESE 2-1   Il Monza torna alla vittoria dopo 4 partite senza gioie superando con affanno la Cremonese che al contrario era in serie positiva da 6 turni. Era dalla stagione 1977/78 che la squadra brianzola non batteva quella grigiorossa in Serie B e anche allora fu col risultato di 2-1. La partita è stata giocata meglio dalla compagine allenata da Fabio Pecchia, che però non ha saputo concretizzare le diverse occasioni da

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MONZA-GENOA 1-0
 
Il Monza torna alla vittoria in casa dopo 2 mesi e 2 giorni e lo fa superando di misura il Genoa, che non batteva tra le mura amiche in una partita ufficiale da 23 anni e mezzo. I biancorossi fanno festa dopo il primo confronto col Genoa in Serie A, ma va subito detto che il pareggio per 0-0 sarebbe stato il risultato più giusto al termine di una partita misera per la Serie A, dove errori marchiani in tutte le zone del campo in entrambi gli schieramenti sarebbero stati severamente puniti con altre avversarie. Tutto è bene quel che finisce bene, ma la squadra allenata da Raffaele Palladino, “ex” della contesa assieme a Pedro Pereira, Izzo e, sull’altra panchina, Sommariva, ha bisogno di cambiare registro se intende anche solo provare a mettere in difficoltà Milan, Fiorentina e Napoli, le sue prossime contendenti per i 3 punti. In particolare in attacco sono quattro partite che si combina poco o nulla, non solo segnando poco ma anche creando poco. La nota positiva di oggi è invece la difesa, costituita praticamente tutta da seconde linee, che è riuscita a non far rimpiangere i titolari, anche se in un paio di occasioni bisogna ringraziare la Dea bendata che ha fatto calciare fuori dai pali due palloni che era molto più facile buttare dentro che farci altro. Il tecnico ospite Alberto Gilardino ha di certo molto da recriminare per le occasioni sprecate, ma il suo Genoa è apparso molto brutto nonostante le stelle di cui è in parte composto.
 
Per l’incontro di oggi Palladino, che non ha potuto disporre dello squalificato Gomez e degli infortunati Caprari, Vignato e Pablo Marì, e stante le precarie condizioni fisiche di Izzo e Caldirola, ha proposto, rispetto al match perso contro la Juventus, la difesa a quattro con Pedro Pereira, D’Ambrosio, Andrea Carboni e Kyriakopoulos, nonchè Valentin Carboni e Colombo nel reparto offensivo al posto di Machìn e di Ciurria, quest’ultimo arretrato a centrocampo per Birindelli. Il Genoa era privo dello squalificato Malinovskyi e dell’infortunato Strootman.
 
Davanti ai 13283 spettatori dell’U-Power Stadium, di cui oltre 3mila di fede rossoblù, i brianzoli partono conquistando subito un calcio d’angolo ma poi si perdono per strada, non trovando soluzioni offensive decenti anche per la giornata estremamente negativa di Colombo. Il Genoa commette molti errori tecnici ma in zone del campo innocue. E così il tabellino del primo tempo è scarno. Al 10’ Valentin Carboni crossa dalla fascia destra per Pessina che prova il tuffo ma non arriva per un soffio alla deviazione di testa. Gli ospiti rispondono al 14’ con Frendrup che al volo dal limite manda alle stelle. Al 21’ Colpani spreca un pericoloso contropiede crossando male per l’accorrente Colombo. Al 37’ Ciurria gonfia la rete ma l’arbitro non convalida per un fuorigioco precedente di Colombo. Al 44’ un piattone a mezz’aria di Badelj finisce a lato.
 
Nella ripresa il copione non cambia. La partita è povera di contenuti tecnici e si bada soprattutto a difendersi. Al 10’ una debole conclusione di Pessina viene bloccata agevolmente da Martinez. 1’ dopo Palladino inserisce Maric e Mota per Colombo e Valentin Carboni, ma è il Genoa a conquistare campo e a far soffrire la squadra locale con una serie di calci d’angolo e calci di punizione. Al 17’ il Genoa si mangia la prima delle due occasioni ghiottissime: Messias mette un pallone d’oro in mezzo per Retegui che incredibilmente manda alto da 3 metri. Al 27’ Palladino procede con un altro doppio cambio: entrano Akpa-Akpro e Machìn per Gagliardini e Ciurria. Quando ormai il risultato sembra avviato sul pareggio a occhiali il Monza segna: è il 38’ quando Mota conclude in rete un contropiede avviato da Akpa-Akpro, proseguito da Colpani e assistito da Pedro Pereira, che è bravo a servire l’accorrente attaccante portoghese, tornato al gol dopo un lungo digiuno. 2’ dopo il Genoa spreca la seconda clamorosa opportunità con Dragusin che a tu per tu con Di Gregorio calcia incredibilmente fuori. Al 42’ Palladino sostituisce Colpani con Donati per arginare il più possibili gli ultimi assalti dei liguri. E dopo 4’ la parte di stadio biancorossa può esplodere in un boato la soddisfazione per la ritrovata vittoria casalinga.
 
In sala stampa Gilardino ha il morale a terra: “Sono arrabbiato. In questo momento le sbavature che concediamo all’interno della gara le paghiamo a caro prezzo. Oggi è difficile rimproverare qualcosa alla squadra. C’è frustrazione perché, dopo un primo tempo equilibrato e un secondo a tratti dominato, andiamo a casa sconfitti. Nella ripresa non ricordo un tiro del Monza a parte il gol... A noi è mancata qualità negli ultimi metri. Dispiace anche per i nostri tifosi che sono immensi. Il Monza? Palladino ha già fatto bene l’anno scorso. Sa leggere le partite e ha empatia con la squadra”.
 
Palladino è evidentemente felice: “In settimana avevo delle percezioni positive per quanto mostratomi in allenamento da tutto il gruppo. Oggi era fondamentale portare a casa tre punti: i ragazzi sono stati bravi a interpretare la partita nel modo giusto. Il Genoa è una squadra solida, che corre: contro avversari di questo tipo le partite vengono decise da episodi. Noi siamo stati bravi a colpire nel momento giusto, con un Pedro Pereira che ha fatto 60 metri di scatto. Pereira ha fatto davvero una grande partita. Poi abbiamo rischiato di prendere subito il pareggio come contro la Juventus ma stavolta siamo stati fortunati. Mota? Alla fine gli ho fatto i complimenti non tanto per il gol, ma per la prestazione e l’atteggiamento. Quali rinforzi a gennaio? Arrivano già a dicembre e saranno Izzo e Vignato che recuperano dai rispettivi infortuni”.
 
Il Monza tornerà in campo domenica prossima alle ore 12.30 allo Stadio Giuseppe Meazza per il derby col Milan.
 
 
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Il Monza torna alla vittoria in casa piegando il Genoa

MONZA-GENOA 1-0   Il Monza torna alla vittoria in casa dopo 2 mesi e 2 giorni e lo fa superando di misura il Genoa, che non batteva tra le mura amiche in una partita ufficiale da 23 anni e mezzo. I biancorossi fanno festa dopo il primo confronto col Genoa in Serie A, ma va subito detto che il pareggio per 0-0 sarebbe stato il risultato più giusto al termine di una partita misera per la Serie A, dove errori marchiani in tutte le zone

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MONZA-HELLAS VERONA 2-0
 
Il Monza torna alla vittoria dopo 3 sconfitte consecutive superando non senza affanni il derelitto Hellas Verona, ultimo in classifica e ora giunto a 8 sconfitte di fila, striscia “record” negativa per la compagine scaligera. Era da 24 anni che i biancorossi non sconfiggevano in casa la formazione veronese e l’impresa gli è riuscita grazie anche alla buona sorte che ha voluto “premiare” con un cartellino rosso un intervento scomposto del difensore gialloblù Magnani su Mota al 24’. Non si può certo dire che ora il Monza sia guarito, però qualche segnale di miglioramento rispetto alla prestazione di 7 giorni prima col Bologna si è visto. Rispetto alle prime partite con in panchina Raffaele Palladino, che avevano visto il Monza vincerne 3 di fila e mostrando un gioco da coppe europee, si è perso un po’ di smalto, con la conseguenza di andare a occupare troppo poco l’area avversaria in fase offensiva. Se gli attaccanti non segnano quasi mai (anche oggi i 2 gol non sono arrivati da loro) è perché sono poco serviti e poco assistiti negli ultimi metri dai compagni. Contro la Lazio, nella trasferta di Roma di giovedì prossimo (calcio d’inizio alle ore 20.45), per portare a casa punti servirà non il Monza di oggi ma quello di un mese fa.
 
Contro l’Hellas in mezzo alla difesa al posto di Pablo Marì (tornato allo stadio dopo l’accoltellamento di cui è rimasto vittima 10 giorni fa) ha giocato il rientrante Caldirola, con l’altro rientrante Izzo a sinistra e Marlon a destra. Rispetto alla partita col Bologna c’erano inoltre in campo Ciurria, Caprari e Mota. Il tecnico dei veneti Salvatore Bocchetti non ha avuto invece a disposizione gli squalificati Ceccherini, Hien e Dawidowicz e gli infortunati Coppola, Ilic, Hrustic, Cortinovis e Piccoli.
 
Pronti, via e il Monza spreca un’occasionissima: nel corso di un’azione concitata Caprari calcia da pochi passi e Faraoni salva sulla linea. Il Verona sembra una squadra di giocatori che si vedono per la prima volta: si sbagliano le traiettorie più elementari sia tecnicamente che tatticamente. I brianzoli però non ne approfittano come dovrebbero, insistendo nel palleggio anche quando l’avversario sembra aver paura persino di sé stesso. Al 22’ Carlos Augusto entra in area sulla sinistra ma sul suo pericolosissimo cross non arriva prima nessuno dei compagni in maglia biancorossa. 2’ dopo Mota anticipa Magnani sulla tre quarti ma il difensore scaligero interviene scompostamente sull’attaccante brianzolo e viene dapprima ammonito e poi, su segnalazione del Var, espulso. La superiorità numerica sembra sfavorire il Monza, perché l’Hellas stando di più sulla difensiva chiude tutte le linee di passaggio dei padroni di casa, che non combinano più nulla di buono fino all’intervallo.
 
Dopo poco più di 1‘ dall‘inizio del secondo tempo Rovella crossa dalla destra e Caprari di testa manda a lato. L‘ex gialloblù ci riprova al 9‘ con una botta dal limite: Montipò respinge a pugni uniti. Al 17‘ Palladino cambia lui e Marlon rispettivamente con Petagna e Antov. I biancorossi continuano con uno sterile giropalla fino al 23‘, quando sul cross rasoterra dal fondo di Ciurria irrompe Carlos Augusto che al volo gonfia la rete. Sull’1-0 il Monza gioca più serenamente e al 30’ una botta dal limite di Izzo passa alta di poco. Al 39’ Mota, lanciato a rete, viene anticipato d’un soffio fuori area da Montipò. 2’ dopo Sensi, a seguito di un contrasto con Suleman, è costretto a uscire in barella. Lui e Pessina vengono sostituiti rispettivamente da Bondo e Colpani. Proprio quest’ultimo realizza la rete del raddoppio, che chiude di fatto la partita al 45’, ricevendo l’assist di Petagna che non era riuscito a trovare lo spiraglio per il tiro. Al 47’ c’è gloria anche per Di Gregorio, che vola all’incrocio dei pali per smanacciare un velenoso pallone calciato da Terracciano. Poco prima del triplice fischio si assiste a una bella azione personale del sempre più sorprendente Bondo, che dal limite dell’area veronese manda un rasoterra a lato di pochissimo.
 
In sala stampa Bocchetti si è lamentato degli arbitraggi delle ultime partite: “All’inizio la squadra era viva. Poi l’espulsione è stata un episodio che ci ha danneggiato: purtroppo è capitata in una partita per noi fondamentale. Tra l’altro è la seconda volta che giochiamo in 10 quasi tutta la partita a causa di un’espulsione. Usciamo comunque dal campo a testa alta e continueremo a lavorare e a mettercela tutta. Certo è che dal punto di vista psicologico 8 sconfitte consecutive fanno male”.
 
Palladino è tornato sorridente: “Dopo l’espulsione mi sono preoccupato perché mi aspettavo che il Verona si chiudesse dietro e temevo le loro ripartenze. Nel secondo tempo ho chiesto ai ragazzi di allargare il gioco ed è andata bene. Era una partita spartiacque e i giocatori hanno fatto una grande prestazione, soprattutto dal punto di vista della personalità. Oggi è la vittoria di tutti, anche di chi non ha giocato. Mi dispiace non riuscire a utilizzare tutti e chiedo scusa a chi finora ha giocato poco. Lo sentivo alla vigilia che avremmo vinto perché avevamo lavorato bene in settimana. Poi Pablo Mari è venuto oggi allo stadio e nello spogliatoio ha fatto un discorso molto toccante, che ci ha dato energia e per questo dedichiamo la vittoria a lui. L’espulsione? È stato un vantaggio ma non è stato facile sbloccare la partita. Carlos Augusto? È un giocatore da ‘top club’: ha dati fisici da giocatore di Champions League. Può migliorare, soprattutto nei passaggi, e fare dunque grandi cose. Sensi? A vederlo infortunato mi si è spezzato il cuore. A fine gara sembrava più tranquillo anche se sicuramente non sarà una cosa leggera”. Infatti il centrocampista biancorosso ha riportato una frattura malleolo-peroneale.
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Il Monza torna alla vittoria mandando all'inferno il Verona

MONZA-HELLAS VERONA 2-0   Il Monza torna alla vittoria dopo 3 sconfitte consecutive superando non senza affanni il derelitto Hellas Verona, ultimo in classifica e ora giunto a 8 sconfitte di fila, striscia “record” negativa per la compagine scaligera. Era da 24 anni che i biancorossi non sconfiggevano in casa la formazione veronese e l’impresa gli è riuscita grazie anche alla buona sorte che ha voluto “premiare” con un car

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MONZA-SALERNITANA 3-0
 
Il Monza disintegra la Salernitana cogliendo il secondo successo consecutivo in campionato per la prima volta in stagione e mettendo a serio rischio la panchina del granata Paulo Sousa, che in 8 gare di Serie A non ha ottenuta neanche una vittoria. La squadra brianzola ha dominato il primo tempo e controllato gli avversari nella ripresa, soffrendo nella propria metà campo per mezzora ma patendo però pochi pericoli per la propria porta. Nell’ottima gara generale (quinta partita di fila senza sconfitte) va segnalata quella di Vignato, che schierato a sorpresa da titolare ha messo a segno il suo primo gol in Serie A.
 
Davanti ai 12500 spettatori dell’U-Power Stadium, di cui circa 2500 di fede granata, Palladino, che non ha potuto disporre degli infortunati Caprari, Izzo, Bettella e Cittadini, ha proposto, rispetto al match pareggiato a Reggio Emilia contro il Sassuolo, D’Ambrosio in difesa a destra al posto di Caldirola che a sua volta ha giocato a sinistra al posto di Andrea Carboni e Vignato in attacco a sinistra al posto di Mota. La Salernitana guidata da Paulo Sousa era priva degli infortunati Ikwuemesi e Fiorillo.
 
La prima occasione della partita è per la Salernitana: al 5’ Di Gregorio blocca in due tempi una conclusione di Cabral. Poi il Monza segna e domina. Al 9’ Colpani elude un nugolo di difensori e infila la palla nell’angolino. Al 17’ Ciurria dalla distanza costringe Ochoa alla parata in due tempi. 1’ dopo arriva il raddoppio: Gagliardini conquista palla a 30 metri dalla porta, s’invola verso l’area avversaria e al momento di essere contrastato riesce a scaricare per Vignato che fa passare la sfera sotto le gambe di Ochoa. Gli ospiti reagiscono al 21’: Di Gregorio respinge una bordata di Candreva. Poi è di nuovo un monologo biancorosso, con una serie di contropiede sprecati, alcuni malamente, in particolare da Vignato, Colombo (due) e Ciurria.
 
La Salernitana torna in campo con tre cambi e il Monza soffre, permettendo ai granata di collezionare calci d’angolo. Palladino corre ai ripari al 19’ inserendo Gomez e Pedro Pereira per Ciurria e Colpani e quindi al 26’ sostituendo Vignato e Kyriakopoulos con Bondo e Birindelli. Ciò nonostante la Salernitana crea alcuni grossi pericoli. Al 28’ Di Gregorio salva due volte su Dia (una volta con l’aiuto della traversa) e sul calcio d’angolo seguente devia in corner un missile di Candreva. Poi è di nuovo Monza che spreca un’occasione in contropiede con Birindelli, ma al 37’ trasforma con Pessina un rigore decretato per fallo di mano dell’ex biancorosso Pirola sulla conclusione potente di Bondo. Nel finale Ochoa respinge una conclusione di Colombo e, dopo l’ingresso di Akpa-Akpro per Pessina, Gagliardini manda la palla sulla traversa.
 
In sala stampa Palladino è visibilmente soddisfatto: “Ogni settimana lo staff guarda 8-10 partite della squadra che andiamo ad affrontare. Temevo la partita di oggi più di quella scorsa contro il Sassuolo per una questione piscologica: dopo una vittoria c’è sempre il rischio di appagamento nei giocatori. Invece abbiamo disputato un primo tempo perfetto, che è stato approcciato molto bene. Avevo paura delle ripartenze della Salernitana, invece le abbiamo fatte noi e ho il rammarico di non aver concretizzato il 3-0. Sousa all’intervallo ha fatto 3 sostituzioni e ha cambiato il sistema di gioco, soluzioni che ci hanno messo in difficoltà. La squadra però poi si è compattata e ha segnato il 3-0. Devo dire che con oggi ha superato la prova di maturità. Vignato? Ha fatto una grande partita. Ho deciso di farlo giocare guardando gli allenamenti. Lui ha saputo sfruttare l’opportunità. Mi è piaciuta la sua personalità. Ora deve fare nel secondo tempo quello che fa nel primo. Quello che è successo oggi a Vignato può capitare ad altri: io guardo tutto e tutti e concedo diverse opportunità per giocare a chi si impegna. Caldirola? È da più di un anno che fa partite impressionati. È sottovalutato dall’opinione pubblica. Colombo? Ha fatto un grandissimo lavoro per gli altri nonostante avesse un avversario forte come Gyomber”.
 
Sousa ha così giustificato la sconfitta: “Sono state determinanti le distanze: abbiamo lasciato troppo spazio ai loro centrocampisti, abbiamo lasciato troppo spazio tra la nostra linea di difesa e quella di centrocampo. Nel secondo tempo siamo andati meglio ma col 3-0 la partita è praticamente finita. I tifosi a contestare hanno ragione perché vogliono avere fiducia nella loro squadra”.
 
Il Monza tornerà in campo dopo la sosta dovuta agli impegni delle Nazionali domenica 22 ottobre alle ore 12.30 allo Stadio Olimpico contro la Roma.
 
 
FOTO BUZZI - AC MONZA
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Il Monza travolge la Salernitana

MONZA-SALERNITANA 3-0   Il Monza disintegra la Salernitana cogliendo il secondo successo consecutivo in campionato per la prima volta in stagione e mettendo a serio rischio la panchina del granata Paulo Sousa, che in 8 gare di Serie A non ha ottenuta neanche una vittoria. La squadra brianzola ha dominato il primo tempo e controllato gli avversari nella ripresa, soffrendo nella propria metà campo per mezzora ma patendo però pochi pe

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ATALANTA-MONZA 5-2
 
Il Monza termina male una stagione esaltante. Sembra una contraddizione ma la realtà è che i biancorossi hanno concluso il primo campionato di Serie A della loro storia con un ottimo 11° posto salvandosi a ben 6 giornate dalla fine. Peccato per le due sconfitte finali, l’ultima pesante per 5-2, che oltre a far perdere 3 posizioni in classifica hanno mostrato il lato peggiore della squadra, quello dei troppi errori tecnici commessi per una compagine di metà classifica. Un motivo in più per operare sul mercato con saggezza ma anche determinazione perché per mantenersi a certi livelli bisognerà rinforzarsi.
 
Contro l’Atalanta al Gewiss Stadium di Bergamo, davanti a 19389 spettatori di cui circa 1600 di fede biancorossa, i ragazzi allenati da Raffaele Palladino hanno fin da subito mostrato di non essere concentrati, sbagliando passaggi elementari in tutte le zone del campo. Gli orobici, seppur zeppi di riserve per via di molti infortuni, non hanno avuto pietà e nonostante qualche gol mangiato di troppo hanno fatto vedere una netta superiorità. Certamente hanno pesato le motivazioni, perché i nerazzurri lottavano ancora per la qualificazione all’Europa League, che è stata ottenuta: la Dea tornerà dunque a disputare le coppe dopo un anno di assenza.
 
Per questa partita Palladino, che aveva indisponibile per squalifica Donati, ha lasciato in panchina Petagna preferendogli nel reparto offensivo Colpani. L’Atalanta guidata dal suo maestro Gian Piero Gasperini era senza Zapata, Soppy, Palomino, Ruggeri, Hateboer, Vorlický, Boga e Demiral.
 
Non ci vuole molto tempo per capire che per il Monza non è serata: dopo neanche 4’ Caldirola sbaglia un disimpegno verso Izzo e Koopmeiners s’avventa sulla sfera mandando però clamorosamente a lato il rigore in movimento. Dopo la parentesi del 7’, quando Sportiello devia in tuffo una conclusione di sinistro di Colpani, l’Atalanta passa in vantaggio: è il 12’ quando sul traversone dalla sinistra di Maehle a saltare più in alto di tutti è Koopmeiners che di testa batte Di Gregorio. Al 17’ Hojlund spreca la palla del raddoppio allungandosela troppo in area di rigore. Sia al 19’ che al 26’ Ederson conclude debolmente e Di Gregorio blocca. Al 27’ si rifà vivo il Monza: Colpani a tu per tu con Sportiello calcia piano, il portiere respinge, Carlos Augusto arriva in corsa e di destro spara in curva. Al 37’ una conclusione di Zappacosta esce fuori di poco. Nell’unico minuto di recupero i brianzoli commettono l’ennesimo errore tecnico: Izzo perde palla in ripartenza e l’Atalanta in superiorità numerica ha gioco facile nel raddoppiare con Koopmeiners, che dribbla pure Di Gregorio.
 
Il secondo tempo inizia con una fiammata per parte: prima Mota svirgola maldestramente il pallone a tu per tu con Sportiello e nell’azione seguente Di Gregorio respinge in acrobazia una violenta conclusione di Hojlund. Al 6’ Colpani accorcia le distanze con un sinistro a giro da oltre 20 metri. La rete biancorossa scatena la reazione dei nerazzurri che investono letteralmente gli ospiti con azioni travolgenti. Al 17’ Petagna sostituisce Mota. Quindi a rovinare la partita ci pensa l’arbitro che commette tre errori gravi uno dietro l’altro: prima non assegna un rigore all’Atalanta per fallo di mano di Carlos Augusto, poi interrompe per un inesistente fallo di mano un’azione solitaria di Hojlund (espellendo Gasperini per proteste) e poi danneggia il Monza estraendo il cartellino rosso per Marlon, che era appena subentrato a Izzo (e Birindelli a Colpani), per una spinta ai danni di un avversario. In 11 contro 10 gli orobici dilagano segnando 3 gol contro 1 del Monza. Al 29’ Hojlund insacca da due passi su cross dalla sinistra di Koopmeiners. Al 34’ Koopmeiners firma la sua terza rete personale con un’invenzione da quasi metà campo che uccella Di Gregorio. Dopo 2’ Petagna, servito sul dischetto del rigore alla perfezione da Rovella, accorcia con uno scavetto. Palladino cambia Ciurria e Caprari con Antov e Machìn ma è l’Atalanta a servire la “manita” con Muriel.
 
In conferenza stampa Palladino ha dato merito all’Atalanta: “Abbiamo giocato contro una grande squadra, che aveva l’ambizione di qualificarsi per l’Europa League e che ha tra le sue qualità principali quella di aggredire molto alta. Nella prima mezzora abbiamo commesso tanti errori tecnici. Ciò nonostante siamo rimasti in partita accorciando le distanze. Poi nel nostro momento migliore c’è stata l’espulsione di Marlon e lì la partita è finita. Il risultato finale è comunque troppo ampio a favore dell’Atalanta. I ragazzi per me hanno dato tutto e alla fine sono andati a prendersi gli applalusi sotto la curva ospiti per il campionato magico che è stato disputato”.
 
Gasperini è stato serafico: “Il primo tempo l’abbiamo giocato bene chiudendo sul 2-0. Il Monza è però partito bene nel secondo tempo, con belle giocate tecniche e segnando un bel gol. Dopo l’espulsione è venuto tutto più facile. Il Monza ha comunque un allenatore di assoluto livello: Palladino è un predestinato”.
 
 
FOTO AC MONZA
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Il Monza travolto dall'Atalanta chiude all'11° posto

ATALANTA-MONZA 5-2   Il Monza termina male una stagione esaltante. Sembra una contraddizione ma la realtà è che i biancorossi hanno concluso il primo campionato di Serie A della loro storia con un ottimo 11° posto salvandosi a ben 6 giornate dalla fine. Peccato per le due sconfitte finali, l’ultima pesante per 5-2, che oltre a far perdere 3 posizioni in classifica hanno mostrato il lato peggiore della squadra, quello dei troppi

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MONZA-PISA 2-1
 
Bene, ma non benissimo il Monza nella finale di andata dei play-off di Serie B disputata in un U-Power Stadium tutto esaurito (9649 spettatori, nuovo record da quando Fininvest è proprietaria del Monza): a poco più di 1’ dal triplice fischio, infatti, i biancorossi hanno subito il gol della bandiera del Pisa, che ha dimezzato le distanze e aumentato di molto le possibilità di ritorno nell’Olimpo del calcio nazionale da parte della formazione toscana. Nella gara di ritorno che si disputerà all’Arena Garibaldi – Stadio Romeo Anconetani domenica prossima alle ore 20.30 il Monza avrà a disposizione 2 risultati su 3, mentre i nerazzurri dovranno vincere con almeno 2 gol di scarto; se dopo i tempi regolamentari la compagine allenata da Luca D’Angelo dovesse essere in vantaggio di 1 gol si disputeranno i tempi supplementari ed eventualmente si tireranno i calci di rigore.
 
Per i brianzoli approdare per la prima volta in Serie A sarà un’impresa difficile perché all’ombra della Torre pendente l’atmosfera sarà infuocata: già nel 2007 nella finale di ritorno dei play-off di Serie C1 giocata tra le due squadre il clima intimidatorio creato dalla piazza nerazzurra impedì all’arbitro di dirigere la gara con serenità, permettendo ai locali di ribaltare il risultato del match di andata e salire in Serie B. La compagine guidata da Giovanni Stroppa ha oggi subito molto la pressione del Pisa, soprattutto nel secondo tempo, anche se è nel primo che i toscani hanno avuto le occasioni da gol migliori. Gli ospiti sono sembrati stare meglio anche dal punto di vista fisico e inoltre, dato che la gara non ha fatto stranamente registrare ammonizioni, nessuno degli 8 diffidati nerazzurri sarà squalificato.
 
Il tecnico di casa non ha avuto ancora a disposizione gli infortunati Valoti, Ramírez, Favilli, Siatounis e Pedro Pereira. Rispetto al match vinto col Brescia domenica scorsa ha inserito Machin al posto di Ciurria a centrocampo avanzando il “fante” in attacco al posto di Gytkjaer. Alla squadra guidata da Luca D’Angelo mancava invece Caracciolo.
 
A differenza dei due ultimi incontri, stavolta è stato il Monza e non la squadra avversaria a passare in vantaggio nei primi minuti di gioco: è il 9’ quando un contropiede condotto da Mota e Ciurria termina con un assist al bacio di quest’ultimo per il portoghese che insacca. Il Pisa subisce il colpo, ma dopo la mezzora crea diversi pericoli alla porta difesa da Di Gregorio. Al 32’ un destro al volo di Lucca passa alto. Al 36’ Puscas manda incredibilmente a lato su un traversone dalla destra di Birindelli. Al 45’ Benali calcia addosso a Di Gregorio a un passo dal portiere. Il Monza fa fibrillare i tifosi solo al 38’ con un tiro-cross di Carlos Augusto respinto dal portiere Nicolas.
 
Il secondo tempo parte coi botti. Al 3’ Di Gregorio salva in uscita disperata su Lucca e 2’ dopo Nicolas devia in corner d’istinto la conclusione ravvicinata di Barberis. Stroppa sostituisce Ciurria con Gytkjaer e Mazzitelli con D’Alessandro spostando Molina nel ruolo di interno. Al 19’ il Pisa colpisce il palo con Sibilli entrato da 2’. Al 28’ il Monza raddoppia facendo esplodere lo stadio: sul cross dalla destra di D’Alessandro ci arriva per primo Mota che di testa costringe Nicolas alla respinta, ma sul pallone s’avventa Gytkiaer che di testa insacca. 4’ più tardi i biancorossi potrebbero fare tris ma, sull’ennesimo cross pericoloso di D’Alessandro dalla destra, Gytkjaer di testa angola troppo e la sfera si perde di poco a lato. Al 33’ un gran tiro di Mota viene neutralizzato con difficoltà da Nicolas. Nel Monza entrano Colpani per Machin e Mancuso per Mota e 5’ dopo Sampirisi per Pirola. I biancorossi si difendono, ma al 3’ dei 4’ di recupero su un calcio d’angolo battuto da Sibilli tutti restano immobili e Berra, entrato da 14’, segna il gol della bandiera, ma importantissimo per la gara di ritorno.
 
In sala stampa Stroppa ha cercato di nascondere la rabbia per il gol-beffa finale: “Abbiamo fatto 2 gol pesantissimi e abbiamo vinto una partita difficilissima: ci aspetta una sorta di secondo tempo ancora più difficile. Sarebbe stato bello vincere questa partita, e all’inizio avrei detto ‘benissimo’ a sapere che finiva 2-1, ma vincerla così dà più consapevolezza alla squadra. Il gol era evitabile ma prima ci sono 92’ straordinari. Io sono orgoglioso di come hanno giocato i miei ragazzi. Di solito negli spogliatoi non dico niente, ma stavolta gliel’ho detto. Ho messo in campo la squadra più fresca, ma ora dobbiamo pensare a recuperare energie. Oggi si sono viste in campo due squadre straordinarie e anche fuori è stato uno spettacolo di scenografie. A Pisa sarà una battaglia. Berlusconi? È venuto prima della partita a dirci ‘in bocca al lupo’”.
 
Da segnalare ancora una grande partita di Carlos Augusto, che anche in sala stampa ha mostrato quanto ci tenga alla promozione del Monza: “Voglio portare questa maglia per la prima volta in Serie A. A Pisa dovremo fare la partita della vita”.
 
D’Angelo è parso tutto sommato soddisfatto del risultato e ottimista per la gara di ritorno: “Non siamo venuti a Monza per pareggiare. Oggi fino all’1-0 meritavamo di pareggiare mentre sul 2-0 abbiamo rischiato di subire un altro gol. Loro hanno legittimato la vittoria, anche se sul 2-0 avremmo avuto la possibilità di ribaltarla, ma comunque perdere con 1 solo gol di scarto è ovviamente meglio che perdere con 2 gol di scarto. Ritengo che le due squadre si siano ben comportate e che l’arbitro sia stato bravo. Non mi aspettavo che il Monza giocasse in attacco con due seconde punte. Aldilà che il Monza ha giocatori forti e che viene messo bene in campo, noi dobbiamo pensare che quella di domenica sarà un partita importantissima”.
 
 
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Il Monza vince la finale di andata per la Serie A

MONZA-PISA 2-1   Bene, ma non benissimo il Monza nella finale di andata dei play-off di Serie B disputata in un U-Power Stadium tutto esaurito (9649 spettatori, nuovo record da quando Fininvest è proprietaria del Monza): a poco più di 1’ dal triplice fischio, infatti, i biancorossi hanno subito il gol della bandiera del Pisa, che ha dimezzato le distanze e aumentato di molto le possibilità di ritorno nell’Olimpo del calcio naz